Dossier “Rifiuti” [anno 2007]
Scritto da oggianni il 31 luglio 2007 in Documentazione, Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

Articoli pubblicati dal secolo XIX nel 2007

Otto proiettili recapitati a Ghilardi
SECONDA MINACCIA AL RE DEI RIFIUTI

Erano in un guanto trovato dalla moglie del titolare della Idroedil davanti all’abitazione
Taggia. Un guanto di lattice con dentro otto proiettili, appeso al cancello della sua villa. Lo ha trovato Massimo Ghilardi, 40 anni, titolare della Idroedil, l’azienda che gestisce la discarica di inerti di Colli, prossima sede dell’impianto provinciale di smaltimento dei rifiuti.
Per la ditta si tratta del secondo avvertimento nell’arco di un mese: nella notte tra il 4 e il 5 dicembre scorso, un incendio doloso aveva danneggiato due container adibiti ad ufficio (tra cui quello dove si trova la pesa utilizzata per calcolare la quantità dei rifiuti), oltre al camion di un autotrasportatore di Mondovì.
Il guanto di lattice con i proiettili è stato trovato nei giorni scorsi, anche se il fatto è stato reso noto solo ora per ragioni investigative.
Il guanto, del tipo che si acquista in qualunque supermercato o ferramenta, rappresenta una chiara minaccia, così come i proiettili che conteneva, seppure di piccolo calibro, 6,35.
La villa di Massimo Ghilardi si trova a Bussana, in strada Collette Beulle, ed è sufficientemente isolata perché l’autore del gesto non venisse notato.
Appena visto il guanto e compreso il contenuto, Massimo Ghilardi ha chiamato i carabinieri. Né lui né la moglie hanno toccato il guanto. Dopo l’allarme, a Bussana sono arrivati gli uomini del nucleo radiomobile dei carabinieri di Sanremo, oltre agli esperti della scientifica.
Proiettili e guanto di lattice sono stati quindi inviati al Raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri di Parma. Gli investigatori del Ris cercheranno sui due reperti eventuali impronte e tracce di Dna.
Il movente dell’avvertimento potrebbe essere ricondotto all’attività della Idroedil, in particolare considerando il precedente di dicembre. Massimo Ghilardi, però, esclude questa ipotesi e anche un possibile collegamento con l’incendio che ha distrutto i container.
«La Idroedil effettua lavori sia in provincia di Imperia che fuori dal territorio provinciale, senza mai aver incontrato alcun tipo di problema, nemmeno con eventuali concorrenti. Così come non ci sono nemmeno problemi di natura economica, perché non vantiamo crediti. In ogni caso sono certo che non abbiamo pestato i piedi a nessuno».
«Oltretutto – prosegue Massimo Ghilardi – la questione dello smaltimento dei rifiuti ci riguarda soltanto fino ad aprile, quando scadrà la proroga concessa per questo tipo di attività. Personalmente sono tranquillo, anche se quanto capitato mi ha colto impreparato.
E’ stato un fulmine a ciel sereno, non avendo mai ricevuto minacce di alcun tipo, telefonate, lettere o altro che potesse far pensare che qualcuno ce l’avesse con me, con la mia famiglia o la Idroedil. Non ho proprio idea del motivo della presenza del guanto e dei proiettili».
Ghilardi conclude sottolineando la propria fiducia nell’operato dei carabinieri: «Sono certo che tutta questa vicenda verrà chiarita». Proprio i militari stanno seguendo diverse piste, non ultima quella del gesto di qualcuno che potrebbe non aver gradito la scelta del sito di Colli come futura sede dell’impianto provinciale di trattamento dei rifiuti.
Le indagini, al momento, non sono facili. I carabinieri hanno sentito alcune persone vicine alla famiglia Ghilardi, oltre ai dipendenti della Idroedil. In attesa che il Ris faccia “parlare” il guanto e i proiettili. Cresce, comunque, il clima di paura in una provincia già segnata da episodi inquietanti.
Paolo Isaia
04/01/2007
MASSIMO GHILARDI (TITOLARE IDROEDIL): non ho mai avuto nessun problema, nemmeno con concorrenti.
DUE CONTAINER-ufficio della Idroedil erano stati dati alle fiamme nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2006. Il rogo aveva anche danneggiato parzialmente il camion di un autotrasportatore di Mondovì. L’attentato aveva creato dei problemi al conferimento dei rifiuti .

04/01/2007

Minaccea Ghilardiconcorrentiai raggi x
IL business dei rifiuti
I carabinieri avrebbero imboccato una pista per gli otto proiettili recapitati al titolare della Idroedil. Si indaga soprattutto tra coloro che potrebbero avere interesse a far sparire dal mercato l’azienda di Taggia

05/01/2007

I concorrenti della Idroedilnel mirino dei carabinieri
Imboccata una pista per le indagini
Per i proiettili recapitati a Ghilardi si indaga nel ricco business dei rifuti
GLI INVESTIGATORI hanno pochi dubbi: l’avvertimento nei confronti di Massimo Ghilardi, 40 anni, figlio del “re dei rifiuti” Carlo, è strettamente collegato alla sua attività di imprenditore, ma non necessariamente a quella del padre, altrimenti la minaccia – un guanto di lattice con dentro 8 proiettili lasciato appeso al cancello della sua abitazione – sarebbe stata rivolta direttamente contro lo stesso Carlo Ghilardi.
Ma chi dice che non sia stato colpito il figlio per lanciare un messaggio al padre? Per i carabinieri della compagnia di Sanremo e per la procura, inoltre, la mano che ha lasciato guanto e proiettili è la stessa che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre scorsi ha dato fuoco a due container-ufficio della Idroedil, all’ingresso della discarica di inerti di Colli.
I due episodi sono stati inseriti nello stesso fascicolo, aperto contro ignoti dal sostituto procuratore Antonella Politi.
L’impianto di Colli, fino allo scorso anno, era guidato in prima persona dallo stesso Carlo Ghilardi, che ne ha poi affidato la gestione ad un uomo di fiducia, Roberto Parmisano.
L’imprenditore ha quindi lasciato al figlio la gestione delle altre attività del gruppo. Proprio su questo aspetto stanno puntando le indagini dei militari, guidati dal capitano Alessandro Andrei. I carabinieri stanno esaminando attentamente ogni operazione in cui la Idroedil è impegnata, sia in provincia che fuori provincia, alla ricerca di qualche possibile movente per l’attentato di dicembre e l’avvertimento a Massimo Ghilardi.
In particolare, gli investigatori si stanno concentrando sulle commesse ottenute, allo scopo di individuare eventuali ditte concorrenti che potrebbero ritenersi danneggiate e che quindi potrebbero volerla “far pagare” all’azienda di Taggia. L’ultima pista battuta, seppure tenuta in minore considerazione, è quella di una questione personale, magari tra Massimo Ghilardi e qualche dipendente.
Sembra invece sempre più remota l’ipotesi che i due episodi siano legati al futuro utilizzo del sito di Colli come sede dell’impianto provinciale di trattamento rifiuti, anche perché si tratta di una scelta dell’Ato della Provincia di Imperia.
In merito al movente dei due episodi, sia Massimo Ghilardi che il padre Carlo hanno dichiarato di non avere mai ricevuto minacce né di aver avuto problemi nello svolgimento della propria attività.
Il guanto di lattice e i proiettili, di calibro 6,35, sono stati trovati dalla moglie dell’imprenditore, appesi alla cancellata della loro abitazione, in strada Collette Beulle, nella frazione di Bussana.
La donna avrebbe visto il guanto solo intorno a mezzogiorno, al rientro, ma lei stessa ha ammesso che al mattino, quando è uscita, potrebbe non averlo notato, visto che con tutta probabilitàè stato lasciato di notte.
Nessuno ha toccato guanto e proiettili fino all’arrivo dei carabinieri. Una volta esaminati dagli uomini della squadra scientifica, i reperti sono stati inviati al Ris di Parma per analisi più approfondite, come la ricerca di eventuali impronte digitali o tracce di Dna.
I risultati non saranno disponibili prima di qualche settimana. Lo stesso Ris, inoltre, era stato chiamato a esaminare anche la tanica di benzina impiegata per appiccare il fuoco ai due container-ufficio il 5 dicembre.
La speranza è di poter trovare qualche elemento che colleghi direttamente i due fatti, e magari arrivare ad un nome.
Non è escluso che nei prossimi giorni ci siano sviluppi particolari sul fronte dell’inchiesta. Esiti che potrebbero aprire altre porte nel mondo della malavita organizzata.
Paolo Isaia
05/01/2007



Vedi anche:

  • Niente altro per ora
Il Consigliere Bolla incontra i cittadini
Scritto da oggianni il 30 luglio 2007 in Comunicazioni, Gruppo consiliare

Come ogni mese, il giorno 2 Agosto (giovedì e non mercoledì), il consigliere Massimo Bolla incontrerà i cittadini dalle 17:00 alle 20:00 presso la sezione DS di via della Cornice ad Arma di Taggia.

Si parlerà della convenzione di Area 24 e delle osservazioni alla stessa presentate dal gruppo Centrosinistra.



Vedi anche:

Dossier “Rifiuti” [anno 2006]
Scritto da oggianni il 29 luglio 2007 in Documentazione, Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

Articoli pubblicati dal secolo XIX nel 2006

Obiettivo fallito
L’amministrazione Borea ha dovuto dunque arrendersi: l’ambizioso obiettivo, perseguito con ostinazione sin dall’inizio, di “rivoluzionare” il servizio di pulizia della città separando lo spazzamento stradale dalla raccolta dei rifiuti e riducendo i costi, è fallito. Visto il deludente esito della doppia gara d’appalto, ora la giunta dovrà tornare sui suoi passi: prima trovare comunque un accordo provvisorio con la Docks Lanterna, e quindi spendere probabilmente più soldi, per garantire la continuità del servizio; e poi organizzare una nuova gara che dovrà per forza partire da una base d’asta più alta di quella formulata in precedenza.
La nuova strada era stata voluta con forza innanzitutto dal sindaco Claudio Borea e poi sposata dall’assessore alla trasparenza Daniela Cassini, che si è assunta anche l’onere del duro confronto con i sindacati, per dimostrare che era possibile migliorare il servizio con una spesa inferiore per il Comune, spezzando il duopolio provinciale nel settore igiene urbana rappresentato da Ponticelli e Docks Lanterna, più l’Idroedil di Carlo Ghilardi per lo smaltimento. L’obiettivo era “aprire” il mercato, ma il mercato (certo non cristallino in questo comparto) ha dato torto all’amministrazione Borea: le buone intenzioni, e una certa testardaggine, si sono scontrate con la realtà. Oggi sembrano suonare profetiche le critiche mosse a suo tempo dal sindacato e dalla stessa Amaie di Pippione.
CLAUDIO DONZELLA
14/01/2006

