
Domanda: abbiamo la necessità di potenziare l’acquedotto comunale che da solo non riesce a coprire tutto il territorio, abbiamo la possibilità di avere un’opera pubblica a costo zero. Cosa decidiamo di fare?
Un dubbio del genere ha poco di amletico, ma evidentemente sposare la soluzione più responsabile non sempre si concilia con la ricerca del consenso. Il risultato sarà che parte dei cittadini di Taggia riceveranno nelle loro case un’acqua meno buona e più costosa di quella fornita dall’acquedotto comunale ma avranno una piscina.
No alla piscina, meglio l’acquedotto. Sull’accordo fra Amministrazione e Nordiconad per risolvere la «grana» della strada inglobata nell’ipermercato, interviene il Pd con il suo esponente in Consiglio comunale, Massimo Bolla. Come noto la Nordiconad dovrebbe costruire una piscina da assegnare al Comune sanando così l’irregolarità edilizia.
«Apprendo con piacere – dice Bolla – che si è arrivati ad un accordo. Sono sempre stato convinto del fatto che non debba e non possa esserci “guerra” fra l’Amministrazione e gli operatori economici sul nostro territorio. Ma mi lascia perplesso la posta concordata. Nelle sue ultime esternazioni l’assessore Manni ha detto che la piscina è stata offerta da Nordiconad, mentre, in realtà, la stessa è stata richiesta dalla giunta Genduso, come, peraltro, dichiarato dallo stesso Manni nel Consiglio comunale del 31 gennaio». Cosa cambia? «Avere una piscina comunale è una cosa buona, ma se sono attendibili le indiscrezioni, si parla di un costo stimato in circa 2 milioni di euro. Mi chiedo: se la controparte privata si è resa disponibile a sostenere una spesa del genere, non avrebbe fatto meglio l’Amministrazione a dirottare quella cifra richiedendo opere più urgenti?».
Per Bolla ci sono altre priorità. Così porta ad esempio come sarebbe stato meglio potenziare l’acquedotto. «Quella dell’acqua – afferma – è una vicenda che sta molto a cuore perché non è ammissibile che in un comune in cui si trova uno dei migliori acquedotti della provincia, si sia obbligati ancora oggi a ricorrere a fonti di approvvigionamento ed erogazione esterne, con disparità anche economiche importanti per i cittadini». Problema posto da Bolla in sede di commissione consiliare insieme a Cristian Lupi. E ancora: per carenza di fondi è stata affidata la realizzazione del parcheggio nel Viale delle Palme attraverso un «project financing». Vengono infine invocati interventi l’area delle ex caserme Revelli e altri a favore del commercio, turismo e servizi sociali.(articolo di Marco Corradi apparso su La Stampa del 28 settembre)
