Approvato atto regionale d’indirizzo sui rifiuti
Scritto da oggianni il 3 luglio 2009 in Documentazione, Rifiuti, Segnalazioni

Nell’atto d’indirizzo viene previsto, presso ciascun Ato, il raggiungimento graduale, entro il 31 dicembre 2012, di almeno il 65% di raccolta differenziata; la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da conferire in discarica; l’autosufficienza dello smaltimento presso ciascun Ato e la presenza, in ognuno di questi, di un impianto a tecnologia complessa e una discarica di servizio.

Lo stato attuale della situazione fotografata nel provvedimento:

  • Provincia di Imperia – A fronte della copertura del fabbisogno di smaltimento fino a tutto il 2010, garantita dal recente ampliamento delle esistenti discariche di Ponticelli e Collette Ozzotto, il regime commissariale instaurato sulla base del Decreto del Presidente della Giunta Regionale numero 8 del 6 febbraio 2009 prevede che entro il 31 agosto 2009 venga definita la revisione del Piano con i possibili scenari.
  • Provincia di Savona – Ad oggi si ha l’utilizzo della discarica di Boscaccio-Vado Ligure, a compensazione del deficit di smaltimento determinato dalla cessazione dell’attività della discarica di Magliolo, pertanto dovrà essere adeguato, di conseguenza, la previsione relativa alla residua durata della discarica in funzione delle volumetrie a disposizione. L’assetto impiantistico prefigurato dal Piano provinciale risulta attuato solo in parte, con la realizzazione dell’impianto di compostaggio di Villanova d’Albenga, mentre risulta ancora in via di definizione la soluzione terminale del ciclo, sia con riferimento alla tecnologia che alla localizzazione.
  • Provincia di Genova – Risulta ipotizzabile un ampliamento della discarica di Scarpino, che dovrà essere contenuto ad un periodo di anni tre, e vincolato alla futura funzione di impianto di servizio dell’impianto terminale.
  • Provincia della Spezia – L’entrata in funzione e la messa a regime dell’impianto di produzione Cdr assolve alle esigenze di gestione dei rsu prodotti in ambito provinciale, pur presentando ancora residui problemi inerenti la fase gestionale della collocazione sul mercato del cdr prodotto rispetto alla previsione di Piano. Gli interventi ipotizzabili nel  transitorio riguarderanno una revisione del progetto di ampliamento dell’impianto di smaltimento di Le Gronde-Bonassola, a servizio dell’impianto Cdr, necessaria a causa delle difficoltà attuative legate alla soluzione autorizzata, mentre è in fase di approvazione un residuo utilizzo per la fase transitoria della discarica di Val Bosca, a fronte del ritardato avvio dei lavori di ampliamento della discarica delle Gronde.

Scarica il verbale del Consiglio Regionale

Leggete questo articolo (http://www.ilponente.com/index.php?p=14231) per approfondire l’argomento.



Vedi anche:

“Rifiuti da emergenza a opportunità” – il video [1/6]
Scritto da oggianni il 3 luglio 2009 in multimedia

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Sono on-line da tempo (quello che ahimé mi manca per tenere aggiornato questo spazio informativo) le registrazioni dell’incontro/dibattito sui rifiuti che si è tenuto a Villa Boselli il 12 giugno scorso.

In questo video l’introduzione di Giacomo Revelli che presenta la neonata Rete dei Cittadini per l’Ambiente organizzatrice della serata.



Vedi anche:

Pasquinate virali
Scritto da oggianni il 1 luglio 2009 in Rassegna stampa, Segnalazioni

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Nei giorni scorsi sono apparsi diversi volantini ad Arma e Taggia. Volantini che riportavano apparenti mugugni verso l’attuale maggioranza comunale.

Dico “apparenti” perché è evidente da diversi segni (la costosa qualità della stampa e della carta, la scarsa incisività dei quesiti che non toccano argomenti ben più scottanti e all’ordine del giorno) che si tratti di una campagna di tipo virale per accrescere la partecipazione ai programmati incontri del sindaco con la popolazione.

Una campagna virale (vedi qui e qui) è un tipo di pubblicità che si avvale di mezzi di diffusione alternativi ai tradizionali (affissioni, inserzioni etc.). Spesso si basa su fatti costruiti ad arte che generano  notizia e discussione: da qui nasce la diffusione virale del messaggio; siamo noi stessi a incubare e veicolare il messaggio come se fosse un virus.

