Il bue che dice?
Scritto da oggianni il 18 giugno 2009 in Segnalazioni

Non è casuale che l’avvocato (Giommaria Uggias, ndr) che difende Zappadu sia un eurodeputato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. C’è una doppia veste – avvocato e parlamentare – che non si dovrebbe confondere.

[Parola di Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi]



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  • Niente altro per ora
Distanti saluti
Scritto da oggianni il 17 giugno 2009 in Segnalazioni, multimedia

ROMA – Il fotogramma era eloquente ma parziale: il braccio teso, la mano dritta a punta, il corpo fermo, gli occhi fissi nel vuoto. Intenso e partecipato. Il video, che potete guardare su repubblica.it, raccoglie in un modo ancor più emozionante la scena immortalata dal reporter della Gazzetta di Lecco alla festa dell’Arma dei Carabinieri. Tra fasce tricolori e divise sull’attenti, Michela Vittoria Brambilla, neoministro per il Turismo, tende dinamicamente a sopravanzare il corteo istituzionale irregimentato ma piuttosto moscio e allunga il braccio fino a farlo puntare quasi al cielo. “Fa ridere soffermarsi sull’angolazione del mio gomito”, commentò alla vista delle foto. Al video, che pure ha potuto visionare, ha deciso invece di rispondere col silenzio.

C’è da dire che l’angolazione ricavata dal film esprime compiutezza e aderenza ai criteri guida del saluto romano: braccio destro teso avanti-alto con la mano tesa aperta leggermente inclinata in alto rispetto all’intero braccio. Ridefinita così la posizione, e rivisto ancora il filmato, tutto sembra al suo posto, perfettamente in linea con la storia e – evidentemente – il primo amore. Il braccio disteso, gesto pieno e consapevole. Insomma, sembra fascistissimo.

E, se sono esatte le ricostruzioni familiari, parecchio fascista pare anche il gesto del papà che dallo stesso palco, ma dal lato opposto della figliola, ha reclamato a sé lo stesso saluto, e l’ha mostrato con medesima forza e uguale emozione. Tutti e due un attimo prima con la mano sul cuore, anche qui tutto perfetto, e un attimo dopo, appena alla fine dell’inno di Mameli, come sapete. Sembra che Brambilla faccia buon uso, diciamo così, del saluto fascista. Una deputata del Pd, Lucia Codurelli, giura che il ministro lo scorso 29 maggio avrebbe concesso il bis durante un raduno a Varenna, in provincia di Lecco, di persone in camicia nera. Non è vero. La Brambilla in quell’occasione vestiva uno splendido tailleur turchese. Qualche camicia, forse forse, solo sullo sfondo. Ma non c’è prova documentale. E la foto immortala la mano del ministro sul petto. Lì si ferma.

Finora, purtroppo o per fortuna, Michela Vittoria Brambilla si era conquistata la fama di essere una vulcanica donna del fare. I circoli della libertà, migliaia e migliaia, figli della sua intraprendenza. E anche la tv delle libertà, le telecamere, un partito nel grande partito di Berlusconi. Due anni di fuoco, molte presenze a Porta a porta, tutte con i tacchi e parecchie con le autoreggenti. Ancora un fotografo, ancora uno scatto, e le sue calze e anche i suoi slip sono divenuti oggetto della narrazione.

Poi i circoli si sono sciolti, la tv è stata chiusa e la Brambilla si è messa in pantaloni. Quando sembrava che le gambe stessero a posto e anche i piedi piuttosto comodi nei sandali con le zeppe, ecco le mani, anzi la mano destra aperta e tesa, trasgredire. Un perfetto saluto romano, tecnicamente ineccepibile, e un segno, se vogliamo, anche al decoro che Trilussa sempre ci fa ricordare: Quanno dai la mano a uno te po’ capità de strigne dè no zozzone o de’n ladro. Perciò salutamose tutti alla romana: se vorremo ancora bene, tenendosi a distanza!

