A conferma di quanto si è detto qua la vicenda Leclerc va complicandosi: la società “La Fornace” (la società che gestisce il centro commerciale in cui è inserito il Leclerc) ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato.
A conferma di quanto si è detto qua la vicenda Leclerc va complicandosi: la società “La Fornace” (la società che gestisce il centro commerciale in cui è inserito il Leclerc) ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato.
A gennaio scorso fu approvato dalla Regione il Piano Provinciale dei rifiuti dell’ATO imperiese. L’approvazione fu però accompagnata da una serie di prescrizioni a cui la Provincia stessa avrebbe dovuto attenersi per portare a compimento la definitiva adozione del Piano.
Facciamo il punto della situazione:
Il comune di Taggia nella riunione dell’ATO del 24 aprile ha votato con gli altri 66 comuni della provincia a favore dell’impianto di separazione (CDR) da realizzare nel proprio territorio (in località Colli) a patto che:
A proposito di quest’ultima posizione ricordiamo che il programma elettorale della lista “è tempo” riportava testualmente: “Assoluta contrarietà che il nostro territorio comunale venga individuato per qualsiasi nuova soluzione di trattamento, pre-trattamento, smaltimento, stoccaggio, trasformazione, incenerimento e qualsiasi altra forma di lavorazione e/o soluzione inerente il ciclo dei rifiuti solidi urbani e non, a valenza sovracomunale.”
Bolla prende posizione e dalle pagine della Riviera dichiarando che l’assenso a creare un impianto CDR affiancato al digestore (e non il digestore da solo) non metta in moto quel circolo virtuoso che porti alla raccolta differenziata dei rifiuti e quindi al loro completo riciclo: l’esistenza di un impianto di separazione ammette comunque, a regime, una frazione di raccolta indifferenziata da avviare a incenerimento.
Inauguriamo con questo articolo il nuovo sevizio di Centrosinistrataggia.com: il traduttore automatico “Parla come mangi”. Il servizio comincia con una traduzione di un’intervista, apparsa sul Secolo XIX di venerdì 18 aprile scorso, al segretario provinciale di Italia dei Valori Gabriele Cascino
«Prevedibile,ma soprattutto imputabile al Pd, come la perdita della Liguria».
TRADUZIONE: Tutta colpa del PD che ha racimolato un misero 26% che impallidisce di fronte al nostro glorioso 4%.
«Che in Provincia avrebbe vinto il Pdl era facilmente pronosticabile, ha un grande appeal sulla classi produttive della società, lasciate troppo sole. Lo dimostra anche il successo della Lega, qui come in tutta Italia: è stata capace di recepire e dare voce alle istanze dei cittadini, che ritengo condivisibili, in materie come la sicurezza. Del resto Italia dei Valori, come la Lega, non aveva votato a favore dell’indulto. Comunque c’è una cosa da dire: al Pdl è stata spianata la strada».
T: Ora che non c’è più Mastella qualcuno deve pur svolgere questo sporco lavoro….
«Beh, noi siamo cresciuti, non possiamo lamentarci. Ma il Pd ha portato in Liguria candidati di fuori, e come in regione anche in Provincia ha pagato gli errori della politica precedente, decisamente perdente. Nell’imperiese Margherita e Ds non hanno mai avuto un programma univoco, sono scesi a troppi compromessi, aderendo a liste civiche come quella di Sanremo. Qui certe persone mancano di coerenza da lameno 10 anni».
T: Sì però adesso non venitemi a rinfacciare il caso di Taggia: troppo facile….
«E ribadiamo la richiesta. Borea non ha più la maggioranza politica, la sua giunta dà lezioni di un trasformismo incredibile. Se a Sanremo si dovesse andare al voto, comunque, Italia dei Valori correrebbe da sola. Anzi, apriamo già la campagna tesseramenti ai “delusi”…».
T: Già che avete fatto il giro di tutti i partiti ora ricordatevi che è il nostro turno. Ma fate in fretta che la legislatura sta per scadere.
«Direi che non si possa obiettare a questa tesi. Noi abbiamo fatto la nostra parte, come detto proprio nell’imperiese siamo cresciuti. Ma non è facile combattere da soli. Qui e altrove il Pd ci ha messo all’angolo, per questo non abbiamo collaborato alla campagna elettorale, che sembrava un’esclusiva degli esponenti del Pd. Qualcuno si ricorda Veltroni nominare l’alleato Di Pietro? Ebbene, anche a livello locale è andata in questo modo, ci siamo sentiti alleati scomodi».
T: Avremo partecipato volentieri ma nessuno ci ha avvisato che eravamo in campagna elettorale.
«E’ lui che ha guidato la Regione fino ad oggi, la sua giunta ora dovrà compiere un’analisi di un’amministrazione fallimentare, come è stata giudicata dagli elettori. Anzi, visti i rapporti di forza determinati dal voto di domenica e lunedì, sarebbe opportuno che il presidente Burlando pensasse ad un rimpasto di giunta, prevedendo l’ingresso di esponenti di Italia dei Valori, così da favorire la ripartenza dopo il disastro elettorale e chiudere al meglio la sua legislatura».
T: Se ci avessero dato qualche poltrona non saremo qua a rompere i maroni, però non è ancora troppo tardi: su dai un posto nel CdA della Filse non si è negato a nessuno…
