F.A.Q. sul Piano Casa della Regione Liguria
Scritto da oggianni il 21 ottobre 2009 in Cementificazione, Documentazione, Edilizia

casetta

Il cosiddetto “Piano casa” è quel mostro urbanistico/edificatorio partorito lo scorso anno dalla mente di Berlusconi per rimettere in moto l’economia. Ancora una volta a spese del già martoriato paesaggio. Il “Piano” si inserisce in un modo di edificare che nega il concetto di pianificazione allo stesso modo della Legge Regionale di Recupero dei Sottotetti o la Legge Regionale di Recupero dei centri storici. Cioè stabilisco che si possa costruire e quindi insediare nuovi abitanti indipendentemente dalla zona (agricola, centro storico?), dal paesaggio (vincolato?), dai rischi (geologici, idrici, sismici ?) e così via; cioè indipendentemente da tutte quelle premesse proprie di una buona pianificazione.

Abbiamo detto che il “Piano Casa” parte da un input statale ma aggiungiamo che sono le Regioni ad avere la competenza in materia di Urbanistica e Territorio per cui l’ultima parola spetta a loro.

Questi giorni rimbalza su molti blog e sulla carta stampata l’allarme sul piano casa che la Regione Liguria si appresta ad approvare. Si parla di ampliamenti in deroga agli strumenti urbanistici che possono arrivare al 60%. Si parla di nuova colata di cemento. Si parla di colpo di grazia ad un territorio già provato da diverse scorrerie speculative.

Bene. Abbiamo letto la bozza del Piano Casa approvata dalla VI Commissione regionale e che verrà presto votata in consiglio, e possiamo offrire una sintesi lucida sotto forma di FAQ (Frequently Asked Questions).

FAQ Piano Casa Liguria

  1. Sono l’erede di una famiglia di speculatori degli anni ‘60. Possiedo una palazzina di appartamenti ad Arma di Taggia. È vero che posso ampliarla sino al 60%?
    No. L’articolo 3 dell’approvanda legge limita l’applicazione ai soli edifici a destinazione residenziale (almeno prevelente) “non eccedenti la volumetria massima di 1000 mc“. Vale a dire al massimo una villa da 300 mq.
  2. Ah.. Ora che ricordo possiedo anche una villa di 200 mq, circa 600 mc. Quella allora posso ampliarla del 60%?
    No. L’ampliamento si applica a scaglioni progressivi. 30% per i primi 200 mc, 20% dai 200 ai 500 mc, 10% per la restante parte. Nel suo caso l’ampliamento risulta dalla seguente operazione 0.30×200mc + 0.20×300mc + 0.10×100mc = 130 mc di ampliamento. Circa 40 mq.
    Come vede in urbanistica 30%+20%+10% non fa 60%.
  3. Anche se la villa è sul mare?
    Beh in questo caso bisogna vedere se la villa sorge su un terreno demaniale, in una zona ANI-MA a meno di 300 mt dal mare, in una zona SU o CE del Piano Pesaggistico, in un Parco. In nessuno di questi casi può ampliare la sua villa.
  4. E se la villa è vincolata?
    Neanche in questo caso. E non può ampliarla neppure se si trova in una zona dichiarata inedificabile anche successivamente.
  5. Uff… I soliti comunisti. Beh ho una casa in centro storico a Taggia. Almeno quella…
    Gli edifici inclusi nelle zone di piano definite Centro Storico sono escluse dall’applicazione del Piano Casa. Le anticipo la risposta successiva: anche gli edifici abusivi, ancorché condonati, possono essere ampliati.
  6. Sono un cittadino sensibile alle problematiche ambientali. Tempo fa mi trasferii qui dal Piemonte, attratto dalla bellezza delle coste liguri. Sono stanco delle continue violenze perpetrate al paesaggio da parte di speculatori senza scrupoli. È vero che il Piano Casa ligure è il peggiore d’Italia? Se è così mi trasferisco in Giamaica.
    Il Piano Casa della Regione Liguria recepisce parte delle direttive nazionali. Limita gli ampliamenti a edifici residenziali di massimo 1000 mc con ampliamenti scaglionati in decrescenza. Altre regioni consentono questi ampliamenti agli edifici non residenziali e agli edifici oggetto di condoni passati. La Liguria no. Altre regioni consentono gli ampliamenti in centro storico e in zone ad inedificabilità totale. La Liguria no.
  7. Sì ma l’ambiente cosa ne guadagna?
    Chi vorrà usufruire del Piano Casa dovrà contemporaneamente realizzare degli adeguamenti volti a migliorare la coibentazione della propria casa e a garantire un risparmio energetico. Un edificio che fosse definito incongruo rispetto al paesaggio potrebbe essere demolito e ricostruito altrove. Da non dimenticare il timido riferimento alla qualità architettonica. Inoltre viene concesso un ulteriore premio volumetrico a chi realizza degli adeguamenti antisismici.
  8. Ho letto sul blog di Beppe Grillo che qui è il solito “aumma aumma” tra destra e sinistra.
    Il decreto parte da un’iniziativa del governo Berlusconi e le diverse regioni lo applicano approntando le apposite Leggi Regionali. In Liguria è la maggioranza dal Centrosinistra a doverlo fare. Ciò non ha impedito all’opposizione regionale di Centrodestra di presentare una propria legge alternativa a quella di maggioranza e molti emendamenti che ne cercano di cambiarne la sostanza. Ad esempio il PDL propone ampliamenti sino al 40% e liberi cambi die destinazione d’uso. Propone che gli ampliamenti possano essere applicati a tutti i tipi di edifici anche quelli non residenziali. Propone libertà di frazionamento.
    Inoltre alcuni emendamenti alla legge di maggioranza propongono di innalzare il limite di applicabilità da 1000 a 5000 mc, di includere anche le destinazioni non residenziali o di aumentare la possibilità di frazionamento.
    Non proprio gli stessi obiettivi.
  9. Ma su diversi organi di stampa ho letto di scandalo della cementificazione in Liguria. È possibile che si sbaglino tutti?
    Guardi: qua c’è un documento ufficiale dove può verificare quanto le ho detto. A tutt’oggi mi è ancora ignota la fonte di chi ha parlato di ampliamenti sino al 60%.