[fonte Repubblica.it]



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Due morti sul lavoro al depuratore della Se.Com.
Scritto da oggianni il 15 giugno 2009 in Rassegna stampa

Due operai che stavano lavorando all’interno del depuratore di Riva Ligure sono morti dopo essere caduti all’interno di una vasca di depurazione delle acque. La morte potrebbe essere stata causata dall’esalazioni provenienti dall’interno. Sul posto hanno operato vigili del fuoco, carabinieri, 118 e Croce Verde. L’intervento è stato reso difficile dai forti miasmi che provenivano dall’interno. Il personale sanitario è entrato della vasca munito di mascherine di protezione.

I due operai morti, Gianfranco Iamma, 36 anni di Genova, e Francesco Mercurio, 40 anni di San Biagio della Cima, facevano parte di una squadra di tre addetti della società C.I.E.M di San Biagio della Cima, specializzata nella pulitura di depuratori. Secondo una prima ricostruzione sembra che i due siano entrati nel depuratore sprovvisti delle protezioni di sicurezza ed abbiano raggiunto la vasca delle acque reflue. Qui avrebbero perso i sensi a causa della rarefazione dell’ossigeno e dell’alta percentuale di anidride carbonica nell’aria. A dare l’allarme è stato il terzo operaio della squadra, rimasto all’esterno dell’impianto.
E’ stato recuperato uno dei corpi dei due operai morti oggi in un impianto di depurazione a Riva Ligure, sulla sponda destra del torrente Argentina, al confine con Arma di Taggia. Proseguono le operazioni di recupero dell’altra salma. I due cadaveri saranno lavati e poi ispezionati dal medico legale sul posto. L’operaio intossicato è stato invece trasferito in ambulanza in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Sanremo.

La C.I.E.M. lavora per conto della Secom, società pubblica che gestisce gli impianti di depurazione di 8 comuni dell’Imperiese. La squadra che stava lavorando al depuratore di Riva Ligure dove oggi sono morti due operai era composta da quattro persone: un terzo operaio che ha cercato di dare soccorso ai due colleghi, sembra gettando loro dei salvagente, è rimasto intossicato ed è stato portato via in ambulanza. Un quarto operaio era invece rimasto fuori dall’impianto, per manovrare le condutture di scarico. Sul posto sono arrivati il sostituto procuratore Francesco Pescetto che sta valutando la possibilità di porre sotto sequestro parte dell’area ed il medico legale. Sono presenti inoltre i tecnici dell’antinfortunistica della Asl.

Il racconto dell’operaio tunisino sopravvissuto

“Stavamo lavorando nei pressi della vasca, uno dei miei due compagni è sceso qualche scalino per spostare la pompa idraulica che non prendeva bene e si è sentito male. L’altro è intervenuto per aiutarlo ma si è sentito male anche lui”: trema ancora la voce dell’operaio tunisino Mohamed Abidi, il terzo dipendente della CIEM presente sul posto, nel raccontare quello che è accaduto oggi nella vasca di depurazione di Riva Ligure. “Ho lanciato loro i salvagente – prosegue Abidi – e poi sono corso a dare l’allarme”. Sul posto sarebbe poi intervenuto un quarto uomo, un dipendente della stessa ditta, che è stato colto da malore e trasferito in ambulanza, in codice giallo, al pronto soccorso dell’ospedale di Sanremo. Intanto presso l’impianto di depurazione sono arrivati i parenti dei due lavoratori morti, che tra l’altro sarebbero tra loro cognati. Uno di questi, in particolare, sarebbe figlio di un dipendente della stessa ditta.

[articolo di Fabrizio Tenerelli e M. Guglielmi tratto da Riviera24]

Ai familiari e ai compagni di lavoro delle vittime porgiamo il nostro cordoglio.



Vedi anche:

Tutto torna
Scritto da oggianni il 14 giugno 2009 in Resistenza umana, Segnalazioni, multimedia

Ora tutto quadra! Ci sono le risposte alle dieci domande di Repubblica. E tutto torna. Come in Lost…

[fonte Kook.it]



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Cosa non si fa per un voto in più?
Scritto da oggianni il 13 giugno 2009 in Resistenza umana, Segnalazioni, multimedia



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