Trasparenza nella P.A.
Scritto da oggianni il 20 agosto 2007 in Dati, Taggia

La tanto vituperata Finanziaria 2007 ha apportato sostanziali modifiche al T.U. Enti Locali nel tentativo di arginare le emorragie di spesa pubblica e di dare maggiore trasparenza alla Pubblica amministrazione.

La prima modifica investe il collegio dei revisori contabili che sarà composto da 1 solo componente nei comuni con meno di 15000 abitanti (prima era uno nei comuni sotto 5000 abitanti, tre sopra); I rispettivi collegi restano in carica per tre anni.

La parte più succosa riguarda le società partecipate.

Limite ai compensi
Nelle societa’ a totale partecipazione di comuni o province, il compenso lordo annuale, onnicomprensivo, attribuito al presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione, non può essere superiore per il presidente all’80 per cento e per i componenti al 70 per cento delle indennità spettanti, rispettivamente, al sindaco e al presidente della provincia ai sensi dell’articolo 82 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Resta ferma la possibilità di prevedere indennità di risultato solo nel caso di produzione di utili ed in misura ragionevole e proporzionata. Nelle societa’ a totale partecipazione pubblica di una pluralita’ di enti locali, il compenso di cui al comma 725, nella misura ivi prevista, va calcolato in percentuale della indennita’ spettante al rappresentante del socio pubblico con la maggiore quota di partecipazione e, in caso di parita’ di quote, a quella di maggiore importo tra le indennita’ spettanti ai rappresentanti dei soci pubblici [Salvo le società quotate in borsa].

Incompatibilità
Non puo’ essere nominato amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, societa’ a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia chiuso in perdita tre esercizi consecutivi.

Numero massimo dei componenti dei CDA
Il numero complessivo di componenti del consiglio di amministrazione delle societa’ partecipate totalmente anche in via indiretta da enti locali, non può essere superiore a tre, ovvero a cinque per le societa’ con capitale, interamente versato, pari o superiore all’importo che sarà determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Nelle societa’ miste il numero massimo di componenti del consiglio di amministrazione designati dai soci pubblici locali comprendendo nel numero anche quelli eventualmente designati dalle regioni non puo’ essere superiore a cinque. Le societa’ adeguano i propri statuti e gli eventuali patti parasociali entro tre mesi dall’ entrata in vigore del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri [Salvo le società quotate in borsa].

Obbligo di pubblicazione sul sito internet dell’amministrazione (comma 735)
Obbligo di pubblicare (anche sul sito internet) gli amministratori e relativi compensi delle società partecipate con aggiornamento semestrale.
Sul sito internet del comune di Taggia sono indicati gli amministratori della Se.Com. s.p.a. e potete trovare nominativi, cariche e relativi compensi al seguente indirizzo:
http://www.taggia.it/taggia/2007/Elenco%20societ%E0%20partecipatealbo.doc

Il comune di Sanremo è, invece, esemplare in quanto a trasparenza perché è l’unico che pubblica in home page il link all’albo delle società partecipate che è il seguente:
http://www.comunedisanremo.it/?q=node/view/19235

Al momento non sono riuscito a trovare l’albo delle s.p. della Provincia di Imperia, mentre il Comune di Imperia si limita a pubblicare il testo dei commi 587 e 591 della Finanziaria 2007.
Questa lista deve essere aggiornata a Gennaio e Luglio di ogni anno.



Vedi anche:

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Interventi del Consigliere Franco Bonello su Area 24
Scritto da oggianni il 13 agosto 2007 in Area 24, Documentazione, Taggia

Il consigliere regionale Franco Bonello ci scrive per comunicarci le proprie iniziative in Consiglio Regionale riguardo l’intervento di Area 24 nel Ponente Ligure.

Questo il testo dell’email e di seguito trovate le tre interrogazioni da scaricare.

La società AREA 24 S.p.A., da ente strumentale concepito per una gestione pubblica e condivisa delle aree ferroviarie dismesse nel Ponente ligure e per realizzare l’intervento regionale della “Pista ciclabile”, si è trasformata, per iniziativa dei suoi amministratori, in una società speculativa, alla ricerca esasperata di occasioni per far colare cemento e asfalto, con finalità che sono sostanzialmente di lucro.

Il capitale e la dote in beni immobili della società, peraltro, non sono gravati da oneri o costi finanziari di sorta, ma rappresentano il frutto di un investimento, adeguatamente rivalutato, fatto dagli amministratori del Comune di Sanremo nel 1980.

