Terza bocciatura per Bossi junior all’esame di maturità. Effettivamente le classi ponte non sarebbero una cattiva idea.
[Monumentale Spinoza]
Terza bocciatura per Bossi junior all’esame di maturità. Effettivamente le classi ponte non sarebbero una cattiva idea.
[Monumentale Spinoza]

La nuova stazione ferroviaria di Taggia-Arma sta diventando sempre più una cattedrale nel deserto. Un centinaio di comodi parcheggi abbandonati da anni, tabelloni e monitor con partenze e arrivi dai treni regolarmente spenti, pensiline per attendere gli autobus con i vetri distrutti, una vera e propria abitazione dentro un’automobile, il primo binario troppo basso per salire sui treni, i bagni a pagamento per chi va al bar e due sole attività aperte.[...]
[dal Secolo XIX di oggi]
La stazione di Taggia è il cruccio di tutti i pendolari che ne usufruiscono e sono tanti: per accorgersene bisognerebbe provare a parcheggiare la macchina verso le 10 del mattino. Non c’è verso di trovare un posto e non sia mai che ti venga in mente di usare gli intoccabili parcheggi riservati al personale FS perennemente sottoutilizzati.
È una stazione desolatamente vuota a dispetto delle proprie potenzialità: facilmente raggiungibile, spaziosa, con numerosi posti auto che potrebbero essere messi a disposizione. Conosco persone di Sanremo che preferiscono prendere il treno da Taggia: complice il parcheggio della stazione matuziana che è stato chiuso subito dopo l’inaugurazione e quel meraviglioso tunnel di 400 m che separa l’ingresso dai binari.
Nonostante questo la stazione di Taggia continua ad essere trattata alla stregua di una fermata sfigata in disuso: tabelloni non funzionanti, informazioni (anche cartacee) sull’orario dei treni mancanti, spazi commerciali desolatamente vuoti, Intercity che ne ignorano l’esistenza.
Ieri l’ultima mazzata: la biglietteria funzionerà solo part-time.
Qualcuno, da qualche parte, si diverte a vedere l’aurelia brulicare d’auto…
[...] Ma dunque, siccome di storia si tratta, ecco i fatti, ripassiamo un po’. Antonio Gramsci aveva vicino, nell’ora fatale, la cognata Tania. La quale, nelle lunghe lettere alla famiglia e all’amico Piero Sraffa – visto il carattere privato delle missive – non avrebbe certo taciuto un dettaglio così importante (per gli storici e per i tempi). Non solo: già dieci anni prima di quelle antiche smentite, nel 1967, Arnaldo Nesti, professore dell’Università di Firenze aveva incontrato in Svizzera le suore addette al capezzale di Gramsci (suor Linda, suor Maria Ausilia e, una certa suor Palmira, ri-perbacco), oltre al sacerdote che si recava ogni giorno da Gramsci morente. E nessuno di loro accreditò la tesi di una conversione. In più, rivelano gli storici più attenti, tra le rivelazioni della cognata Tania c’è anche quella relativa a una precedente malattia di Gramsci (nel ’33, quattro anni prima della morte), durante la quale lui le chiese di vigilare, che nessuno gli mettesse in mano santini durante il delirio, o lo comunicasse in stato di incoscienza. Insomma, niente trappoloni per il compagno Gramsci, era lui il primo a dirlo. Nel momento fatale Tania cacciò suore e preti.
Si potrebbe continuare, le testimonianze sono numerose e univoche, e insomma, se è di storia che stiamo parlando, la storia finisce qua. Oltretutto Gramsci fu cremato, cosa che non sarebbe avvenuta in caso di conversione,…
[Alessandro Robecchi sulla presunta conversione di Gramsci]
Serenamente analizzata la situazione politica, sentiti con un piccolo sondaggio svariati amici elettori democratici, valutata la situazione economica, ecco una semplice ma decisiva conclusione: Bibì e Bibò hanno rotto i coglioni. E’ dal 1994 che assistiamo al trionfo di Berlusconi Silvio, ed è da allora, e pure da prima, che nel maggior partito della sinistra italiana Bibì e Bibò si fanno i dispetti come all’asilo. [...]
[Serena analisi di Alessandro Robecchi della situazione politica attuale]
Dopo l’analisi del problema non può mancare anche una proposta di soluzione:
PIJATEVE, SFONNATEVE, CORCATEVE MA POI BASTA [Grazie a Zoro]
Pare che in Venezuela Chavez si difenda dall’infamante accusa di trasformare il paese in una repubblica italiana.