PROVINCIAL GEOGRAPHIC

Scritto da Mosquito il 21 aprile 2008 in Edilizia, Resistenza umana, Rifiuti, Taggia

Periodico di approfondimento scientifico

Viaggio nelle meraviglie e nelle curiosità della provincia di Imperia.

La rubrica di questa settimana è dedicata ad un singolare insetto, appartenente alla famiglia dei lepidotteri cementofori: il Taggia Communis.

Il Taggia Communis vive sulle sponde dell’alto Tirreno, dove consuma la propria esistenza compiendo ossessivi movimenti circolari su se stesso. Costruisce la propria tana ammassando disordinati cumuli di cemento di dimensioni ineguali ed asimmetriche, che, a lungo andare, determinano il completo esaurimento del territorio disponibile. Così facendo il Taggia Communis si costringe a vivere in spazi via via più ristretti, fino a che ne sopraggiunge la morte per asfissia.
Da qui i nomi di “farfalla della cazzuola” o “farfalla del mattone” o, ancora, “farfalla idiota” con i quali è comunemente conosciuto.

Si nutre di rifiuti, perlopiù indifferenziati, anche se le più recenti ricerche hanno evidenziato una sua predilezione per l’umido. Può arrivare a percorrere decine di chilometri ed effettuare vere e proprie incursioni in altri territori pur di procurarsene la maggiore quantità possibile, che poi, però, non consuma, ma si limita ad ammassare in prossimità degli altri cumuli di cui parlavamo in precedenza.

Singolare e complesso anche il rituale dell’accoppiamento. Durante la stagione degli amori, infatti, disegna cerchi dall’ampio raggio, denominati “rotonde”, il significato dei quali non è ancora del tutto chiaro agli studiosi. Se, infatti, è vero che le “rotonde” tengono lontani dal territorio i pretendenti maschi, è altrettanto provato che anche le potenziali compagne rimangono intrappolate in code olimpiche, giungendo regolarmente in ritardo al convegno amoroso. Con il risultato che il Taggia Communis raramente si accoppia ed ancor meno si riproduce.

Vi abbiamo trasmesso: “Il Taggia Communis: una specie da salvare???”



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