Ad un anno dalle elezioni comunali è tempo di bilanci per il sindaco Genduso. Pubblichiamo un estratto dell’intervista effettuata da Paolo Isaia e apparsa sul Secolo XIX di ieri.
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Sindaco, dopo un anno le grandi opere pubbliche, come la passeggiata a mare o la riqualificazione dell’incrocio Rossat, non sono ancora decollate. Per quale motivo?
«Parto proprio dalla passeggiata. Ci siamo trovati con un progetto già pronto, lo abbiamo dovuto esaminare e rivedere. Per questa valutazione, anche alla luce dell’importanza dell’opera e dei suoi costi (circa 2 milioni e mezzo di euro ndr), è occorso tempo. Quanto al quadrivio Rossat, siamo riusciti a effettuare un primo recupero estetico, la riqualificazione, invece, è stata rinviata al prossimo anno per il ritardo dei finanziamenti ministeriali. Ricordo che il bilancio del nostro Comune è in difficoltà».
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Se le opere pubbliche non sono partite, lo stesso si può dire per il Piano urbanistico comunale.
«E’ vero, c’è stato un ritardo rispetto alle intenzioni, dovuto alla enorme mole di lavoro degli uffici, impegnati nel mettere mano ai piani particolareggiati dei privati, fermi da anni. Ci siamo trovati con una lunga lista d’attesa… e poi l’ufficio urbanistica, cui spetta la preparazione del bando per il Puc, comunque pronto a giorni, è stato dirottato anche su altre pratiche, come quella per la trasformazione dell’ex albergo Vittoria, il contenzioso con “La Fornace” per la stradina del Leclerc, e ancora l’ospedale unico».
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Rimaniamo in tema di scelte. Rimane l’intenzione è di spostare il mercato ambulante dal centro al lungomare?
«Certamente, ma come per il centro anche il trasferimento sul lungomare sarà una prova. Dal primo spostamento abbiamo ricevuto una serie di indicazioni, positive per quanto riguarda la vitalità commerciale delle vie centrali, negativo per la viabilità e l’accessibilità alle strade interessate».
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Quanto il sistema [delle tangenti ndr] ha inciso sullo sviluppo di Taggia?
«Molto: ha inciso fortemente sullo sfruttamento del territorio e sulla pianificazione urbanistica e commerciale. Al di là della eventuale illegalità del comportamento dei singoli, ha lasciato grossi strascichi, penalizzando ad esempio commercio e ambiente».
L’amministrazione Genduso, invece, non ha commesso errori?
«Sarebbe stato impossibile, non fosse altro per l’inesperienza. Ecco, in alcuni c’è stata carenza nella comunicazione con il personale, e, per quanto riguarda il mercato, abbiamo avuto troppi tentennamenti, avremmo dovuto decidere subito. Invece, abbiamo avuto fretta nel chiudere la convenzione con Area 24 per il riutilizzo dell’ex ferrovia. E poi, nella prima stesura del piano triennale delle opere pubbliche ci siamo lasciati andare, abbiamo sognato troppo, scontrandoci poi con la realtà. Credo che però il nostro sia stato un cammino dignitoso».
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