Quanto costa la tarsu Casa di 90 metri quadri 250 euro di tassa annuale
Sanremo Oggi in media i sanremesi pagano circa 250 euro all’anno di tassa sui rifiuti, prendendo a modello un appartamento di 90 metri quadrati. Perché la tassa è quantificata in base alla superficie, con parametri che cambiano in base alla destinazione d’uso (commerciale, residenziale, ad uffici), in attesa che si arrivi alla famosa tariffa prevista dal decreto Ronchi, da determinare in virtù di un accertamento più preciso della quantità di spazzatura prodotta da ciascuna attività e da ciascun cittadino.
Intanto i costi aumentano, e quindi cresce (anche se di poco) anche la Tarsu: la tassa sulla raccolta nel 2006 aumenterà probabilmente del 5 per cento, anche se la giunta deve ancora approvare la delibera. Per mantenere pulita Sanremo, il Comune spende circa 11 milioni e 700 mila euro all’anno: è la somma dei costi per il personale municipale (1, 3 milioni di euro), per l’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti e per lo smaltimento in discarica (quella privata della ditta Idroedil di Carlo Ghilardi in località Collette Ozotto in valle Armea), pari a 9,6 milioni; e di alcune voci minori, tra cui l’acquisto di materiali (550 mila euro) per la nettezza urbana. Con la tassa pagata dai cittadini, viene coperto il 94 per cento della spesa complessiva sostenuta dal Comune (decurtata di un 15 per cento riferito allo spazzamento); con la tariffa si dovrà arrivare al pareggio tra introiti e costi.
11/03/2006

«Bianchi era il regista delle mazzette»
LE IMPUTAZIONI Il sindaco avrebbe ricevuto tre tangenti da 25 mila euro, mentre il neodeputato Udc pilotava gli appalti-alluvione. False fatture per Ghilardi
L’ordinanza del gip: pagava Barla, Gilardino e Adolfo
Taggia Le cento pagine del provvedimento di custodia cautelare a carico di Adolfo, Barla, Bianchi e Gilardino, sono un insospettabile campionario di contestazioni. Si va dalla corruzione alla concussione, dalla truffa alla turbativa d’asta, da reati di natura fiscale all’usura. Le posizioni e i gradi di responsabilità si diversificano a seconda dei protagonisti, ma complessivamente ne emerge un quadro gravissimo, un intreccio tra politica e imprenditoria che configura un vero e proprio comitato d’affari.
Il profilo più pesante è quello attribuito al presidente della Camera di commercio Giuseppe Bianchi. L’ordinanza firmata dal gip Bonsignorio è quasi lapidaria: Bianchi allungava mazzette a tutti. Avrebbe pagato il sindaco Barla – almeno tre tangenti da 25 mila euro – per l’operazione Nordiconad-Leclerc (ma i vertici della coop sarebbero estranei ai fatti). Una «tangente mascherata» di 150 milioni di vecchie lire sarebbe stata pagata all’ex sindaco ed ex assessore regionale di Forza Italia, Piero Gilardino. Lo strumento sarebbe stato un appartamento nelle Torri di Colombo venduto sotto prezzo a parziale saldo dei favori che Bianchi avrebbe ottenuto in sede di licenza edilizia quando nel 1998 Gilardino era ancora sindaco di Taggia.
Ma l’imprenditore – sempre leggendo la misura cautelare – avrebbe riconosciuto «ingenti somme di denaro» anche all’allora assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Vittorio Adolfo, Udc, ora eletto deputato. In cambio Adolfo avrebbe pilotato una serie di appalti pubblici a favore della Bianchi Srl Costruzioni generali. Le gare sono quelle relative ai danni alluvionali del 2000, aggiudicate tra il 2002 e il 2004 da diversi comuni della provincia di Imperia. Gli stanziamenti erano del Governo, ma l’ente erogante era la Regione: da qui la posizione di forza di Adolfo e la possibilità di esercitare pressioni sui comuni. Negli atti della procura si parla anche di una maxi-tangente sottoforma di pacco postale contenente denaro contante che Bianchi avrebbe fatto pervenire ad Adolfo alla fine del 2003: una sorta di regalo di Natale.
Ma Bianchi – sempre secondo le prove raccolte dalla Mobile – per garantirsi tutele anche presso la Finanza, avrebbe pagato anche l’ex comandante provinciale delle fiamme gialle, il colonnello Giuseppe Cuomo, adesso indagato a piede libero per corruzione. Lo avrebbe fatto accollandosi l’affitto di casa per oltre due anni, dal settembre del 2002 al novembre del 2004. Cosa Bianchi abbia ottenuto in cambio, l’ordinanza non lo rivela perché la posizione di Cuomo sarebbe stata stralciata, ma è assai probabile che la generosità dell’imprenditore abbia evitato alle sue imprese controlli e verifiche. Che invece hanno effettuato gli uomini del dottor Sanfilippo, capo della Mobile. E dagli accertamenti è emerso che nel giro di tre anni la Bianchi Spa avrebbe emesso false fatturazioni per diversi miliardi di vecchie lire a favore di un altro imprenditore locale, Carlo Ghilardi, titolare della Idroedil e grande oligarca dello smaltimento dei rifiuti.
Reati di natura fiscale, ma anche prestito a usura. La vittima sarebbe stata Sandro Gasparetto, l’impresario di origine piemontese che con le sue dichiarazioni ha messo nei guai l’ex sindaco di Ospedaletti, Parrini. Gasparetto era con l’acqua alla gola e Bianchi, insieme al suocero Piero Porzio (usura in concorso), gli aveva concesso un prestito di un miliardo di lire, con l’obbligo di restituire la somma con mezzo miliardo di più entro un anno.
Nell’inchiesta risultano coinvolti anche personaggi minori, o meglio soggetti che hanno avuto un ruolo di complicità soprattutto con Barla e Bianchi, a carico dei quali la procura non ha ritenuto necessaria l’applicazione di misure restrittive. Si tratta di liberi professionisti, funzionari e dirigenti comunali, architetti e ingegneri che hanno avuto un ruolo nelle operazioni immobiliari condotte dal “comitato d’affari”. Le contestazioni vanno dalla truffa all’abuso d’ufficio, e il filone più importante è quello della lottizzazione di Borgo San Martino, il procedimento-stralcio che andrà a processo saltando l’udienza preliminare come hanno chiesto e ottenuto le difese ricorrendo al giudizio immediato.
Fabio Pin
04/05/2006

Forniture fantasma per cifre da capogiro
EVASIONE FISCALE La Procura indaga su un altro grande filone. Atti intestati alla Idroedil
Da Bianchi a Ghilardi, il re dei rifiuti: sei miliardi di vecchie lire di false fatture
L’ inchiesta della procura di Sanremo ha scoperchiato anche il giro vorticoso di false fatturazioni emesse dalle società di Giuseppe Bianchi a favore delle imprese che fanno capo a Carlo Ghilardi, noto per essere il re dello smaltimento dei rifiuti.
Secondo gli accertamenti effettuati dalla Mobile di Genova, tra l’ottobre del 2000 e il dicembre del 2002, la Bianchi Srl Costruzioni generali avrebbe fatturato alle società di Ghilardi (Idroedil Srl, Immobiliare Colli Srl e Eurogarden Srl) la somma complessiva di 6 miliardi e 120 milioni di vecchie lire per operazioni e forniture inesistenti. L’ottanta per cento delle fatture è intestato alla Idroedil, la società che gestisce la discarica di Collette Ozotto. Per questo tipo di reato è indagato, oltre a Bianchi, anche il suo ex braccio destro Paolo Gavinelli.
Negli atti dell’inchiesta vengono anche spiegate le finalità della condotta illecita, cioè i benefici che Ghilardi e Bianchi ne avrebbero tratto. Ghilardi avrebbe ottenuto un evidente vantaggio di natura fiscale indicando nei bilanci societari e quindi nelle dichiarazioni dei redditi costi mai sostenuti che andavano a compensare i guadagni. In questo modo si consentiva «alle imprese di Ghilardi – sostiene l’accusa – di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto». Per approssimazione, il re dei rifiuti potrebbe aver eluso l’erario per circa tre miliardi di lire nel volgere di appena due anni.
I vantaggi a favore di Bianchi – sempre a giudizio della procura – sarebbero stati quelli di trasformare in ufficiale parte delle entrate in nero che provenivano dalle sue molteplici attività immobiliari. Ghilardi avrebbe onorato le false fatturazioni attraverso una serie di regolari assegni intestati a Bianchi. E Bianchi avrebbe restituito le somme utilizzando il nero. La differenza tra le due posizioni è che Ghilardi avrebbe già fatto ricorso al condono fiscale, con la conseguenza di non finire sotto inchiesta. Bianchi, invece, si è visto contestare anche questo reato.
E’ da dire che in passato Carlo Ghilardi era già finito nei guai per una vicenda di false fatturazioni, anche se di dimensioni più contenute. Ma al termine del procedimento penale era stato prosciolto da ogni addebito.
Inchieste su false fatturazioni avevano coinvolto negli anni Novanta anche altri imprenditori del ponente ligure, ma gli accertamenti non erano approdati a prove concrete oppure erano state vanificate dai periodici condoni fiscali cui spesso ricorrono i governi allo scopo di “fare cassa”.
F. P.
05/05/2006

Altri sindaci e imprenditori indagati «Il patto di ferro tra Bianchi e l’assessore Adolfo»
Taggia. Dall’inchiesta che ha travolto politici, pubblici amministratori e imprenditori, emerge che gli eventi alluvionali del 2000 sono stati ancora una volta terreno fertile per la spartizione degli appalti relativi alle opere di ripristino e ricostruzione. Il “business” riguarderebbe in particolare i tantissimi interventi affidati con la procedura dell’urgenza per porre rimedio ai danni provocati a strade, argini e altre strutture pubbliche.
Secondo le accuse formulate dal pm Zocco, l’allora assessore regionale alle infrastrutture e alla protezione civile, Vittorio Adolfo, avrebbe esercitato pesantissime pressioni sulla destinazione dei fondi ai comuni e alle comunità montane colpiti, “pilotando” l’assegnazione di lavori alla Bianchi Costruzioni, risultata vincitrice di molte delle gare, ristrette a poche ditte proprio per accelerare i tempi. Adolfo e Bianchi sono indagati per concorso in corruzione, mentre sindaci e altri amministratori e funzionari comunali devono rispondere di turbativa d’asta e truffa.
Partendo dal comprensorio sanremese, risultano indagati il sindaco di Ceriana Piero Roverio (Forza Italia), all’epoca dei fatti vicesindaco, per due interventi assegnati alla Bianchi Costruzioni; il responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Taggia, Dante Candeloro, per la pulizia del Rio Ciapuzze; l’allora presidente della Comunità Montana Argentina-Armea, Ivo Orengo, per due opere nel territorio di Ceriana e per altri lavori affidati sempre a Bianchi a Ceriana e a Molini di Triora, e all’impresa Fratelli Negro, per la quale è indagato il titolare Enrico Negro; il sindaco di Pietrabruna, Riccardo Giordano (oggi anche presidente dell’Ucflor), e quello di Cipressa, Rinaldo Filippo Guasco, per un appalto a Bianchi e un altro a Negro.
Per analoghi appalti sono stati indagati anche i sindaci di Casanova Lerrone, Sabrina Merlo e di Villanova d’Albenga, Pietro Balestra.
A spiegare «modalità e meccanismi del sistema»è stato ancora una volta l’ex braccio destro di Bianchi, Paolo Gavinelli, nel corso di uno dei tredici interrogatori cui è stato sottoposto dal pm Zocco tra la primavera e l’autunno del 2005. «… Alla base di tutto c’era l’accordo tra Bianchi e Adolfo. L’assessore regionale dava le indicazioni sui comuni o enti presso i quali dovevamo presentarci. Io mi recavo lì e prendevo contatti con la persona che ci era stata indicata da Adolfo. Chiarivo che mi presentavo in nome di Adolfo. Il sindaco o il funzionario, dopo aver chiaramente detto che erano al corrente delle ragioni della mia visita, mi facevano prendere visione dei lavori dopodichè decidevo quali erano di nostro interesse. A quel punto – continua Gavinelli – il mio interlocutore mi diceva di organizzarmi fornendogli l’elenco delle ditte da invitare».
«Le imprese amiche presentavano l’offerta già concordata con noi oppure non presentavano nessuna offerta. Il meccanismo prevedeva che ricambiassimo il favore presentando noi offerte di comodo per gare che altri imprenditori si aggiudicavano».
Indagati anche i titolari delle ditte che avrebbero partecipato alle gare d’appalto con offerte concordate per pilotarne l’esito. L’elenco comprende Marco Rossi ed Egidio Bonfante della ditta Mega; Mario Boeri (Edilrossi); Gianni Enrico Laigueglia (Lai.Bra.); Mario De Villa Palù (Cls); Attilio Ferrero (Ferrero Costruzioni Spa); Gilberto Bellin; Vittorio Contestabile (Ebis-Edil); Carlo Ghilardi (Idroedil); Giuseppe Boeri (C&B); Spiridione Tonegutti (Vialit); Francesco Sasso (Edilizia Intemelia); Massimo De Filippi (Icose Spa); Orazio Mainetto; Giuseppe Fognini.
Claudio Donzella
05/05/2006

