
CDR
La provincia de La Spezia ha da tempo costruito e attivato un impianto di produzione di C.D.R. (combustibile derivato da rifiuti) per smaltire i rifiuti: in pratica la stessa soluzione a cui sembra volersi affidare la provincia di Imperia.
La difficoltà registrata nell’attivazione dell’impianto e nella ricerca di un luogo per l’incenerimento delle ecoballe ha causato un considerevole aumento della tassa sui rifiuti (a fronte di una promessa di riduzione).
[...] Il 28 febbraio sono stati depositati nella segreteria generale del Comune gli atti al bilancio di previsione 2009 che dovrà essere discusso e approvato dal consiglio comunale entro il 31 marzo ma, tra la documentazione, non c’è la proposta di deliberazione sull’approvazione del piano finanziario del triennio 2009-2011 relativo alla “Tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani”. Non c’è per un motivo molto semplice. Dati i ritardi e gli intoppi giudiziari che hanno coinvolto l’impianto di Saliceti , la Tia contemplata dal bilancio 2008 non è più giudicata conveniente da Acam Ambiente che deve portare a smaltire il cdr (combustibile da rifiuti) a Isernia, con un conseguente aumento dei costi. Risultato, la “tassa sulla spazzatura” – come la chiamano gli spezzini – aumenterà presumibilmente intorno al 13%-15% rispetto agli importi attuali. Come si ricorderà, il piano tariffario Tia del bilancio 2008 prevedeva che, grazie all’entrata in vigore di Saliceti, la tariffa sarebbe stata ridotta di 600 mila euro all’anno (circa il 6%) nel 2008 rispetto al 2007 così come nel 2009 mentre, nel 2010, la riduzione sarebbe stata intorno al 4%.
Dal marzo dell’anno scorso a oggi, però, sono successi due eventi che hanno scombinato il piano. Il Consiglio di Stato ha decretato l’illegittimità dell’iter autorizzativo di Saliceti facendo slittare i tempi di entrata in funzione dell’impianto che ha cominciato a produrre cdr al 50% soltanto da gennaio 2009 a cura di Veolia che l’ha in gestione. In secondo luogo, il contenzioso giudiziario tra Acam Ambiente e Ladurner spa, la società di Bolzano che ha contestato l’importo previsto dal contratto del 2004 per il trasporto e la valorizzazione del cdr (49,59 euro a tonnellata) chiedendone l’adeguamento. Ora Acam deve portare il cdr prodotto a Saliceti a Isernia, con una spesa di 154 euro a tonnellata, comprensivi di produzione (20,37 euro), trasporto e valorizzazione (133,63 euro). Di qui un aumento della Tia a scapito, ovviamente, delle tasche dei cittadini-contribuenti. [...]
[Fonte Secolo XIX - Leggi l'originale]
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