Continuo ad indagare sulla sentenza della Corte Europea sul CDR (combustibile da rifiuto) italiano.
Oggi ho letto questo:
Erano balle e tali sono, finalmente l’europa condanna la fantasia italiana che aveva preteso di definire il CDR ( combustibile dai rifiuti) una sorta di sottoprodotto e quindi sottoposto alla legge del mercato. Ora non vale chiamarlo di qualità ( CDR-Q) è sempre rifiuto. E neanche costituisce il risultato di un recupero completo di rifiuti.
[potete trovare qua l'originale ...]
Ricordo che il CDR di qualità è quello che si propone di produrre nel futuro impianto di Taggia. Se questo non è più commercializzabile e non può più essere considerato punto di arrivo di un ciclo di smaltimento dei rifiuti, cosa ci aspetta?
