Varato l’ufficio di staff del sindaco di Taggia Vincenzo Genduso, con due componenti che si occuperanno di comunicazione. Ed è subito polemica. I prescelti sono Fabrizio Ruggiero, impiegato, e Sonia Carolì, sociolga. Percepiranno 6000 euro l’anno ciascuno. Il primo si occuperà della comunicazione ai cittadini dell’attività comunale mentre la seconda di un non meglio chiarito «supporto agli organismi rappresentativi della città».
Fabrizio Ruggiero, ex esponente della Margherita, era stato consigliere nella passata legislatura e candidato consigliere (mancando l’elezione) nella lista a supporto del sindaco Genduso. Sonia Carolì è molto vicina alla Cgil e ha collaborato con L’Ancora. «Al di là della capacità dei singoli – dice Maurizio Negroni, capogruppo di Centrodestra – ci sono tanti uffici comunali che hanno delle priorità e andrebbero potenziati. Inoltre si tratta di risorse aggiuntive. Poche o tante che siano, le avrei impegnate, ad esempio, nell’assistenza domiciliare. Invece da una parte si spende malamente, dall’altra si cerca di recuperare denaro a ogni costo come la vicenda Ici insegna».
Massimo Bolla (Centrosinistra) e Mauro Albanese (Centrodestra) presenteranno una mozione bipartisan. «Che bisogno c’era – afferma il primo – di modificare i criteri per la scelta dei consulenti? Infatti con la delibera 225 è stato modificto l’articolo 8 del Regolamento, quello appunto relativo ai criteri di scelta e, subito dopo, con la delibera 226, si è proceduto all’istituzione dell’ufficio. Questo è un provvedimento “ad personam” anche se non stiamo discutere le capacità delle persone». Mauro Abanese conferma: «Invece di contenere i costi li aumentiamo. Non c’era necessità di questo provvedimento che ha tutti i crismi di un’assunzione clientelare». Così Piera Lupi (indipendente): «Il cittadino è gravato anche troppo dai costi della politica. Il sindaco aveva fatto una bandiera del suo personale rapporto con i cittadini. Dunque non aveva bisogno di intermediari. Questo denaro poteva e doveva essere impiegato ben diversamente».
[Articolo di Marco Corradi apparso su La Stampa del 23 Luglio]