Rifiuti a rischio stangata l’Ato convoca Ponticelli
Il 10 luglio prossimo scade l’autorizzazione della discarica
Imperia Rischio super-stangata per la tassa sui rifiuti in provincia di Imperia. L’argomento è ritornato ieri mattina prepotentemente d’attualità durante un incontro tra sindaci e tecnici dell’Ato (l’ambito territoriale ottimale) e i responsabili della ditta Ponticelli. Il 10 luglio prossimo scade infatti l’autorizzazione per la discarica imperiese e stessa sorte toccherà a quella sanremese di Collette Ozotto, ma nessun’altra soluzione concreta è stata prospettata: nè un altro smaltitore, nè il via libera al tanto discusso impianto di separazione e smaltimento. Qualche mese fa è stata espletata dalla Provincia e dallo stesso Ato una gara esplorativa alla quale ha partecipato il solo gruppo Matarrese che ha proposto una tariffa di smaltimento rifiuti che ipotizzava un aumento del 100%. Tra l’altro aumenti consistenti (intorno al 40%) sono già scattati a Genova, e pure a Savona si parla di rincari superiori al 20%.
Di fronte a questa situazione, che rischia veramente di diventare pesante e di ricadere interamente sulle tasche dei cittadini, la Ponticelli ha proposto ieri all’Ato una sua soluzione. «Nel progetto di discarica già autorizzato – hanno detto ai sindaci i responsabili della spa dei rifiuti – c’è ancora un residuo di volumetria sufficiente per poco meno di due anni. La possibilità di utilizzare questi spazi è consentita dalla normativa, che vieta di autorizzare nuovi siti o ampliamenti, ma consente, come già fatto a Genova e Savona, di saturare le discariche già autorizzate».
Ovviamente la Ponticelli assicura che in questo caso, non essendoci costi ulteriori di trasporto fuori regione, non ci sarebbero sostanziali aumenti, se non quelli derivanti dall’inflazione. Insomma, l’ultima proroga sperando che nel frattempo la Provincia e l’Ato individuino una soluzione definitiva anche dal punto di vista dell’impianto da realizzare. La parola ora ai sindaci dei vari Comuni.
14/06/2006

Rifiuti, Taggia detta le condizioni
AMBIENTE Stasera consiglio provinciale. De Girolamo: «Qui da noi la spazzatura di tutti? Allora agevolazioni ai residenti»
Giorno decisivo per l’impianto a Colli, ma il commissario frena
Imperia. Oggi è la giornata decisiva per il futuro impianto provinciale di smaltimento dei rifiuti in regione Colli, ad Arma di Taggia.
La Provincia ha già la disponibilità dell’area e sta per dare corso alla gara europea che dovrà decretare chi realizzerà il separatore di rifiuti, ma prima il consiglio provinciale, convocato per questa sera alle 20,30, dovrà dare il via libera alle modifiche e alle integrazioni apportate dall’Ato (ambito territoriale ottimale) al Piano provinciale per la gestione integrata dei rifiuti urbani.
Sulla questione pesa però il voto negativo espresso a suo tempo dal Comune di Taggia: il sindaco Lorenzo Barla si era opposto, quindi era stato presentato ricorso al Tar. Una posizione a tutela degli interessi degli abitanti che, per certi versi, oggi viene accolta dal commissario prefettizio Biagio De Girolamo. Il funzionario, stasera, firmerà per il Comune, ma prima, ha spiegato, «alla città dovranno essere garantite determinate condizioni, anche alla luce del ricorso presentato. E quindi, se Taggia deve risolvere un problema dell’intera provincia, che almeno i suoi abitanti ne traggano dei vantaggi, in termini di viabilità, considerando la mole di traffico che dovranno sopportare con l’impianto, e possibilmente di agevolazioni fiscali». Potrebbe cambiare anche l’aspetto vero e proprio dell’impianto, che diventerebbe meno alto e quindi con un impatto minore.
La proposta di realizzare l’impianto a Colli, approvata all’unanimità dai sindaci dell’Ato e dalle competenti commissioni consiliari, comprende anche gli aspetti legati alla proroga da parte della Regione delle discariche esistenti di Colette Ozotto e Ponticelli per un anno e mezzo circa, il tempo necessario alla costruzione dell’impianto in regione Colli.
La proroga però in base alle direttive della Regione potrà essere concessa solo se il costo dello smaltimento in discarica sarà inferiore alla media delle tariffe regionali, in poche parole se le società che gestiscono le discariche in esaurimento praticheranno uno sconto sulle attuali tariffe.
La scelta di realizzare l’impianto di separazione dell’umido è stata abbracciata dopo che, all’inizio del primo mandato, la Giunta Giuliano, aderendo alle indicazioni della Regione, aveva bocciato il precedente piano elaborato dall’amministrazione guidata da Gabriele Boscetto, piano che prevedeva la realizzazione di un impianto di compostaggio dei rifiuti. Quell’ipotesi sembra sia stata accantonata per i problemi di gestione degli impianti di Cdr che avrebbero evidenziato difficoltà a smaltire i residui della lavorazione. Successivamente era stata ventilata la possibilità di costruire un inceneritore sul territorio provinciale anche questa ipotesi peròè tramontata quasi subito.
Poi, proposta dopo proposta, ha preso consistenza quella della costruzione dell’impianto di separazione secco-umido che, nonostante le resistenze del Comune dove alla fine verrà installato, sembra aver messo tutti d’accordo. Taggia esclusa, logicamente.
Loredana Grita
Paolo Isaia
03/10/2006

Raccolta di firme della Cgil che denuncia: «E’ previsto il conferimento in discarica di almeno 50 mila tonnellate di rifiuti all’anno per la durata di 30 anni, su una superficie di 51 ettari che avrà come prevedibili conseguenze l’inquinamento dell’aria e delle sorgenti»
03/10/2006

Discarica in tilt dopo il rogoimpossibile pesare i rifiuti
l’attentato di taggia
La bilancia è bruciata. Fax della società ai Comuni: calcoli solo a forfait
Taggia. L’attentato alla discarica di inerti di Colli rischia di creare molti problemi alle operazioni di conferimento dei rifiuti destinati al vicino impianto di Collette Ozotto. Ieri, infatti, la Idroedil ha avvisato i Comuni della provincia di Imperia che utilizzano la “pesa” di Colli per i carichi destinati a Collette, che per almeno una settimana questo servizio non potrà essere garantito, e che si dovrà procedere con un calcolo a forfait.
La pesa si trova proprio in uno dei container-ufficio distrutti dal rogo doloso appiccato lunedì notte intorno alle 2.30, e che ha interessato, seppure solo danneggiandolo parzialmente, anche il camion di un autotrasportatore di Mondovì.
Complessivamente i danni ammontano a circa 30 mila euro, ma i guai adesso sorgono per i Comuni che si servono della pesa di Colli, poco meno della metà di quelli della provincia.
La pesa serve infatti per calcolare il carico di rifiuti trasportato dai camion, e quindi il costo per i Comuni che poi devono raggiungere la discarica di Collette Ozotto. La tariffa è fissata in circa 10 euro al quintale. Ci sono città che ogni giorno, portano a Colli centinaia di quintali – Sanremo, ad esempio, ne conferisce tra gli 800 e i 900 – e che spendono pertanto cifre considerevoli.
Questa somma, senza la possibilità di utilizzare la pesa, dovrà appunto essere quantificata a forfait. Ci si dovrà affidare ad un calcolo “a vista”, considerando che ogni camion trasporta all’incirca 45 quintali di rifiuti. Il rischio è che qualche Comune si trovi a pagare più del dovuto, ma anche il contrario.
Le amministrazioni comunali i cui rifiuti che passano da Colli sono state avvisate dell’inconveniente via fax, ieri mattina, e qualche funzionario si è giustamente preoccupato, soprattutto prevedendo l’aumento della produzione dei rifiuti solidi urbani dovuta agli arrivi per il ponte dell’Immacolata.
Sul fronte indagini, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sanremo hanno ascoltato numerose persone, allo scopo di individuare un possibile movente per l’attentato. Il primo ad essere sentito è stato lo stesso Carlo Ghilardi, che fino allo scorso anno ha condotto personalmente la discarica. Ghilardi ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce, avvertimenti o richieste di denaro, così come di non ritenere che il gesto possa essere ricondotto ad un caso di concorrenza sleale. Stesse tesi sostenute dall’attuale amministratore di Colli, Roberto Parmisano. Sono stati sentiti anche diversi dipendenti dell’impianto, nella speranza che qualcuno, tra loro, avesse potuto notare qualcosa di strano nelle ore o nei giorni
precedenti l’episodio. L’ipotesi che si sia trattato del gesto di un piromane, però, viene quasi totalmente esclusa. Chi ha colpito lo ha fatto per provocare il maggior numero possibile di danni all’azienda – il rogo che ha interessato il camion sembra solo una conseguenza imprevista – e quindi avere avuto una ragione precisa. Non ultima, tra quelle al vaglio, che l’azione sia riconducibile al futuro utilizzo del sito di Colli, ovvero quello di ospitare l’impianto provinciale di smaltimento dei rifiuti.
Paolo Isaia
07/12/2006

Taggia. Il Raggruppamento investigativo scientifico dei carabinieri, il Ris, con sede a Parma, avrà il compito di esaminare i resti della tanica utilizzata dagli attentatori per dare fuoco ai due container della Idroedil e al camion dell’autotrasportatore. Quello che rimaneva del contenitore di plastica è stato ritrovato proprio sul mezzo, parzialmente incendiato: forse chi l’ha gettata nel cassone sperava che le fiamme l’avrebbero distrutta. Solo dopo il ritrovamento della tanica si è avuta la certezza della matrice dolosa del rogo. In un primo tempo non era stato esclusa l’ipotesi di un incidente. Il Ris, negli ultimi mesi, ha ricevuto molti, troppi reperti del genere dal ponente ligure, in particolare dalle compagnie carabinieri di Sanremo, Bordighera e Ventimiglia.
07/12/2006