Inoltre la società non deve distribuire dividendi né ha debiti da estinguere.

Nelle ultime settimane Area 24 ha messo a segno l’ennesimo “colpo di mano”, in qualche modo “costringendo” la nuova Amministrazione comunale di Taggia ad approvare un progetto edilizio su aree ex ferroviarie nel centro di Arma di Taggia, in variante al progetto di pista ciclabile, che dovrebbe essere il limite del suo operare, ed in deroga all’obbligo di presentare uno schema urbanistico complessivo dell’intero comprensorio interessato. Si tratta di aree strategiche che, per una cittadina fin troppo cementificata, rappresentano l’ultima speranza di recuperare una migliore qualità di vita a beneficio dei residenti e soprattutto dei turisti.

Tutto ciò impone di mettere sotto osservazione il ruolo e l’intera attività di Area 24 quanto mai al di sopra delle righe.

È quanto ho segnalato in tre interrogazioni con risposta immediata (VD allegati) che ho presentato in Consiglio Regionale. Si tratta di tre distinte interrogazioni che affrontano tre diversi aspetti della questione Area 24, ma che sono unite da un comune filo conduttore, costituito dal singolare ed inquietante “modus operandi” della società.

La società Area 24 è stata costituita nel 2002 dal Comune di Sanremo, dalla società FILSE della Regione Liguria e dalla Carige, al fine di realizzare la pista ciclabile sulle aree ex ferroviarie tra San Lorenzo e Ospedaletti, nell’ambito di un programma volto alla riqualificazione urbana, ambientale e paesistica della fascia costiera, finalmente possibile a seguito dello spostamento a monte della linea ferrata.

Le aree ex ferroviarie tra San Lorenzo e Ospedaletti sono state interamente pagate dai comuni e i fondi per realizzare questo “sogno” di riqualificazione paesistica dei centri rivieraschi, penalizzati da oltre un secolo dalla cintura litoranea della linea ferrata, sono prevalentemente pubblici, dunque le aree dovevano essere “restituite” ai sette comuni minori, tra cui Taggia, così come è accaduto per il comune maggiore: Sanremo.

Invece, per i comuni costieri minori, le aree sono state affidate ad Area 24 come società a loro disposizione per concordare un progetto complessivo di riutilizzo delle aree ex ferroviarie ed ottenere la loro migliore rinaturalizzazione, una più vivibile utilizzazione, prendendo al voloun’occasione unica ed irripetibile.

In breve tempo, però, questa società si è trasformata in una società speculativa, una società di affari, come dimostrato dal recente episodio di Arma di Taggia, dove Area 24 ha chiesto e preteso dalla nuova Amministrazione (disattendendo l’obbligo di un pregevole studio d’insieme che andasse dal torrente Argentina fino al lungomare e al centro urbano) di realizzare con puro intento affaristico una galleria commerciale e parcheggi a pagamento.

Arma ha bisogno di tutto per riacquistare una decorosa qualità di vita, ma non certo di una nuova galleria commerciale dopo il mega insediamento Conad – Leclerc.

Questa pervicace attività affaristica di Area 24 avviene inoltre in contrasto con il contratto (Accordo Quadro) sottoscritto dalla Regione Liguria con il Ministero delle Infrastrutture, secondo il quale le ex aree ferroviarie di Arma dovevano essere studiate con un unico progetto proposto e attuato dalla Riviera Trasporti, che a suo tempo ebbe questo incarico e produsse anche garanzie finanziarie per gli impegni assunti.

Vi è inoltre una fondata ipotesi che Area 24 operi in violazione delle norme di tutela ambientale. È, infatti, noto che il sottofondo ferroviario è costituito da terre e pietrame inquinate, per cui diviene obbligatorio (in questo caso per Area 24) dimostrare che tale materiale inquinato non rientra nella categoria dei rifiuti pericolosi, poiché in tal caso questo materiale dovrebbe essere allontanato con le necessarie precauzioni e conferito in impianti adatti a ricevere rifiuti pericolosi per la salute. Nel caso che Area 24 non abbia prodotto le relative analisi sarà mia cura attivarmi e rivolgermi ad un qualificato centro di analisi.

