- La discarica in Valle Oxentina avrebbe un’alta “accettabilità sociale”;
- la mancata realizzazione dello svincolo autostradale di Cipressa ha impedito la scelta di Ponticelli (in realtà non è mai stato nei piani di Autofiori);
- l’adeguamento della mulattiera che conduce al Vallone dei Morti costerebbe solo 3 milioni di euro;
Queste ed altre sono le fantasiose motivazioni che hanno portato l’ATO rifiuti a scegliere il Vallone dei Morti come sede della futura discarica di servizio.
Questi ed altri sono i punti che saranno rimessi in discussione nel ricorso al TAR che è stato presentato dal comune di Badalucco.
IL CAMBIAMENTO di rotta della Provincia, che ha portato in extremis alla scelta del Vallone dei Morti (in valle Oxentina, nel territorio di Badalucco) come sede della futura discarica di servizio per i rifiuti – per tutto il territorio provinciale –, è frutto di «una procedura illegittima, viziata da eccesso di potere e illogicità», non sostenuta da «seri motivi tecnici», ma basata solo su «un calcolo di convenienza politica», in cui Badalucco e la valle Argentina fanno la fine del «vaso di coccio tra quelli di ferro».
E’ durissimo verso l’amministrazione provinciale, e in particolare il suo presidente Gianni Giuliano (Forza Italia), il ricorso al Tar elaborato dall’avvocato Giovanni Gerbi di Genova – per conto del Comune di Badalucco, nella persona del sindaco Augusto Giovanni Boeri – per ottenere l’annullamento delle delibere con cui l’Ato (l’assemblea dei Comuni della provincia) dei rifiuti e il Consiglio provinciale hanno individuato il Vallone dei Morti.
Di conseguenza, viene chiesto anche l’annullamento della gara d’appalto per la progettazione realizzazione della discarica e dell’impianto principale di separazione dei rifiuti (localizzato a Colli, nel territorio di Taggia). Un’operazione da 277 milioni di euro, per vent’anni.
L’avvocato Gerbi ricostruisce tutto il percorso del Piano provinciale dei rifiuti, rilevando che nella prima versione per la discarica di servizio erano stati ritenuti idonei sei siti (tra cui il Vallone dei Morti), salvo poi optare, nel 2007, per quello di Ponticelli, prima non ricompreso. E rileva che già l’iniziale inserimento del Vallone dei Morti non appare «giustificato»: per il valore ambientale della zona e la presenza delle vicine sorgenti dell’acquedotto e soprattutto perché «è stato fantasiosamente assegnato al sito il punteggio più alto alla voce “accettabilità sociale”», rilevando cioé che quella collocazione non avrebbe sollevato eccessive proteste.
L’avvocato Gerbi cita un intervento di Giuliano, in una riunione dell’Ato del 2007, in cui di fronte al dissenso di Imperia su Ponticelli sottolineava che «la scelta è stata dettata da aspetti puramente tecnici». E da lì parte per contestare il modo in cui si è arrivati invece a cambiare rotta e a scegliere la valle Oxentina. Sostiene il ricorso: «La politica ha avuto il sopravvento sulla tecnica e sul principio di legalità». Viene contestato il fatto che il presidente della Provincia si sia richiamato a motivi di viabilità, perché «l’Autofiori ha rinviato “sine die” l’apertura del casello di Cipressa», per cui il traffico dei camion della spazzatura verso Ponticelli si sarebbe riversato sull’Aurelia.
Obietta l’avvocato Gerbi: «Non è mai esistito alcun atto dell’Autofiori sulla realizzazione della svincolo; e la scelta di Ponticelli non è stata mai legata a una simile condizione!».
Ancora, il ricorso rileva che la scelta del Vallone dei Morti è stata compiuta nel novembre scorso «in tutta fretta, con una convocazione illegittima (nell’ordine del giorno) dell’Ato, senza un confronto con le amministrazioni comunali interessate, «alla faccia della trasparenza, della partecipazione e
delle regole!».
Per Gerbi sarebbero «pretestuose» le giustificazioni con cui è stato infine scartato il sito di Ponticelli: «E’ stato detto che interessava una vicina cava di pietra, che sarebbe stato appena sufficiente, e che investiva “il campo visivo” di alcune abitazioni…». Infine, il ricorso evidenzia che la scelta dell’Ato è stata molto controversa, visto che «23 Comuni hanno votato a favore, 11 contro e 10 si sono astenuti, mentre 22 erano assenti»; e che appare «poco credibile» la spesa di 3 milioni stimata per rifare i 6 chilometri della strada provinciale Badalucco Vignai, per renderla percorribile dai camion della spazzatura.
[Claudio Donzella sul Secolo XIX del 28 gennaio]

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