Vedi anche:

  • Niente altro per ora
I DS su Ospedale Unico e giunta Genduso
Scritto da oggianni il 27 luglio 2007 in Area 24, Ospedale unico, Rassegna stampa, Taggia

Dopo aver letto le dichiarazioni odierne del sindaco Genduso il direttivo dei Democratici di Sinistra di Arma e Taggia interviene con alcune osservazioni:

Nel merito dei contenuti ricordiamo che Regione e ASL hanno indicato Taggia come sede ideale per ospitare l’Ospedale Unico provinciale perché racchiude all’interno di una discreta rete di collegamenti una grande area urbana in disuso come quella delle ex caserme “Revelli”. L’amministrazione Genduso che fa? Si oppone alla scelta di quest’area, ipotizzando per questa progetti fumosi di un centro scolastico-sportivo non specificando le modalità di reperire i fondi per l’acquisto dell’area e per la costruzione del centro stesso.
Vista la maggiore difficoltà rappresentata dall’attivazione delle procedure di esproprio di eventuali aree private rispetto all’acquisizione di un’area dal demanio statale riteniamo che sia difficile reperire, a parità di costo e di tempi, un sito alternativo per la costruzione del nuovo ospedale.
In campagna elettorale il Centrosinistra non ha mai avuto dubbi sulla grossa opportunità dell’Ospedale a Taggia e dopo le elezioni, in seguito alle prime uscite della giunta comunale, ha mostrato seria preoccupazione davanti a questo temporeggiamento. Oggi lo stesso sindaco ci dice che si attiverà attraverso il sito internet della lista “È tempo” affinché la popolazione si esprima sulla scelta dell’area stessa. Ciò ci fa ritenere che a tutt’oggi l’amministrazione comunale non abbia un’idea chiara circa una collocazione alternativa del futuro nosocomio e che ciò non possa che danneggiare l’interesse della città.

Riteniamo, inoltre, bizzarro che il neo-sindaco continui a non accorgersi che la campagna elettorale sia finita il 28 Maggio. In quella data egli è stato eletto a rappresentare l’intera cittadinanza e non solo il 50% scarno che lo ha votato. Quello che non capiamo è il continuare a servirsi di un mezzo di propaganda politico, quale il sito internet della lista “È tempo”, per diramare le comunicazioni ufficiali della giunta e per interpellare le opinioni dei propri concittadini.
Se proprio al sindaco Genduso interessa sentire le opinioni dei cittadini di Arma e Taggia si attivi attraverso i canali ufficiali del comune e se questi sono carenti si attivi perché funzionino nel pieno delle loro potenzialità.

Riguardo a tanta sbandierata mostra di democrazia partecipata ci chiediamo come mai le osservazioni dei giorni scorsi giunte da più parti sul tema dell’Ospedale Unico e su Area 24 siano state ignorate e lasciate cadere nel vuoto.



Vedi anche:

  • Niente altro per ora
Dossier “Rifiuti” [anno 2005]
Scritto da oggianni il 27 luglio 2007 in Documentazione, Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

Articoli pubblicati dal secolo XIX nel 2005

NETTEZZA URBANA Revisione prezzi e discarica servirà mezzo milione in più
SanremoNel 2005 il Comune spenderà ben 11 milioni e 608 mila euro per tenere pulita la città. Una cifra che comprende le spese (1 milione e 900 mila euro) per il personale ancora utilizzato da Palazzo Bellevue; quelle di spazzamento e raccolta dei rifiuti (4 milioni e 587 mila euro), servizi in gran parte appaltati alla Docks Lanterna; e quelle di smaltimento (3 milioni e 578 mila euro), per l’utilizzo della discarica della ditta Idroedil in valle Armea.
I costi sono aumentati di oltre 500 mila euro rispetto all’anno scorso, per l’adeguamento delle tariffe riconosciuto dalla Provincia alla Idroedil e per una revisione prezzi nel contratto con la Docks Lanterna. Ma uffici e amministrazione comunale (la pratica è seguita dall’assessore al bilancio Vincenzo Parrino, nella foto) hanno ritenuto di poter mantenere invariata la Tarsu (appunto la tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti) a carico dei cittadini, che garantirà dunque lo stesso gettito, 9 milioni e 240 mila euro, del 2004. Oggi questo incasso garantisce una copertura del 94 per cento dei costi del servizio, calcolati però detraendo il 15 per cento dalla citata somma globale di 11 milioni e 608 mila euro: una detrazione che quando entrerà in vigore il regime tariffario del decreto Ronchi, nel 2006, non sarà più praticabile. Ancora per quest’anno la Tarsu sarà applicata in base a superficie e destinazione degli immobili. Le abitazioni pagano 2,28 euro al metro quadrato, per cui per una casa di 100 metri si versano 228 euro all’anno; i negozi 7,07 euro al metro (13,58 ortofrutta e pescherie), bar e ristoranti 11,31 euro; gli uffici 3,95 euro.
18/01/2005

Rifiuti, stop all’inceneritore
Prime decisioni dell’agenzia che dovrà gestire lo smaltimento. Sarà realizzato un impianto per separare la parte umida da quella secca
La Provincia espropria il futuro sito della discarica
Imperia Una anno di transizione, il 2006, per arrivare all’anno successivo con un impianto di separazione dei rifiuti da realizzare in un sito che la provincia avrà provveduto ad espropriare e dove troverà posto anche una discarica pubblica per lo smaltimento della parte umida dei rifiuti mentre quella secca verrà smaltita fuori provincia. Quindi dal 31 dicembre 2005, data di scadenza delle due discariche, Ponticelli e Collette Ozotto continueranno a separare l’umido che stoccheranno ancora per un anno mentre la parte secca verrà smaltita fuori provincia. Se tale soluzione, per il 2006, dovesse comportare un onere maggiore in termini di Tarsu, è assai probabile che quando il futuro impianto andrà a regime i costi si ridurranno e con essi anche l’esborso per i cittadini. E’ questa la sintesi delle decisioni assunte ieri mattina nel corso della prima riunione del costituito Ato (ambito territoriale ottimale) che dovrà gestire lo smaltimento dei rifiuti in provincia di Imperia. Del tutto cancellata dunque la pur lontana ipotesi di un inceneritore e di una discarica per accoglierne le ceneri da realizzare sul territorio, è stata invece confermata la recente idea della Provincia di un impianto si separazione dell’umido da realizzare in una località scelta tra i siti indicati nel piano dei rifiuti da una commissione che sarà istituita dall’Ato (ne faranno parte i rappresentanti dei comuni costieri e quelli delle quattro comunità montane) che sarà anche chiamata a valutare la miglior tecnologia sul mercato.
La gestione della transizione, ovvero la scelta della ditta che dovrà smaltire fuori provincia la parte secca dei rifiuti imperiesi, sarà determinata da una gara d’appalto che bandirà la provincia. Analoga procedura per individuare chi realizzerà l’impianto di separazione e dal 2007 smaltirà i residui secchi, sempre fuori provincia.
I rappresentanti dei comuni hanno anche deciso la suddivisione dell’Ato in tre sub-ambiti (intemelio, sanremese e imperiese). Inoltre è stata esaminata la proposta avanzata dal comune di Sanremo attraverso l’assessore Gianni Salesi in ordine ai costi dello smaltimento che non saranno conteggiati in base al numero dei residenti, ma in base ai rifiuti che ciascun comune dovrà realmente smaltire.
«Il comune di Sanremo è quello che dovrebbe pagare di più poichè accoglie un elevato numero di turisti e quindi produce più rifiuti: se cosìè, riteniamo che il nostro voto all’interno dell’Ato debba “pesare” di più».
In linea di principio il ragionamento non fa una piega tanto che l’assemblea ha chiesto al comune di Sanremo di formulare una proposta giuridica che sarà valutata tra un mese durante la prossima riunione dell’Ato.
«Tutto è stato deciso all’unanimità», ha detto soddisfatto il presidente della provincia Gianni Giuliano. L’ente con la costituzione dell’Ato ha di fatto esaurito il proprio compito salvo bandire le gare ed espropriare il sito che la commissione sceglierà.
«Si va verso una fase transitoria – è il commento di Luigi Sappa, sindaco di Imperia, città che ospita una delle due discariche – con cui, attraverso una gara a evidenza pubblica, si deve individuare un sito per lo smaltimento dei rifiuti al minor prezzo».
Loredana Grita
19/01/2005
Progetto BOCCIATO Promenade du recyclage Sanremo ferma tutto
Sanremo «La Provincia non deve giocare a scaricabarile con noi, e deve prendersi le sue responsabilità. Spiegando, ad esempio, perchè mai il progetto “Promenade du recyclage” sarebbe di interesse pubblico». L’assessore sanremese all’urbanistica Andrea Gorlero (Margherita) sintetizza così la posizione dell’amministrazione sanremese sulla controversa operazione avviata dalla società Idroedil di Carlo Ghilardi – che già gestisce la discarica di Collette Ozotto – per realizzare in località Ciuvin di valle Armea un mega-impianto di riciclaggio dei rifiuti (come carta, plastica, lattine, legno e materiali ferrosi) provenienti dalla raccolta differenziata.
Gorlero è intervenuto in Consiglio comunale per replicare all’ordine del giorno del consigliere d’opposizione (dopo essere uscito dalla maggioranza) Loris Masselli, del gruppo “La città ideale-Lega Nord”, che in sostanza contestava nel metodo e nel merito i rilievi della giunta Borea contro il progetto della “Promeande”, tuttora all’esame della Conferenza dei servizi convocata dalla Provincia; e invitava il Consiglio a portare avanti invece la posizione favorevole alla realizzazione dell’impianto assunta nel 2002 dell’ex maggioranza del Polo.
Il tema è assai delicato, tocca interessi economici vertiginosi, e solleva anche i timori dell’opinione pubblica: non a caso nella sala consiliare c’era un’animata delegazione del Comitato di Bussana che aveva promosso un referendum – poi stoppato dal Tar – contro la “Promenade”. E alimenta pure una singolare polemica “trasversale” tra Imperia e Sanremo. Il consigliere provinciale diessino (del “correntone”) Franco Bonello aveva infatti presentato un’interrogazione “gemella” (caduta nel vuoto) di quella di Masselli, in cui invitava l’amministrazione Giuliano ad adoperarsi «per una celere approvazione dell’impianto», accusando di «atteggiamento ostruzionistico» la giunta di Sanremo: che vede in prima fila proprio i Ds. Così ieri Bonello si è preso pure la “bacchettata” di Fiorenzo Gimelli, segretario diessino sanremese: «Bonello è intervenuto in modo pesante e del tutto personale su una questione politica che investe Sanremo, senza neppure sentire il dovere di consultarsi. Eppure è stato eletto consigliere provinciale anche con i voti dei sanremesi…».
Claudio Donzella
19/01/2005