Franco Bonello
Consigliere regionale
Presidente del Gruppo “Unione a Sinistra – Sinistra europea”

Scarica le interrogazioni:

  1. Interrogazione sulla natura della società “Area 24″;
  2. Interrogazione sullo smaltimento del “ballast ferroviario”;
  3. Interrogazione su “Riuso e valorizzazione di immobili in sponda destra del torrente Argentina nel Comune di Taggia”;



Vedi anche:

Cassazione: “Via Rasella fu atto di guerra” – Il Giornale condannato per diffamazione
Scritto da oggianni il 12 agosto 2007 in Rassegna stampa

Il gappista Bentivegna: “E’ la quarta sentenza che ci dà ragione”

ROMA – Nel 1996 Il Giornale scatenò una vera e propria campagna contro i partigiani che compirono l’azione di via Rasella. Quell’attacco che provocò 33 morti e scatenò la rappresaglia delle Ss alle Fosse Ardeatine. Articoli che, in pratica, tendevano a “scaricare” sul gruppo dei gappisti guidato da Rosario Bentivegna, le responsabilità della strage che provocò 335 morti. Ora, però, la Cassazione, confermando la condanna al risarcimento per diffamazione (45 mila euro) a beneficio dei gappisti e di Rosario Bentivegna che li guidava, boccia quella campagna di stampa, ne sottolinea le falsità e condanna il quotidiano di Paolo Berlusconi.

La Cassazione parte da un dato di fatto: l’attentato contro i tedeschi del battaglione ‘Ss Bozen’, fu un “legittimo atto di guerra rivolto contro un esercito straniero occupante e diretto a colpire unicamente dei militari”. Militari che non erano, come aveva sostenuto Il Giornale “vecchi militari disarmati”, ma “soggetti pienamente atti alle armi, tra i 26 e i 43 anni, dotati di sei bombe e pistole”.

Ed ancora. Non è vero che il ‘Bozen’ “era formato interamente da cittadini italiani” in quanto, continuano gli ermellini, “facendo parte dell’esercito tedesco, i suoi componenti erano sicuramente altoatesini che avevano optato per la cittadinanza germanica”.

Poi la Cassazione si dedica alla contabilità delle vittime civili dell’attentato. Secondo Il Giornale erano sette. Ma non è così: “Ora nessuno più mette in discussione che le vittime civili furono due”. Così come non era vero che dopo l’attentato erano stati affissi manifesti che invitavano gli attentatori a consegnarsi per evitare rappresaglie”. Un punto, questo, portato avanti da una certa storiografia revisionista. Per smentire, la Cassazione parte dai fatti. “L’asserzione trova puntuale smentita nel fatto che la rappresaglia delle Fosse Ardeatine era iniziata circa 21 ore dopo l’attentato – dicono i giudici – , e soprattutto nella direttiva del Minculpop la quale disponeva che si tenesse nascosta la notizia di Via Rasella, che venne effettivamente data a rappresaglia già avvenuta”.


Ad avviso dei supremi giudici, tutti questi fatti “non rispondenti al vero non possono essere considerati di carattere marginale”. E anche se la Corte di Appello di Milano ha riconosciuto che si sarebbero potute esprimere “dure critiche sulla scelta dell’attentato, l’organizzazione, i suoi scopi”, questo non basta per mettere in piedi un castello di inesattezze e falsità.

Per questo è da ritenersi “lesiva dell’onorabilità politica e personale” di Bentivegna “la non rispondenza a verità di circostanze non marginali come l’ulteriore parificazione tra partigiani e nazisti con riferimento all’attentato di via Rasella e l’assimilazione tra Erich Priebke e Bentivegna”. Un parallelo che Vittorio Feltri, allora direttore del quotidiano, aveva azzardato in un editoriale.

Soddisfatto il commento di Bentivegna: “E’ la quarta sentenza di un’alta corte italiana, militare penale o civile che ci dà ragione con le stesse motivazioni, ma il il mondo è pieno o di imbecilli o di faziosi ancora disposti a sostenere il contrario. C’è poco da fare..”.

(7 agosto 2007)

Articolo tratto da Repubblica.it



Vedi anche:

  • Niente altro per ora
Nuove delibere di G.C.
Scritto da oggianni il 11 agosto 2007 in Documentazione, Taggia



Vedi anche:

Sosta a pagamento sul lungomare [Del. G.C. n°49/2007]
Scritto da oggianni il 10 agosto 2007 in Documentazione

Delibera n° 49 del 26/07/2007
- RIORGANIZZAZIONE DEGLI STALLI DI SOSTA IN VIA LUNGOMARE

Scarica il testo.



Vedi anche:

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