Cancelli sbarrati e discarica di Ponticelli chiusa al conferimento dei rifiuti da questa mattina. Come annunciato la scorsa settimana dalla proprietà, per voce del presidente Davide Bianchi, “la misura è colma”: sia sulla collina a fianco di Poggi dove ha sede la centrale, ma anche presso la sede sociale al Grattacielo Doria. Autorizzazioni a rilento, nuovi lotti da mettere a regime e un clima di persecuzione lamentato dall’azienda , hanno minato gli umori dei soci di Ponticelli al punto che da oggi la discarica chiude. E tale resterà la situazione per almeno un paio di settimane. Significa che i comuni costieri associati, da Cervo a Taggia. e che facevano capo alla società imperiese, dovranno dirottare i mezzi carichi di rifiuti a Collette Ozzotto, sulle alture di Arma di Taggia.
«È una situazione transitoria che credo, per via della nostra disponibilità ad abbreviare il più possibile i tempi e per disponibilità della proprietà a mettersi in regola con le prescrizioni richieste dall’Arpal, avrà termine tra una ventina di giorni al massimo – afferma Alberto Bellotti, assessore provinciale all’ambiente – Nel frattempo, come per mesi Ponticelli ha accolto i rifiuti di Sanremo, così riuscirà a smaltire Collette Ozzotto per un paio di settimane. Certo è che non appena Ponticelli sarà a norma con la realizzazione del nuovo lotto e con le autorizzazioni necessarie, nulla vieterà più l’apertura».
Nel senso che non ci saranno più scuse per tenere chiuso.
Pericoli anche per l’aumento che potrà subire il costo dell’operazione per le amministrazioni comunali con possibili ricadute sulle tariffe per i cittadini. «Credo che ciò non avvenga, ci accorderemo con i Comuni per trovare una formula che non implichi aumenti – spiega ancora Bellotti – È nostra intenzione far fronte, vista la transitorietà, a questo imprevisto. A patto che Ponticelli, una volta in regola, riapra». La vicenda è sfociata in un braccio di ferro, tra Ponticelli e enti pubblici. Disputa che per ora vede penalizzata una ventina di famiglie di dipendenti. Questa mattina alle 9 saranno davanti al municipio di Imperia per protestare, poi alle 10 si trasferiranno in Provincia.
«Non crediamo che Collette Ozzotto possa assorbire tutto ciò che non può conferire a Ponticelli – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali della Uil – Abbiamo seri timori che questa situazione sia al limite e che i rischi e i sacrifici finiscano tutti sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini. Vogliamo tornare a lavorare nella nostra azienda e al più presto per garantire il nostro salario e il servizio. Mosse strategiche e politiche, ritorsioni o persecuzioni, non hanno un senso visto che trentacinque dipendenti ora stanno rischiando il loro posto di lavoro».
La miccia, ricordiamo, si è accesa lo scorso fine settimana, quando la società ha convocato una conferenza per annunciare la chiusura entro l’11 giugno, Una storia davvero travagliata quella della Ponticelli, dove gli “impasse”, i problemi di smaltimento e quelli giudiziari si sono avvicendati nell’arco di 35 anni di storia. Dal 1974 sino alla metà del 2008 con un’escalation di problematiche (soprattutto causate da continue ispezioni da parte di Arpal, Guardia forestale, Polizia giudiziaria, Noe) avvenute recentemente. «Una persecuzione» l’ha appunto definita Pierpaolo Pizzimbone.
[fonte Secolo XIX]