Il RETROSCENA Business dei rifiuti la coop prende le distanze
Sanremo Si fa dunque sempre più aspra la partita intorno al “business” dei rifiuti (dalla raccolta allo smaltimento, passando anche attraverso la lavorazione dei materali da riciclare) a Sanremo e in provincia di Imperia. E la decisione dell’Idroedil di alzare i toni della polemica ha indotto la cooperativa sociale “Il Cammino” – potente realtà socio-economica vicina alla Curia, e coinvolta nella “Promenade du recyclage” come futuro soggetto gestore dell’impianto – a prendere le distanze.
Il Consiglio di amministrazione della coop ieri ha infatti diffuso un comunicato con cui «desidera precisare di non essere stato informato precedentemente e di non condividere la forma utilizzata dalla società Idroedil nell’avviso pubblicitario pubblicato sui quotidiani locali».
Nella polemica inserzione contro la giunta Borea, l’Idroedil ha “speso” il nome del Cammino, ricordando che il suo portavoce, durante il pranzo conviviale per il decennale della cooperativa e alla presenza delle autorità ecclesiastiche e amministrative, «ha chiesto l’impegno di tutti per concretizzare il progetto, un impegno che nessuno ha negato». Ma «alle parole non sono seguiti i fatti».
Una strategia di attacco plateale che evidentemente “Il Cammino”, guidato da don Tonino Suetta e dal manager Sergio Oderda, non ha voluto avallare. Certo è che la partita si sta facendo sempre più delicata, e ha molte implicazioni. Quando è partito, ben quattro anni fa, l’ambizioso progetto “Promenade du recyclage” coinvolgeva una pluralità di soggetti: oltre all’Idroedil e a “Il Cammino”, anche altri imprenditori e cooperative come La Speranza, Co.Se.Va., Ecoriciclo e Recup-Fer, Siccardi Vivai, Sel. Poi questa sorta di consorzio “aperto” ha perso i pezzi, e l’iniziativa è rimasta nelle mani dell’Idroedil di Carlo Ghilardi, che già gestisce la discarica di Collette Ozotto in valle Armea, in cui finiscono tutti i rifiuti del comprensorio sanremese.
C.D.
10/03/2005

Inserzione a pagamento apparsa sul secolo XIX del 4/03/2005

Il Comune boccia la Idroedil
RICICLAGGIO Replica dell’assessore all’urbanistica alla pubblicità (contestata da “Il Cammino”) di Ghilardi
Gorlero: «Il suo sarebbe monopolio»
SanremoL’assessore sanremese all’urbanistica Andrea Gorlero (Margherita) è netto: «Altro che cavilli, qui parliamo di questioni sostanziali. E il nostro giudizio è chiaro: l’iniziativa dell’Idroedil non riveste un preminente interesse pubblico, anzi se approvata andrebbe a condizionare il Piano provinciale dei rifiuti e a costituire un ingiustificato ed illegittimo regime di monopolio privato nel settore del recupero e del riciclaggio».
Non si è fatta attendere la reazione dell’amministrazione comunale alla mossa dell’Idroedil di Carlo Ghilardi, che martedì scorso ha acquistato un’intera pagina sui quotidiani per denunciare il blocco del suo progetto “La Promenade du Recyclage”, riguardante la costruzione in valle Armea, in località Ciuvin, di un grande centro per il trattamento e il recupero di materia prima dai rifiuti (carta e cartone, lattine, plastica, metalli, legno) provenienti dalla raccolta differenziata. Nell’inserzione, in cui accanto all’Idroedil compariva la coop “Il Cammino” (che ieri si è dissociata dall’iniziativa), la giunta sanremese veniva accusata di cercare «ogni cavillo, ogni pretesto per impedire alla Conferenza dei servizi (promossa dalla Provincia, ndr.) di riunirsi e deliberare» sul progetto.
La replica di Gorlero riassume la posizione ufficiale assunta dalla giunta Borea con una delibera della settimana scorsa, che dovrà ora andare all’esame del Consiglio comunale. Il documento propone di sospendere il procedimento davanti alla Conferenza dei servizi – era convocata per lunedì prossimo, slitterà a metà aprile -, in modo che sia l’assemblea dell’Ato (il nuovo organismo che riunisce tutti i sindaci della provincia, per la gestione unitaria del ciclo dei rifiuti) a decidere cosa fare.
Spiega Gorlero: «Il nostro non è un “no” all’impianto in sé, ma al ruolo condizionante che avrebbe se venisse approvato dalla Conferenza dei servizi, andando a coincidere con l’unico centro provinciale di stoccaggio, separazione e nobilitazione dei rifiuti previsto dal Piano, all’interno dei quattro siti individuati in valle Armea». In conclusione, il Comune invita la Provincia a prendersi le sue responsabilità decisionali ribadendo che «l’iniziativa dell’Idroedil non solo non riveste alcun interesse pubblico che giustifichi una procedura speciale» come quella della Conferenza dei servizi, ma «si pone anzi in contrasto con il predetto pubblico interesse»: proprio perché condizionerebbe scelte che spettano all’Ato e andrebbe a limitare il libero mercato, a danno di tutti.
Claudio Donzella
10/03/2005

IL CASO RIFIUTI Gara d’appalto al ribasso per scegliere dove smaltire
Una gara d’appalto al minimo prezzo per scegliere dove smaltire, fuori provincia i rifiuti prodotti nell’Imperiese il prossimo anno. Lo ha deciso l’Ato riunito ieri in provincia. L’organismo formato dai rappresentanti dei comuni e delle comunità montane ha anche affidato alla commissione consultiva già istituita anche l’incarico di indicare, entro un mese, il sito dove realizzare l’impianto per la separazione secco umido che dal 2007 dovrebbe risolvere il problema dello smaltimento in provincia di Imperia.
Della commissione fanno parte l’assessore Giovanni Allavena in rappresentanza del comune di Bordighera, il sindaco di Diano Marina Angelo Basso, l’ingegner Lorenzo Pino per il comune di Imperia, gli assessori Giovanni Salesi e Andrea Gorlero oltre agli ingegneri Burlando e Locatelli in rappresentanza del comune di Sanremo, Marco Merlo e Paolo Iezzoni (Taggia), Francesco Faraldi e Piero Roverio (Comunità montana Argentina-Armea), Gianstefano Orengo (Comunità montana Intemelia), Gianni Agnese (Comunità montana dell’Olivo), Marco Agnese e Ivano Cha (Comunità montana Valle Arroscia). Il ruolo di coordinamento è stato affidato a Mariano Porro, assessore provinciale all’Ambiente. Ieri mattina dunque i rappresentanti dell’Ato hanno fornito alla commissione consultiva le indicazione relative alla gestione dei rifiuti nel periodo di transizione, ovvero come smaltire i rifiuti dell’intera provincia quando, alla fine dell’anno, le discariche di Collette Ozotto e di Ponticelli dovranno chiudere i battenti e prima che sia realizzato il futuro impianto di separazione secco umido. In pratica come risolvere il problema nel 2006.
Ascoltata la relazione della commissione che nell’ultimo periodo ha visitato una serie di impianti, l’Ato ha stabilito che per scegliere dove smaltire i rifiuti nel 2006 venga bandita una gara d’appalto al minimo prezzo. La commissione dovrà anche individuare il sito o i siti per accogliere i rifiuti in attesa che vengano trasferiti fuori provincia.
L. G.
14/04/2005

Certificazioni di qualità alla ditta Idroedil
La ditta Idroedil (si occupa di smaltimento dei rifiuti, gestisce la discarica di Collette Ozotto in valle Armea) di Carlo Ghilardi comunica di aver ottenuto «quattro distinti gradi di certificazione di qualità, che attestano la trasparenza e la correttezza delle procedure applicate nel settore ambientale a tutela della collettività». Le attestazioni rilasciate alla società sono le ISO 9000, ISO 14000, Emas e EPD.

L’EMERGENZA Giuliano: «Nell’attesa porteremo l’immondizia fuori provincia»
Sanremo«Non ho intenzione di firmare ordinanze per mantenere in attività le due attuali discariche oltre il 31 dicembre 2005». Lo ribadisce Gianni Giuliano (Forza Italia), presidente della Provincia, ente che nella gestione del problema dei rifiuti – una vera “patata bollente”, sia per il business che per le sollevazioni popolari contro gli impianti – è stato ora sostituito dal modello assembleare dell’Ato, ma che mantiene il potere di autorizzazione.
Oggi le 120 mila tonnellate di rifiuti prodotti dal territorio provinciale finiscono nelle discariche di Ponticelli (società dei fratelli Pizzimbone) e di Collette Ozotto di Carlo Ghilardi a un prezzo tra i 10 e gli 11 euro al quintale. Siccome il futuro impianto di Costa dei Frati non potrà essere pronto prima del 2007, sorge il problema di cosa fare nel frattempo. Giuliano indica questa strada: «Indiremo una gara d’appalto per il trasporto temporaneo dei rifiuti imperiesi in un impianto fuori provincia». C’è però l’incognita dei costi, che potrebbero essere superiori a quelli attuali. «Se qualche Comune non dovesse accettare questa soluzione – dice Giuliano – dovrà assumersi la responsabilità di chiedere l’autorizzazione a continuare a servirsi delle discariche esistenti».
12/06/2005

Rifiuti, l’impianto del futuro
AMBIENTE La commissione dell’Ato indica la soluzione per eliminare le discariche. Ma serviranno due anni
Sorgerà a Costa dei Frati, sul crinale tra Ceriana e Taggia
SanremoUn impianto provinciale di separazione dei rifiuti con annessa una piccola discarica, da realizzare in località Costa dei Frati, una conca a ridosso di Beuzi che è ricompresa nel territorio di Taggia ma si affaccia sulla valle Armea, al confine con Ceriana.
E’ questa la soluzione individuata dalla commissione ristretta dell’Ato – l’assemblea che comprende tutti i 67 Comuni imperiesi per la gestione dell’Ambito territoriale ottimale dei rifiuti, che coincide appunto con l’intera provincia – per smaltire le 120 mila tonnellate di spazzatura all’anno prodotte tra Cervo e il confine, oggi assorbite dalla due discariche private di Ponticelli (per la zona imperiese) e Collette Ozotto in valle Armea (per i comprensori di Sanremo e Ventimiglia). Discariche che, per legge, dovranno chiudere il 31 dicembre 2005, come ribadito dal presidente della Provincia Gianni Giuliano.
La commissione ha esaminato i tre possibili siti inseriti nel Piano provinciale dei rifiuti, ha scartato quelli del Vallone dei Lodi (entroterra di Ventimiglia) e alle spalle di San Lorenzo al Mare, e ha ritenuto Costa dei Frati la località più idonea. Se l’indicazione sarà confermata (come è probabile) dall’assemblea dell’Ato, si procederà all’esproprio dell’area e all’organizzazione della gara d’appalto per la costruzione e la gestione dell’impianto, sul modello di quelli già esistenti in altre realtà del Nord Italia.
Lo stabilimento sarebbe costituito da un capannone dotato di attrezzature in grado di “essiccare” i rifiuti, e poi di dividere la parte più leggera (residui domestici e vegetali, carta, plastica) da quella più pesante (metalli, materiali vari). Quest’ultima – si calcola il 30-40 per cento dei rifiuti totali -, resa inerte, finirebbe in una discarica annessa all’impianto, mentre la prima andrebbe a costituire il cosiddetto Cdr (combustibile da rifiuti) che dovrebbe essere bruciato altrove in un impianto dedicato oppure in uno stabilimento industriale: un cementificio (come accade nel Cuneese) piuttosto che una centrale elettrica attraverso un forno adattato.
Nell’appalto, nei costi e nei tempi di realizzazione dell’impianto provinciale vicino a Beuzi sarà compresa la costruzione di una nuova strada – circa 2,5 chilometri di lunghezza -, percorribile dai camion, che colleghi a Costa dei Frati la “bretella” già predisposta dalla ditta Idroedil di Carlo Ghilardi, per il Comune di Taggia, tra la regione Colli e Collette Ozotto.
Bisognerà anche superare il prevedibile “no” dell’amministrazione taggese (il Consiglio in passato ha approvato più di una delibera per escludere il territorio di Taggia come sede di impianti di smaltimento), e forse anche quello di Ceriana, che potrebbe però avere in contropartita agevolazioni tariffarie sulla raccolta dei rifiuti. «Il sito di Costa dei Frati – spiega l’assessore sanremese all’ambiente, Gianni Salesi, che rappresenta la città dei fiori nell’Ato – ci è parso il più idoneo per il limitato impatto ambientale, la distanza dai centri abitati e la posizione baricentrica in provincia».
Claudio Donzella
12/06/2005

