Castelli di sabbia

Scritto da oggianni il 9 luglio 2009 in Segnalazioni

sandcastle

1, 2 e 4. La regola generale per ottenere una corretta miscela di calcestruzzo è 1:2:4; ovvero 1 parte di cemento, 2 parti di sabbia e 4 parti di ghiaia.
Nelle scuole per geometri la insegnano al terzo anno, ingegneri e architetti la conoscono a menadito. I muratori con più esperienza usano le palate come metro di riferimento ma sanno che la proporzione è quella.
Dei tre ingredienti il più costoso – va da sé – è il cemento. Gli impresari lo sanno bene e sanno che se la quantità di cemento viene leggermente ridotta, mettiamo di un 10%, il risparmio va tutto a beneficio del proprio profitto. Può servire quando per vincere una gara d’appalto pubblica si fanno dei ribassi eccessivi e i ricavi non bastano a coprire le spese.
Qualcuno dirà che è il capitalismo bellezza e che questo è il migliore dei mondi possibili!
Bene, nel migliore dei mondi possibili, qualcuno ha pensato bene di risparmiare sul cemento utilizzato per i pilastri delle scuole elementari di Arma (leggi). Ma non un pochino: la resistenza a compressione del calcestruzzo – che a regime dovrebbe essere di 250 kg/cmq – è stata misurata, durante una verifica antisismica, in 70 kg/cmq. Praticamente un castello di sabbia che nei modi di dire comuni non passa certo come esempio di solidità e durevolezza.
Spero che il profitto maturato sia stato impiegato per qualcosa di utile: magari far studiare i propri figli in un’ottima scuola privata non sia mai che quella pubblica crolli da un momento all’altro.



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Un Commento

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