L’acqua del vicino

Scritto da oggianni il 18 settembre 2008 in Gruppo consiliare, Rassegna stampa

Ad Arma e a Taggia vi è chi abita in case in cui viene erogata della buona acqua a basso prezzo e chi invece no. Massimo Bolla e Cristian Lupi presentano un’interrogazione congiunta in merito.

Per la maggior parte dei residenti di Arma e Taggia l’acqua è troppo cara, perché non sono allacciati all’acquedotto. La «corretta ed efficiente gestione delle risorse idriche del nostro comune» è l’oggetto di una interpellanza inviata al sindaco Vincenzo Genduso dai consiglieri di opposizione Massimo Bolla (Centrosinistra) e Cristian Lupi (Centrodestra). «Riteniamo che ad oggi la situazione del nostro comune sia contraddittoria e disparitaria sostengono Bolla e Lupi perché un elevato numero di cittadini non può ususfruire del servizio fornito dall’acquedotto comunale che eroga, tra l’altro, acqua di buona qualità».
Per i due consiglieri la questione va affrontata con urgenza. «Crediamo, nell’interesse della collettività, che sull’argomento sia indispensabile avviare un costruttivo confronto tra maggioranza ed opposizione, al fine di individuare e pianificare soluzioni di breve, medio e lungo termine a detta situazione, istituendo un organismo ad hoc che affronti sotto il profilo tecnico, giuridico e politico i diversi aspetti del problema, come la condizione attuale di strutture ed impianti, le modalità e capacità dell’approvvigionamento idrico, la rete di distribuzione e la sua manutenzione, al fine di individuare azioni ed interventi tecnici da effettuare e programmare la necessaria copertura finanziaria».
«Insieme al consigliere Cristian Lupi prosegue Bolla abbiamo presentato questa richiesta perché riteniamo che il tema dell’oro bianco sia quanto mai attuale e necessiti soluzioni lungimiranti soprattutto in quei casi in cui, come nel nostro comune, i cittadini siano trattati in modo diverso. Nella richiesta non c’è alcuno spirito polemico nei confronti dell’attuale maggioranza, né tantomeno nei confronti degli altri fornitori d’acqua alle utenze cittadine».

[PAOLO ISAIA sul SECOLO XIX del 17 settembre 2008]



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