L’EMERGENZA Giuliano: «Nell’attesa porteremo l’immondizia fuori provincia»
Sanremo«Non ho intenzione di firmare ordinanze per mantenere in attività le due attuali discariche oltre il 31 dicembre 2005». Lo ribadisce Gianni Giuliano (Forza Italia), presidente della Provincia, ente che nella gestione del problema dei rifiuti – una vera “patata bollente”, sia per il business che per le sollevazioni popolari contro gli impianti – è stato ora sostituito dal modello assembleare dell’Ato, ma che mantiene il potere di autorizzazione.
Oggi le 120 mila tonnellate di rifiuti prodotti dal territorio provinciale finiscono nelle discariche di Ponticelli (società dei fratelli Pizzimbone) e di Collette Ozotto di Carlo Ghilardi a un prezzo tra i 10 e gli 11 euro al quintale. Siccome il futuro impianto di Costa dei Frati non potrà essere pronto prima del 2007, sorge il problema di cosa fare nel frattempo. Giuliano indica questa strada: «Indiremo una gara d’appalto per il trasporto temporaneo dei rifiuti imperiesi in un impianto fuori provincia». C’è però l’incognita dei costi, che potrebbero essere superiori a quelli attuali. «Se qualche Comune non dovesse accettare questa soluzione – dice Giuliano – dovrà assumersi la responsabilità di chiedere l’autorizzazione a continuare a servirsi delle discariche esistenti».
12/06/2005

Rifiuti Pronta la gara d’appalto
Imperia Mentre la società Ponticelli, che gestisce l’omonima discarica scrive a tutti i sindaci della provincia ricordando loro che a fine anno il sito di Imperia dovrà chiudere i battenti, avviando, di fatto, una sorta di referendum mirato ad ottenere un’ulteriore proroga per lo smaltimento dei rifiuti, prosegue da parte dell’Ato provinciale (Ambito Territoriale) l’elaborazione del bando per la gara d’appalto al minimo prezzo attraverso la quale scegliere dove smaltire, fuori provincia, i rifiuti prodotti nell’Imperiese il prossimo anno. Alla fine del 2005 infatti oltre alla Ponticelli è destinata alla chiusura anche la discarica di Collette Ozotto e prima che sia realizzato il futuro impianto di separazione secco umido occorre dare risposte allo smaltimento dei rifiuti nell’ormai imminente periodo di transizione.
Il bando di gara dovrebbe essere quasi pronto e tutte le operazioni relative all’appalto potrebbero ragionevolmente essere concluse entro la fine di ottobre. Già oggi, però, si farebbe strada una corrente di pensiero orientata a contenere i costi di smaltimento continuando a utilizzare i siti presenti in provincia anzichè accollarsi l’onere di un trasporto fuori dai confini imperiesi, opposta a quella di chi invece è sempre più convinto a smaltire i rifiuti altrove anche se il costo del trasporto inciderà inevitabilmente sui costi. Se prevarrà la prima ipotesi per le discariche di “casa” non è esclusa l’ennesima proroga, se invece sarà la seconda soluzione e prendere corpo il 2006 potrebbe decretare l’avvio delle operazioni di bonifica per i due siti attualmente in funzione.
L.G.
12/07/2005

La novità Rifiuti e pulizia della città, arrivano i privati
Sanremo Raccolta dei rifiuti e pulizia della città saranno sempre più privatizzate anche a Sanremo, il ruolo del comparto igiene urbana del Comune è destinato a ridursi ancora, fatte salve le funzioni di coordinamento e controllo del settore.
E sarà comunque una gara d’appalto a individuare la ditta che nel prossimo triennio – fino a quando non diventerà operativo l’Ato – svolgerà il servizio.
Sono le linee fissate ieri in una riunione straordinaria della giunta comunale, che martedì prossimo provvederà a tradurre le decisioni in una delibera.
Il tempo infatti stringe: il 24 agosto prossimo scadrà il contratto (da circa 4 milioni di euro l’anno) con la società genovese Docks Lanterna, che dal 2003 svolge il servizio di spazzamento e pulizia delle strade cittadine e si occupa di buona parte della raccolta (compresa quella differenziata) dei rifiuti, che vengono poi smaltiti nella discarica di Collette Ozotto della ditta Idroedil in valle Armea.
L’amministrazione comunale aveva pensato a un possibile rinnovo automatico dell’accordo con la Docks Lanterna, ma una verifica svolta con l’ausilio dell’Ufficio legale di Palazzo Bellevue ha chiarito che non è possibile una trattativa privata e che la strada della gara è obbligata.
Si tratta di una procedura non semplice, anche per l’importo: l’appalto sarà triennale, quindi il costo complessivo supererà i 12 milioni di euro. Soltanto la pubblicazione del bando richiederà 60 giorni di tempo. L’amministrazione Borea spera che sia sufficiente la proroga tecnica di tre mesi che verrà concessa alla Docks Lanterna – in base all’attuale capitolato – per portare nel frattempo a termine la nuova gara.
Con l’appalto, al privato verrà in sostanza affidato l’intero comparto.
Il Comune si occuperà soltanto della raccolta differenziata e dei materiali ingombranti, utilizzando quanto resta (una cinquantina di addetti e un parco mezzi costituito in particolare dai camion autocompattatori) del settore Igiene urbana, destinato a un progressivo smantellamento: il personale che non andrà in pensione sarà ricollocato in altri servizi di Palazzo Bellevue.
Claudio Donzella
22/07/2005

Arma, apre maxi-parcheggio
GRANDI OPERE Da lunedì prossimo a disposizione 107 posti-auto nelle Torri di Colombo 24 ore su 24
E il Comune boccia il nuovo impianto di smaltimento rifiuti
TaggiaNove ore di consiglio comunale per bocciare l’impianto di smaltimento rifiuti a Costa dei Frati, affidare alla Riviera Trasporti la gestione del parcheggio delle Torri di Colombo, e approvare il bilancio consuntivo 2004. Ma anche dare al via libera all’ampliamento di un tornante sulla strada per Castellaro e di diversi punti sull’ex statale 548. Ieri mattina, il sindaco di Taggia Lorenzo Barla ha commentato soddisfatto l’esito del consiglio che si è chiuso alle 2.30 del mattino, affrontandone i diversi punti.
Rifiuti. Il Comune ha detto no all’impianto provinciale di separazione dei rifiuti, con annessa discarica, in località Costa dei Frati, una conca a ridosso di Beuzi compresa nel territorio di Taggia, ma che si affaccia sulla valle Armea, al confine con Ceriana. Tale soluzione era stata individuata dalla commissione ristretta dell’Ato, l’assemblea che comprende tutti i 67 Comuni imperiesi per la gestione dell’Ambito territoriale ottimale dei rifiuti, allo scopo di smaltire le 120 mila tonnellate di spazzatura all’anno prodotte in Provincia, oggi assorbite dalla due discariche private di Ponticelli (per la zona imperiese) e Collette Ozotto in valle Armea (per Sanremo e Ventimiglia). Queste discariche, per legge, dovranno chiudere il 31 dicembre 2005. «La delibera con le osservazioni contrarie a questa ipotesi – spiega Barla – è stata approvata all’unanimità. I motivi sono diversi, verranno illustrati venerdì nel corso di una conferenza stampa cui parteciperanno i capigruppo consigliari Anfossi, Manni e Negroni, ed io».
Parking. Sarà aperto il primo agosto il nuovo parcheggio delle Torri di Colombo, 107 posti auto che saranno gestiti, per un anno, dalla Rt. Il parking sarà aperto 24 ore su 24, il costo per la sosta dalle 7 a mezzanotte è di 1 euro all’ora, di 50 centesimi all’ora da mezzanotte alle 7. Previsto un abbonamento mensile al costo di 85 euro.
Bilancio. L’avanzo di amministrazione per l’esercizio 2004 ammonta a 1 milione 600 mila euro. «E’ un bilancio sano, senza indebitamento. Con tale avanzo, nel rispetto dei limiti del patto di stabilità, potranno essere finanziate importanti opere pubbliche già programmate, relative al miglioramento della viabilità, al centro storico e alla passeggiata a mare, perseguendo una politica di autofinanziamento che ci eviterà di ricorrere all’indebitamento». Tra gli interventi effettuati nel 2004 vanno citati il rifacimento di piazza Eroi Taggesi e dei marciapiedi di via San Francesco, la realizzazione dei parcheggi sulle aree dell’ex ferrovia, la manutenzione delle vie centrali di Arma e Taggia con segnaletica verticale e orizzontale.
Varianti. Verranno realizzate dalla Provincia, e riguardano l’ex statale 548 e la strada per Castellaro. Nel primo caso è previsto l’ampliamento e la messa in sicurezza dei punti più a rischio, nel secondo l’allargamento di un tornante. «Sono interventi accolti con grande soddisfazione dal Consiglio, che ha votato le due delibere all’unanimità. Soprattutto si tratta di interventi necessari a per aumentare la sicurezza di entrambe le arterie».
Paolo Isaia
28/07/2005

Il summit L’Authority indica il sito per il trattamento rifiuti
Imperia L’Authority d’ambito territoriale sta per decidere dove realizzare l’impianto di separazione dei rifiuti. La riunione si terrà il 22 settembre, giovedì, e in quella data sarà sciolta ogni riserva sul sito da scegliere tra i tre già indicati: Costa dei Frati, Colli, e Vallone dei Morti, tutti nel territorio del comune di Taggia. La terna individuata ha già suscitato la presa di posizione del sindaco Barla che in più di una circostanza ha manifestato il proprio dissenso e quello della sua amministrazione. Malgrado ciò la prossima settimana una decisione dovrà essere presa, pena il commissariamento del nuovo organismo da parte della Regione. Nella riunione sarà anche approvato il bando di gara per la gestione dei rifiuti nel periodo transitorio, ovvero per un anno a partire dal 31 dicembre 2005, data in cui scadranno le autorizzazioni alle attuali discariche di Ponticelli e di Collette Ozotto. Si tratterà di scegliere chi, tra i privati che si proporranno per smaltire i rifiuti fuori provincia, offrirà condizioni più vantaggiose, in altre parole chi praticherà i prezzi più bassi.
Sarà da verificare quanto inciderà il trasporto sul costo del conferimento dei rifiuti dell’Imperiese in discariche situate in altre province dove pare che, almeno in alcuni casi i costi di base sarebbero inferiori a quelli sostenuti ora dai comuni.
Non è però escluso che la Regione (e pare proprio questo l’orientamento emergente) proroghi la vita delle attuali discariche che potrebbero rimanere in funzione altri due anni. Se così fosse nulla, comunque, vieterebbe all’Ato di fare i propri conti e, verificata l’eventuale convenienza, di scegliere di spedire i rifiuti fuori provincia affidandone la gestione al vincitore del bando.
Ieri mattina intanto, in vista della riunione del prossimo 22 settembre, si sono riuniti i sindaci dell’Imperiese, convocato per la nomina di un comitato ristretto composto da un rappresentante del comune capofila, in questo caso Imperia, ed uno per gli altri comuni del comprensorio: la scelta è caduta sull’ingegner Lorenzo Pino espressione dell’amministrazione del capoluogo e sul sindaco di San Lorenzo al Mare, Marina Avegno designata dai suoi colleghi, amministratori dei piccoli comuni del comprensorio che hanno anche deciso un maggior coinvolgimento di tutti allargando l’organismo ai rappresentanti di ciascuna delle valli interessate.
19/09/2005

