Giovanni Gandolfo, consulente del lavoro ed ex consigliere provinciale, nel corso dell’ultima Assemblea Provinciale del PD ha presentato la seguente mozione sul tema dei rifiuti; mozione adottata dall’Assemblea.
Ecco il testo della mozione:
Il Consiglio Direttivo provinciale del PD di Imperia in merito al problema smaltimento rifiuti solidi urbani:
CONSIDERATO
- il persistere di una grave emergenza in Provincia di Imperia in conseguenza:
- della scelta della prima Amministrazione Giuliano di annullare la gara europea CDR con offerte già depositate e con motivazioni assolutamente non condivisibili se non addirittura illegittime;
- della presenza di due discariche, con milioni di tonnellate di rifiuti depositati, a ridosso della costa in zone fortemente inurbate (abitazioni, attività turistiche, agricole, produttive), gestite in regime di monopolio da privati in conseguenza delle scelte della Destra che governa in Provincia;
- degli immotivati maggiori costi per Cittadini e Imprese, dovuti ai continui rinvii di una soluzione definitiva da parte della Giunta Giuliano, stimati nel quinquennio 2002/2006 in circa 16 milioni di Euro;
- dei rischi ambientali che tali discariche potrebbero determinare; rischi che potrebbero incidere con oneri per Provincia e Comuni dovuti all’ assenza di adeguate garanzie fideiussorie (almeno trentennali);
- della bassissima percentuale di raccolta differenziata in Provincia, circa il 17 %, a fronte di un obbligo di legge del 35% e del prossimo obiettivo UE del 50% (già raggiunto da molti Comuni e Province del Nord Italia);
- delle fumose proposte della Provincia per il progetto di smaltimento nella “ex discarica Colli” a Taggia, della assenza di adeguate informazioni ai Cittadini e alla Amministrazione comunale in ordine a: tipo di impianto, garanzie per Cittadini, forma della gestione dell’impianto (pubblico/privata), garanzie ambientali, royalties al Comune;
- della assenza di adeguati programmi di “educazione al riciclo/riuso dei rifiuti”.
PROPONE che il PD ad ogni livello, politico e amministrativo, si impegni per:
- una scelta, non più rinviabile, di tipologia e localizzazione di impianto smaltimento che non demandi a territori terzi la soluzione del problema rifiuti;
- il superamento delle due discariche, in regime di proroga da anni ed ormai sature;
- una adeguata informazione ai Cittadini e l’avvio di una campagna di educazione al riciclo/riuso e al “compost familiare” dei rifiuti per Scuole/Famiglie/Imprese;
- l’adozione del “modello Camporosso” quale esempio territoriale di “buona pratica” di raccolta differenziata, da diffondere in tutta la Provincia;
- verificare la fattibilità di una “class action” da proporre ai Cittadini contro la Amministrazione Provinciale per recuperare quanto pagato in più in conseguenza dell’affossamento della gara europea sull’impianto CDR del 2001;
- il passaggio del pagamento TARSU da “metroquadro a chilogrammo”;
- l’adozione per gli inerti di soluzioni di riuso oltre che negli appalti pubblici, dove è già obbligatorio, anche per i privati che intendono praticarlo rientrando nel potere decisionale dei Comuni, e incrementare significativamente i siti destinati alla raccolta degli inerti stessi.

luglio 22nd, 2008 at 09:48
Giovanni GAndolfo non è medico, ma consulente del lavoro
luglio 22nd, 2008 at 10:40
Chiedo scusa ai lettori e naturalmente all’interessato. Chissà perché ero convinto che fosse medico.
ciao
Gianni