Vedi anche:

Non toccare la donna bianca
Scritto da oggianni il 28 agosto 2009 in Cementificazione, Rassegna stampa

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Le azioni goliardiche devono aver sortito i loro effetti se mercoledì 26, sul Secolo XIX, un’intera paginata viene occupata per dire quanto è bello cementificare le spiagge per fornire approdi a ricchi diportisti.

Peccato che il giorno prima, sempre sul Secolo, si siano usate le seguenti parole per chiudere un articolo d’inchiesta sui porti della riviera ligure di Ponente:

Un recentissimo sondaggio commissionato dall’Unioncamere dice che i diportisti italiani e stranieri promuovono a pieni voti gli approdi liguri, per contro si rileva che i proprietari di barche e yacht utilizzino le strutture portuali come ricoveri invernali e punti di partenza per fare rotta altrove, senza che il turismo locale registri benefici degni di nota: soprattutto nel ponente, dove il numero degli alberghi è via via diminuito e le presenze sono ormai ridotte al classico mordi e fuggi.

[Porticcioli, Imperia conquista la leadership - articolo di Fabio Pin pubblicato su Il Secolo XIX edizione di Imperia del 25 agosto 2009]

A corredo dello stesso articolo era riportata la seguente tabella:

n_approdi_imperia

Cliccate sulla miniatura per leggere l’articolo completo:

XIX_250809_portimperia

Ed ecco gli articoli riparatori del giorno dopo:

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Vedi anche:

Battaglie creative a Ponente
Scritto da oggianni il 27 agosto 2009 in Cementificazione, Resistenza umana, Segnalazioni

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Dopo la prima edizione di Abusivissima (prevista per sabato 29 agosto) arrivano nuove iniziative goliardiche contro la cementificazione dei nostri mari. Ne scrive Marco Preve sull’edizione genovese di Repubblica del 25 agosto.

Yacht e cemento, gli sberleffi ambientalisti

Madonne dei Panfili e finti abusi edilizi in spiaggia: a Ponente la battaglia si fa creativa

Sabato, da mattina a sera, alla Galeazza la manifestazione “Abusivissima”