A Taggia l’impianto dei rifiuti
AMBIENTE Tramonta a sorpresa l’opzione su Costa dei Frati. Il presidente Giuliano: «Nel frattempo smaltimento fuori provincia»
Il sito imperiese nella discarica di Colli. Il sindaco vota contro
BARLA: «RICORREREMO AL TAR»
L orenzo Barla ha portato davanti all’Ato (Ambito territoriale ottimale) la voce di Taggia: no all’impianto di Colli. Il suo è stato l’unico voto contrario tra i sindaci intervenuti, una cinquantina sui 67 della provincia di Imperia.
del Comune di Taggia è stata espressa in maniera molto netta – spiega Barla – del resto il Consiglio comunale di Taggia, nel corso degli anni, ha approvato più di una delibera per escludere il nostro territorio come sede di impianti di smaltimento, e il voto di ieri non ha fatto che confermare questa linea». «La soluzione proposta dall’assessore provinciale all’Ambiente Mariano Porro e accolta dall’Ato è una non-soluzione. Non siamo assolutamente convinti del progetto, che presenta secondo noi numerose lacune sotto diversi punti di vista: tecnico, economico, e altro. Insomma,fa acqua da tutte le parti. La nostra opposizione si concretizzerà nell’impugnare l’atto che indica Colli per l’impianto di trattamento dei rifiuti di tutta la Provincia nelle sedi competenti: presenteremo subito un ricorso».
23/09/2005

L’ impianto provinciale di trattamento dei rifiuti verrà realizzato a Taggia, in località Colli. A deciderlo, ieri mattina, è stato l’Ambito territoriale ottimale (Ato) assieme ai rappresentanti dei Comuni della Provincia (presenti una cinquantina di sindaci su 67). L’unico voto contrario, come prevedibile, è stato quello del Comune di Taggia, per il quale era presente il sindaco Lorenzo Barla.
Con la scelta di Colli, tramonta dunque l’ipotesi di Costa dei Frati, una conca a ridosso di Beuzi, sempre nel territorio di Taggia, già inserita nel piano dei siti approvato a suo tempo da Provincia e quindi Regione ed indicata dalla commissione ristretta dell’Ato (formata dai Comuni più rappresentativi) come idonea ad accogliere sia il centro per la separazione dei rifiuti (tra parte secca e parte umida), che l’annessa discarica di servizio. A far cadere l’ipotesi di utilizzare il sito è stato il vincolo cui è sottoposta: si trova in un Sic, Sito di interesse comunitario, a causa della presenza di una lecceta.
L’intesa di ieri è stata accolta con soddisfazione dal presidente della Provincia Gianni Giuliano. «Abbiamo trovato l’accordo su una questione molto importante per il nostro territorio, e il merito è dei Comuni. La Provincia infatti esercita un ruolo di coordinamento dell’Ato, ma non ha più poteri decisori esclusivi in merito».
«Per la gestione transitoria – continua Giuliano – ovvero nell’attesa che l’impianto di trattamento finale dei rifiuti a Colli sia terminato, avremo la possibilità di valutare le offerte economicamente più vantaggiose tra quelle praticate da chi gestisce le discariche esistenti e le offerte che perverranno in esecuzione della gara d’appalto bandita dalla Provincia». Non è escluso, come accaduto altrove, che la Regione decida però di concedere una proroga alle due discariche private di Ponticelli (per la zona imperiese) e Collette Ozotto in valle Armea (per i comprensori di Sanremo e Ventimiglia), che oggi assorbono le circa 120 mila tonnellate di spazzatura all’anno prodotte tra Cervo e il confine, e che, per legge, dovranno chiudere il 31 dicembre 2005.
Paolo Isaia
23/09/2005

L’imprenditore Ghilardi «Pronti a costruire»
Taggia «Sono ormai diversi anni che il sito di Colli è stato individuato come idoneo per realizzare un impianto di trattamento rifiuti. Tanto che abbiamo presentato alla Provincia una proposta di project financing, spiegando di essere disponibili a costruire l’impianto stesso». Carlo Ghilardi, titolare della Idroedil (che gestisce la discarica di Colli) e responsabile della “Immobiliare Colli srl”, spiega che la presentazione di un piano particolareggiato volto alla realizzazione del complesso produttivo, quindi all’ottenimento della variante urbanistica per l’ampliamento del sito e la successiva costruzione dell’impianto di smaltimento, è un passo indipendente dalla scelta di Colli da parte dell’Ato come luogo dove realizzare la stessa struttura.
«Colli era già stato messo al primo posto tra i siti idonei, quattro anni fa, dallo studio Galli-Tei commissionato dalla Regione Liguria proprio per individuare le possibili sedi di impianti. Una indicazione che è stata confermata anche dal successivo accordo di Nava tra i Comuni quale sede per l’impianto di ottenimento del combustibile da riscaldamento. E’ sulla scorta di questi studi che noi abbiamo presentato il progetto». Quanto alla decisione dell’Ato, per Carlo Ghilardi, può rappresentare un duro colpo agli interessi della sua società.
«Con questa scelta – spiega – verrà indetta una gara di appalto a livello europeo per affidare la realizzazione dell’impianto, gara alla quale noi parteciperemo. Chiunque dovesse vincere, però, potrà procedere con un esproprio in nome dell’interesse pubblico. E noi stiamo proprio correndo il rischio di essere espropriati».
28/09/2005

Il giallo della discarica
AMBIENTE Il sindaco di Taggia, Barla, ha inviato le carte in Regione per chiedere indagini
Mistero sulle date: i Comuni decidono di realizzare a Taggia l’impianto provinciale dei rifiuti ma 13 giorni prima il proprietario dell’area prescelta (Ghilardi) presenta un progetto identico
Taggia Nasce un “giallo” sull’impianto di trattamento rifiuti a Colli. Il 9 settembre, ovvero tredici giorni prima che l’Ambito territoriale ottimale (Ato) indicasse il sito di Taggia come sede dell’impianto provinciale di separazione tra rifiuti umidi e secchi – con il voto di tutti i Comuni presenti, una cinquantina su 67, e il solo voto contrario del Comune di Taggia – la proprietà del terreno su cui dovrà sorgere la struttura, la “Immobiliare Colli srl” di Carlo Ghilardi, ha depositato un “piano particolareggiato volto alla realizzazione di un complesso produttivo in zona D1″, attraverso l’ottenimento di una “variante urbanistica per l’ampliamento dell’area così da potervi costruire l’impianto tecnologico di trattamento dei rifiuti solidi urbani”.
Una coincidenza temporale? Un tentativo di mettere le mani avanti, candidandosi per realizzare l’impianto per il quale la Provincia dovrà comunque indire una gara di appalto a livello europeo? O cos’altro?
Il sindaco Lorenzo Barla non avrebbe gradito questa vicinanza di date tra la richiesta della Immobiliare Colli e la decisione dell’Ato.
E ha immediatamente “girato” la questione all’assessore regionale all’Ambiente Franco Zunino, al funzionario dell’ufficio Ambiente della Regione Liguria Gabriella Minervini, al presidente della Provincia Gianni Giuliano e al responsabile dell’unità di progetto Rifiuti solidi urbani della stessa Provincia, Danilo Sfamurri. Nella missiva, Barla chiede che i due enti effettuino gli approfondimenti del caso sulla vicenda, «onde evitare che l’operato dell’assemblea dell’Ato possa dare adito anche al minimo dubbio circa la legittimità della sua azione in ordine al rispetto dei principi di correttezza e trasparenza». Barla, interpellato sulla lettera, non ha smentito, pur evitando di confermarne i contenuti.
Ha invece annunciato che è quasi tutto pronto per il ricorso al Tar volto a bloccare la decisione dell’Ato. «Oggi (ieri ndr) il vicesindaco Mauro Albanese è a Genova assieme all’avvocato Corrado Mauceri per preparare il ricorso». Ma il giallo sulla tempestività della richiesta della società di Ghilardi rimane.
Paolo Isaia
28/09/2005

L’assessore Zunino «Piano da bocciare»
Taggia Nonostante il voto favorevole dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) la strada per la realizzazione dell’impianto di separazione dei rifiuti a Colli non sarà in discesa. Innanzitutto bisognerà mettere mano al piano paesistico della Regione, in quanto parte dell’area destinata ad ospitare la struttura è a uso agricolo.
A tutto questo si deve aggiungere il ricorso al Tar al quale sta lavorando l’amministrazione comunale. Strada chiusa fin da ora, invece per il progetto (arrivato anche a Genova) presentato dalla “Immobiliare Colli srl”, come spiega l’assessore regionale all’Ambiente Franco Zunino.
«La richiesta della società, pervenuta alla Regione, è inammissibile. Oltre a mancare il consenso del Comune di Taggia, che dovrebbe modificare il piano regolatore, la realizzazione dell’impianto descritto è in opposizione a quanto indicato dal piano paesistico regionale, è incompatibile. Direi che il progetto non è nemmeno esaminabile dal punto di vista della valutazione di impatto ambientale, riferendosi appunto in una sua parte ad una zona agricola».
L’assessore Zunino ha chiesto infatti lumi agli uffici e la risposta non si è fatta attendere: il progetto firmato Ghilardi non è accettabile. E quello dell’Ato? «Impossibile azzardare una risposta, almeno per ora – spiega ancora Zunino – aspettiamo di vederlo, poi decideremo. Certo dovrà superare tutta una serie di passaggi di legge che comporteranno tempi non brevi. Non ultimo quello della Conferenza dei servizi, nel quale la posizione del Comune di Taggia non sarà trascurabile e dovrà essere tenuta nel debito conto».
28/09/2005

