Dove fare l’Ospedale Unico?

Scritto da oggianni il 26 luglio 2008 in Ospedale unico, Rassegna stampa, Taggia

Questione di giorni. E il comune di Taggia, la Regione Liguria e l’Asl si ritroveranno attorno ad un tavolo per affrontare una questione spinosa: la scelta delle aree per il nuovo ospedale unico provinciale. «Ci dobbiamo incontrare a breve. Probabilmente qui a Taggia», dice il sindaco Vincenzo Genduso.
La questione è uno dei nodi strategici per il futuro della sanità provinciale. Ma è anche un problema con forti implicazioni urbanistiche. La scelta della piana di Taggia come sede del nuovo nosocomio non è in discussione. Piuttosto lo è la scelta delle aree: il consiglio comunale, dopo aver consultato i cittadini, scartata l’ipotesi originaria dell’area delle ex caserme Revelli, aveva indicato la zona a nord della nuova stazione ferroviaria ma la Regione ha espresso qualche riserva. La scelta di Taggia andrebbe ad incidere su una zona a vocazione agricola. Genova preferirebbe la zona a sud della nuova stazione anche per motivi urbanistici: si completerebbe un’area che ha cambiato volto negli ultimi anni con il nuovo scalo ferroviario, il parco commerciale e che sarà attraversata dal nuovo tratto dell’Aurelia bis in via di realizzazione. Ma è anche un’area dove ci sono altri problemi. Inserirvi il nuovo ospedale vorrebbe dire dover spostare un campo sportivo (lo «Sclavi») e, fatto più spinoso, espropriare e spostare alcuni edifici privati. «Sia chiaro – aggiunge Genduso – l’ultima parola spetta a Taggia. E noi la nostra indicazione l’abbiamo già espressa. Ci sembra anche quella più facile da realizzare. Quella indicata dalla Regione è sicuramente un’ipotesi più complicata. Comunque abbiamo ascoltato quello che ha detto la Regione, abbiamo anche effettuato uno studio di fattibilità e di valutazione economica per l’eventuale scelta a sud della stazione. Ci sarebbero, è ovvio, costi maggiori. La Regione dovrebbe intervenire economicamente. Se ha un senso si potrà pensare anche a questa nuova localizzazione, ma certo dovranno essere affrontati molti problemi. Spostare un impianto sportivo e, soprattutto, alcune abitazioni sarà un problema non da poco».
La Regione, nell’incontro dei prossimi giorni, probabilmente ribadirà il suo punto di vista e le ragioni che, secondo Genova, renderebbero più conveniente la scelta a sud della stazione. Taggia ribadirà che la scelta finale spetterà al comune anche se potrebbero emergere fatti nuovi – al di là delle indicazioni regionali – che potrebbero indurre ad ulteriori riflessioni. Fatti nuovi legati al piano di bacino, il piano che tiene conto degli aspetti idrogeologico del territorio. Aspetto che ha assunto importanza preminente dopo le ripetute alluvioni che, nell’ultimo decennio, hanno interessato il territorio dell’estremo ponente ligure. «Prima di qualunque decisione – sottolinea, ancora, Genduso – Occorrerà valutare i parametri del nuovo piano di bacino realizzato dalla Provincia i cui dati, però, non sono ancora stati approvati e formalizzati. A tutt’oggi non sappiamo ancora bene quali saranno i parametri e le indicazioni del nuovo piano di bacino. Ne dovremo, ovviamente, tenere conto e valutarne le indicazioni».
Nell’attesa del «vertice» Comune-Regione-Asl dei prossimi giorni, proprio ieri, c’è stato un sopralluogo tecnico sulle due aree, a nord e a sud della nuova stazione, candidate ad ospitare il nuovo ospedale unico. C’erano i tecnici della Regione (Poggi e Pavoni), dell’Asl (Sossi) e, per il Comune di Taggia lo stesso sindaco Genduso, il vicesindaco Lombardi e l’assessore Manni.

[Articolo di Monticone apparso su La Stampa del 24 Luglio]

La Stampa del 24 Luglio



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