Esito prevedibile (e previsto) quello della riunione sull’Ospedale Unico: la sua collocazione sarà nell’area a monte della nuova stazione FS. Ha prevalso la linea dell’Amministrazione Genduso (ossia dell’assessore Manni) che in diversi incontri pubblici ne aveva già propagandato criteri e pregi. La Regione Liguria aveva espresso dei dubbi (urbanizzazione dell’ultimo scampolo di piana a destinazione agraria-floricola) ma l’assenza dalla riunione da parte dell’Assessore all’Urbanistica Ruggeri e del funzionario Lorenzani ha fatto capire che la priorità era quella di realizzare l’Ospedale per tamponare il deficit sanitario. Certo l’Ospedale Unico provinciale è un’ottima occasione per Taggia ma ci venga consentito di fare nostri i dubbi espressi da giarevel in questo bellissimo post:
Ultimo capitolo di questo fenomeno [NDR la "beirutizzazione"] è proprio l’Ospedale unico del Ponente ligure. [...] L’area in cui si è appena deciso di realizzare l’Ospedale è tradizionalmente occupata da orti, serre e mandarini, destinata ad un’economia di tipo agricolo con costruzioni non più alte di tre metri e scarsissimo impatto ambientale. Un casermone di diversi piani come è ipotizzabile e di cui abbiamo visto la suggestione sui giornali sarebbe il definitivo tramonto paesaggistico di una valle conosciuta in tutto il mondo per essere patria della Taggiasca. Chi verrebbe a Taggia credendo di trovare soltanto uliveti, come in Puglia, come in Sardegna e in Spagna, troverebbe invece soltanto cemento. Tanto più che un’area già pronta all’uso c’era: quella delle Ex Caserme Revelli, un grande complesso militare in disuso per il quale da anni si attende una destinazione ma che nemmeno le potenti amministrazioni precedenti sono riuscite ad intaccare. La giunta avrebbe in mente per le Ex caserme Revelli un progetto che ancora non ha deciso di pubblicare. Speriamo sia davvero qualcosa di eccezionale, almeno tanto da compensare la perdita del verde e l’imponente mole del nuovo ospedale.
[tratto da Baroni Rampanti di giarevel]