Nuovo porto turistico Blue Investimenti scopre tutte le carte
L’INTERVISTA Parlano Ghilardi e Carli
Imperia Il “trasloco” dei silos della Salso e le quote della Blue Investimenti (che fa parte del pool di privati di “Imperia sviluppo”): due punti interrogativi sul cammino del nuovo e maxi porto turistico di Imperia in dirittura d’arrivo. Il secondo risolto oggi dai diretti interessati, l’imprenditore Carlo Ghilardi e il genero Lucio Carli, in questa intervista esclusiva al Secolo XIX.
Ghilardi, ci racconti tutta la verità sulla Blue Investimenti? Chi c’è dietro?
«Intanto partiamo dalla storia, che già spiega molto. Tutta la questione porto era bloccata da anni dall’immobilismo del gruppo Lombardini-Spinelli. Fino a quando quel “pazzo” di Carlo Conti non firmò un suo assegno per 40 milioni di lire come acconto per l’acquisto del pacchetto di Lombardini che deteneva il 20 per cento delle quote private della società, già in allora con il Comune al 48%. Da quel momento iniziò la vera avventura che oggi sta per arrivare al traguardo. Quell’assegno sbloccò tutto. Ovviamente Conti non aveva il denaro per rilevare le quote di Lombardini e chiese aiuto ad un amico: il sottoscritto».
Allora è lei il padrone della Blue…
«Non esattamente. Mi premurai intanto di coprire l’assegno e poi di cercare anche investitori esterni: mi permetta di dirlo operazione assai difficile per questa zona. Li trovai in Lombardia. Ma preferirono, essendo tutta l’operazione ancora all’inizio, passare attraverso la Fiduciaria Cordusio che credo non abbia bisogno di presentazioni. Nello stesso tempo cercai di coinvolgere anche imprenditori locali, così come fece Gianfranco Carli e il compianto Gianni Cozzi. E chiesi anche a mio genero, Lucio Carli, di partecipare con una quota nella Blue Investimenti».
Lucio Carli, con che quota lei partecipa?
«Con il cinque per cento. Per testimoniare lo sforzo degli imprenditori locali che cresceva e per garantire ancor più l’imperiesità del nostro gruppo, di cui peraltro è amministratore lo studio Davide Ferrari di Oneglia».
E Conti, quale ruolo ha ancora. E detiene delle azioni?
«Conti non è socio ma ha sempre avuto la procura, perchè di tutta l’operazione-porto è stato il promotore e perchè conosce più di tutti noi la materia».
Ghilardi, pronti a fare il porto, insomma?
«Guardi, noi eravamo disponibili a farlo già due anni fa, ovviamente in proporzione alle quote, la nostra era del 14% in Imperia Sviluppo. E dico di più: lo avremmo fatto noi privati locali se ci fosse stato ancora in vita Gianni Cozzi, un imprenditore leader a livello nazionale nel settore».
Poi è arrivato il gruppo Caltagirone…
«Bene per la città, perchè il porto sono convinto e me lo auguro verrà realizzato. Contenti per aver dato il nostro contributo. Ma a questo punto la nostra quota nella nuova spa ha un valore inferiore al 2 per cento. E abbiamo anche altri interessi, altre priorità…
Che cosa vuol dire, che cedete? E a chi?
«Riuniremo il Cda e decideremo di vendere le quote a Conti, con il quale siamo moralmente impegnati. Sempre che sia d’accordo. E ovviamente gli chiederemo di coprire l’investimento iniziale».
Via dal porto, insomma…
«Non proprio. Tanto per far capire che nessuno si nasconde o nasconde qualche cosa, con la mia società Idroedil, quindi in prima persona, sono impegnato sul porto commerciale di Oneglia per un’operazione da venti milioni di euro. È che sono uno a cui piace stare da solo. E nella Porto di Imperia spa siamo diventati in tanti…».
Roberto Berio
06/11/2005

Il tramonto di Costa dei Frati poi a sorpresa spuntò Colli
Taggia La decisione di realizzare l’impianto provinciale di trattamento dei rifiuti a Taggia, in località Colli, era stata assunta il 22 settembre scorso dall’Ambito territoriale ottimale (Ato), assieme ai rappresentanti dei Comuni della Provincia. Alla riunione erano presenti una cinquantina di sindaci sui 67 dell’imperiese. Solo il Comune di Taggia, attraverso il sindaco Lorenzo Barla, aveva inevitabilmente espresso parere contrario.
Quella mattina la scelta di Colli aveva cancellato, quasi a sorpresa, l’ipotesi fino ad allora più accreditata: quella di costruire la struttura a Costa dei Frati, una conca a ridosso di Beuzi, sempre nel territorio di Taggia. Costa dei Frati era già stata inserita nel piano dei siti approvato in precedenza da Provincia e Regione. Non solo, la stessa commissione ristretta dell’Ato, formata dai Comuni più rappresentativi, l’aveva indicata come idonea ad accogliere sia il centro per la separazione dei rifiuti tra parte secca e parte umida, che l’annessa discarica di servizio. Solo in ultima battuta il sito è diventato inutilizzabile, per via stato del vincolo cui è sottoposta. Costa dei Frati, infatti, ricade in un Sic, Sito di interesse comunitario.
La scelta di Colli non aveva più incontrato ostacoli e il presidente della Provincia Gianni Giuliano l’aveva accolta con grande soddisfazione. Indicando anche una soluzione per la gestione transitoria. «Nell’attesa che l’impianto di trattamento finale dei rifiuti a Colli venga terminato – aveva spiegato Giuliano a settembre – avremo la possibilità di valutare le offerte economicamente più vantaggiose tra quelle praticate da chi gestisce le discariche attualmente esistenti e le offerte che arriveranno per la gara d’appalto che sarà bandita dalla Provincia». Allo stesso tempo, però, non aveva escluso la possibilità di una proroga da parte della Regione per le due discariche private di Ponticelli (per la zona imperiese) e Collette Ozotto in valle Armea (per i comprensori di Sanremo e Ventimiglia), che oggi assorbono le circa 120 mila tonnellate di spazzatura all’anno prodotte tra Cervo e Ventimiglia e che, per legge, dovranno chiudere il 31 dicembre 2005.
P.I.
18/11/2005

Impianto rifiuti, Taggia abbandona il centrodestra
IL CASO I consiglieri del Polo contro la scelta del sito. «Elettori, disertate le urne»
Taggia L’amministrazione di centrodestra di Taggia non appoggerà la Casa delle Libertà alle prossime elezioni provinciali. E’ la clamorosa risposta alla decisione della Provincia – guidata sempre del centrodestra – di realizzare a Colli, vicino allo svincolo dell’Autofiori, l’impianto di trattamento dei rifiuti che dovrà servire tutto il territorio imperiese. Ma lo scontro non si ferma qui, perché, oltre ad annunciare la contemporanea rinuncia a presentarsi come candidati, i consiglieri di maggioranza taggesi invitano i propri elettori all’astensione.
Il documento con il quale viene annunciata la scissione è stato inviato alle segreterie provinciali di Forza Italia, Alleanza nazionale e Udc. Porta la firma del sindaco Lorenzo Barla (Forza Italia), dei consiglieri forzisti Gianni Cozzitorto, Mauro Albanese, Uberto Aschero, Luisella Barla, Luca Capponi, Maurizio Negroni e Vanni Sajetto; degli esponenti di “Progetto Città” Massimo Alberghi e Diego Caselli; dei due rappresentanti di An Giancarlo Lupi e Piera Lupi; di Gianni Boeri dell’Udc.
«L’atteggiamento dell’Ambito territoriale ottimale della Provincia e delle segreterie provinciali della Casa delle Libertà – recita uno dei passaggi della lettera scaturita da una lunga assemblea – è sempre stato caratterizzato dalla totale assenza di confronto con le realtà politiche locali del nostro Comune della Valle Argentina, oltre che della doverosa condivisione delle scelte». Ma gli esponenti della maggioranza di Taggia vanno oltre. «Da parte nostra c’è il totale rifiuto del merito e dei metodi fino ad ora adottati nell’individuare questa soluzione, peraltro non ancora definita nei suoi fondamentali aspetti tecnici, e quindi assolutamente non condivisibile». Un aspetto che il sindaco Barla aveva già chiarito, spiegando che dell’impianto di Colli «non si conoscono tempi, costi e ricaduta sulla popolazione», aggiungendo poi che sul trattamento dei rifiuti il Comune di Taggia «non è assolutamente disposto a firmare una delega in bianco alla Provincia».
Fin qui premesse e dichiarazioni politiche. Per arrivare all’affondo definitivo. «L’apporto del Comune di Taggia e del suo comprensorio in tutte le recenti consultazioni elettorali degli ultimi anni si è rivelato fondamentale e irrinunciabile per lo schieramento di centro destra della nostra Provincia ma, davanti a quanto sta accadendo, abbiamo deciso unanimamente di non esprimere e sostenere alcuna candidatura per le prossime elezioni provinciali, e di invitare all’astensione il nostro elettorato».
Paolo Isaia
18/11/2005

La Spa del porto compra tutto
IL MAXI-APPRODO Nuovo e clamoroso sviluppo, questa volta relativo al futuro dello scalo onegliese
Anche le aree e le attività commerciali in mano a Comune e privati
Imperia Nuovo e clamoroso colpo di scena sul futuro della portualità imperiese. Praticamente tutte le aziende, i manufatti e le aree che insistono sulla scalo commerciale di Oneglia diventeranno di proprietà della Porto di Imperia, la società pubblico-privata (Comune, gruppo Caltagirone e imprenditori locali) che si accinge a realizzare il nuovo e maxi-approdo turistico cittadino. Un accordo di massima è stato raggiunto proprio poche ore fa tra i rappresentanti della Spa e la Idroedil di Carlo Ghilardi che da tempo aveva già rilevato le aziende commerciali, a partire dalla Doc.sa, che operano su Calata Anselmi e acquisito edifici e capannoni che si affacciano su Calata Cuneo, in primo piano l’ex deposito franco.
La trattativa (non si conosce ancora l’importo economico) dovrebbe essere perfezionata prima di martedì, giorno-clou della Conferenza dei servizi convocata tra Comune e Regione proprio per dare il via libera definitivo al porto.
Questo nuovo e importante sviluppo sul fronte dei diversi “destini” portuali, sgombera di fatto il campo da possibili ostacoli relativi al trasferimento contestuale delle ditte commerciali da Porto Maurizio a Oneglia, una delle condizioni vincolanti per il via libero al maxi-progetto dell’approdo turistico, caso che per mesi è stato al centro del dibattito politico-sindacale e anche delle polemiche. Con la disponibilità completa delle aree da parte della Spa guidata da Gianfranco Carli (che nel frattempo ha anche rilevato i silos della Merano) appare in discesa, infatti, la trattativa in corso con la Salso. Peraltro il confronto tra azienda e Comune, vicino ad un certo punto anche al contenzioso legale, ha già registrato negli ultimi tempi passi in avanti.
La Porto di Imperia a questo punto diventerà in sostanza l’unico interlocutore per tutto il grande bacino che va da Porto Maurizio a Oneglia, per realizzare un’opera che unirà concretamente, forse per la prima volta, i due borghi imperiesi: un fatto non solo economico, quindi, ma anche di importanza storica e sociale. Sarà dunque la Spa mista a definire i nuovi orizzonti di sviluppo non solo dell’approdo turistico portorino, ma anche dello scalo commerciale onegliese. E una voce importante in questa direzione l’avrà sicuramente il Comune che proprio pochi giorni fa ha sottoscritto un’intesa con i sindacati portuali garantendo il mantenimento dei posti di lavoro e il rilancio dei traffici onegliesi.
Le parti hanno anche stabilito di aprire un tavolo di concertazione allargato a tutte le forze sociali che dovrà monitorare l’evolversi della situazione. E il sindaco Sappa ha parlato della possibilità di conquistare nuovi traffici legati alla nuova vocazione agroalimentare, teconologica e turistica del capoluogo.
Roberto Berio
18/12/2005



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