Dopo il pasticciaccio fatto dagli amministratori provinciali che ha determinato l’invio di un commissario ad acta di nomina regionale, la preoccupazione più forte è che anche il sito destinato a ospitare la discarica di servizio troverà la sua collocazione nel nostro territorio comunale. La richiesta di convocare la Commissione va nel senso di individuare in maniera più costruttiva e il più possibile condivisa tutte le contromosse ancora possibili per tentare di salvare il salvabile.
Quello che si sta profilando oggi come probabile futuro è però lo scenario che avevo paventato nel corso di un consiglio ormai lontano nel tempo. Così Taggia rischia di vedersi assegnata l’intera parte terminale del ciclo dei rifiuti (impianto, digestore e discarica) senza, a mio avviso, avere ancora ricevuto né precise garanzie sul tipo di impianto, sui costi, sui tempi di realizzazione, sull’impatto ambientale, né legittime contropartite. La maggioranza pose delle condizioni che richiedevano all’Ato l’assunzione di impegni, condivisibili e lodevoli, ma lo fece in maniera debole e per nulla vincolante. Impegni che peraltro sono stati disattesi negli ultimi atti varati dall’organismo provinciale prima della nomina del commissario, senza che la nostra maggioranza abbia fatto sentire la propria risentita reazione. D’altronde il problema è territoriale, il comprensorio di Imperia e il suo bacino elettorale non si toccano.[Massimo Bolla]
[Fonte Secolo XIX del 24 febbraio 2009]