Visto quanto se ne è parlato sui giornali (e ahime anche noi non ci sottraiamo alla trappola) il tentativo si può dire che sia riuscito. Più che altro è lecito porsi l’interrogativo sui costi (gravanti sulle casse comunali?) e sulla opportunità del ricorso ad un simile mezzo per un’amministrazione pubblica.

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Vedi anche:

Il bue che dice?
Scritto da oggianni il 18 giugno 2009 in Segnalazioni

Non è casuale che l’avvocato (Giommaria Uggias, ndr) che difende Zappadu sia un eurodeputato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. C’è una doppia veste – avvocato e parlamentare – che non si dovrebbe confondere.

[Parola di Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi]



Vedi anche:

  • Niente altro per ora
Distanti saluti
Scritto da oggianni il 17 giugno 2009 in Segnalazioni, multimedia

ROMA – Il fotogramma era eloquente ma parziale: il braccio teso, la mano dritta a punta, il corpo fermo, gli occhi fissi nel vuoto. Intenso e partecipato. Il video, che potete guardare su repubblica.it, raccoglie in un modo ancor più emozionante la scena immortalata dal reporter della Gazzetta di Lecco alla festa dell’Arma dei Carabinieri. Tra fasce tricolori e divise sull’attenti, Michela Vittoria Brambilla, neoministro per il Turismo, tende dinamicamente a sopravanzare il corteo istituzionale irregimentato ma piuttosto moscio e allunga il braccio fino a farlo puntare quasi al cielo. “Fa ridere soffermarsi sull’angolazione del mio gomito”, commentò alla vista delle foto. Al video, che pure ha potuto visionare, ha deciso invece di rispondere col silenzio.

C’è da dire che l’angolazione ricavata dal film esprime compiutezza e aderenza ai criteri guida del saluto romano: braccio destro teso avanti-alto con la mano tesa aperta leggermente inclinata in alto rispetto all’intero braccio. Ridefinita così la posizione, e rivisto ancora il filmato, tutto sembra al suo posto, perfettamente in linea con la storia e – evidentemente – il primo amore. Il braccio disteso, gesto pieno e consapevole. Insomma, sembra fascistissimo.

E, se sono esatte le ricostruzioni familiari, parecchio fascista pare anche il gesto del papà che dallo stesso palco, ma dal lato opposto della figliola, ha reclamato a sé lo stesso saluto, e l’ha mostrato con medesima forza e uguale emozione. Tutti e due un attimo prima con la mano sul cuore, anche qui tutto perfetto, e un attimo dopo, appena alla fine dell’inno di Mameli, come sapete. Sembra che Brambilla faccia buon uso, diciamo così, del saluto fascista. Una deputata del Pd, Lucia Codurelli, giura che il ministro lo scorso 29 maggio avrebbe concesso il bis durante un raduno a Varenna, in provincia di Lecco, di persone in camicia nera. Non è vero. La Brambilla in quell’occasione vestiva uno splendido tailleur turchese. Qualche camicia, forse forse, solo sullo sfondo. Ma non c’è prova documentale. E la foto immortala la mano del ministro sul petto. Lì si ferma.

Finora, purtroppo o per fortuna, Michela Vittoria Brambilla si era conquistata la fama di essere una vulcanica donna del fare. I circoli della libertà, migliaia e migliaia, figli della sua intraprendenza. E anche la tv delle libertà, le telecamere, un partito nel grande partito di Berlusconi. Due anni di fuoco, molte presenze a Porta a porta, tutte con i tacchi e parecchie con le autoreggenti. Ancora un fotografo, ancora uno scatto, e le sue calze e anche i suoi slip sono divenuti oggetto della narrazione.

Poi i circoli si sono sciolti, la tv è stata chiusa e la Brambilla si è messa in pantaloni. Quando sembrava che le gambe stessero a posto e anche i piedi piuttosto comodi nei sandali con le zeppe, ecco le mani, anzi la mano destra aperta e tesa, trasgredire. Un perfetto saluto romano, tecnicamente ineccepibile, e un segno, se vogliamo, anche al decoro che Trilussa sempre ci fa ricordare: Quanno dai la mano a uno te po’ capità de strigne dè no zozzone o de’n ladro. Perciò salutamose tutti alla romana: se vorremo ancora bene, tenendosi a distanza!

[fonte Repubblica.it]



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