MARCO PREVE
Tra inaugurazioni, contro iniziative ambientaliste, raduni di yacht d´epoca e processioni laiche di protesta, Imperia si prepara a vivere una fine estate piuttosto movimentata. Al centro di tutti questi avvenimenti il porto, o meglio, i porti. Quello in avanzata fase di realizzazione (abusi edilizi a parte, visto che c´è un´inchiesta in corso sulla realizzazione di un capannone) a Porto Maurizio, e quello commerciale di Oneglia, ormai indirizzato anch´esso verso un utilizzo diportistico per pochi eletti.
Si comincia oggi alle 18, quando il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, con una camminata, inaugurerà in maniera informale il cosiddetto “Molo lungo” di Porto Maurizio. La banchina, seppur con un ritardo di due mesi, è stata rimodellata nell´ambito del progetto del nuovo bacino della Porto di Imperia spa (Francesco Caltagirone Bellavista, Beatrice Cozzi Parodi, imprenditori locali e il Comune), ed oggi è più ampia e ombreggiata da una fila di palme. Con il ministro ci saranno il sindaco Paolo Strescino, il direttore della società Carlo Conti e il presidente, Paolo Calzia che è anche segretario generale del Comune ed è uno degli indagati per le irregolarità edilizie legate al capannone modificato prima che la variante fosse approvata.
Proprio questa vicenda è lo spunto per la manifestazione “Abusivissima 2009″ che si terrà sabato, da mattina a sera, sulla spiaggia della Galeazza a Oneglia. I ragazzi del centro “La talpa e l´orologio” assieme ai giovani del Pd, dell´Arci e della Sinistra, realizzeranno un “abuso” con pezzi di cartone che verrà abbattuto alla fine della giornata.
Sull´altro fronte però, più che alle polemiche (d´altra parte il caso Imperia è sempre ristretto ai suoi confini, il centro sinistra non ha mai ritenuto di farne un caso nazionale), il mondo della nautica si prepara alle giornate dall´11 al 13 settembre quando a calata Cuneo di Oneglia si terrà il “Raduno dei Motoryacht d´Epoca”.
Ma proprio per in quei giorni potrebbe andare in scena una curiosa forma di protesta. L´idea, che parte da un gruppo di giovani che hanno contestato in vari modi (anche con interessanti documentari, come ad esempio quello realizzato da Zemia film sul golf di Castellaro) le molteplici iniziative di Beatrice Cozzi Parodi nel settore della nautica e dell´utilizzo del territorio, prevede una sorta di una processione laica da piazza Dante a calata Cuneo. E ad aprire il corteo, a mo´ di gonfalone, il fotomontaggio che vi proponiamo in questa pagina che ritrae una Beatrice Cozzi Parodi in versione “Nostra Signora dei Porticcioli” con tanto di panfilo in braccio. «E´ un´iniziativa goliardica che non vuole sconfinare nell´offesa o nell´invettiva» spiega Giacomo Revelli, uno degli organizzatori, giornalista e giovane scrittore nonché autore di un blog che si ispira a Calvino (www. baronirampanti. wordpress. com).

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Vedi anche:

Abusivissima 2009
Scritto da oggianni il 26 agosto 2009 in Cementificazione, Resistenza umana, Segnalazioni

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Qualcuno si è reso conto che, a scajolandia, per avere consenso devi aver costruito almeno un ecomostro in riva al mare.

Si rimedia sabato 29 nella spiaggia libera di Oneglia prima della Galeazza.

Prima edizione di Abusivissima. Mare, ciottoli, musica e capannoni abusivi da demolire a fine giornata.

Organizzano Giovani Democratici, Giovani Comunisti, Sinistra per Imperia, Con Imperia, Liberamente, ARCI ACPO, ARCI Guernica, Garabombo l’Invisibile, Collettivo studentesco il Bombarolo, La Talpa e l’Orologio.

Qua il programma completo:

abusivissima_programma_redux

Per saperne di più cliccate qui o cercate il gruppo omonimo su Facebook



Vedi anche:

Stampa rassegnata
Scritto da oggianni il 10 luglio 2009 in Cementificazione, Rassegna stampa, Segnalazioni

VOCE_DEL_PADRONE

Non volendo essere da meno, anche il Secolo XIX ha voluto pubblicare un articolo (leggi l’originale) in difesa dei bistrattati porticcioli. Questa volta il quotidiano genovese si è occupato del futuro porto di Ventimiglia:

“[...]Predisposto dallo studio di architettura Alborno di Bordighera e dall’ingegner Stefano Puppo, quello consegnato in Comune ed elaborato in ben 214 tavole, è un progetto completamente diverso da quello approdato all’esame della Regione nel lontano 2000. Con un bacino innovativo e completamente circolare, notevolmente ridotto nelle volumetrie e nell’impatto ambientale, almeno sulla carta è davvero un piccolo gioiellino. [...]

Il progetto rappresenta di fatto l’adeguamento alle prescrizioni dell’ufficio di valutazione di impatto ambientale della Regione. E l’unico rammarico, a questo punto, sono i lunghi tempi legati in parte ad un iter burocratico complesso.[...]“

Questa volta a fare il lavoro sporco di chi vuole far notare che un giornalista dovrebbe raccontare i fatti  separatamente dalle opinioni è giarevel:

“[...]E’ stata dura, ma ora il disegno definitivo del porto di Ventimiglia è finalmente pronto. Le 241 “sudate tavole” del progetto sono state consegnate in comune al sindaco Scullino: 430 posti barca per imbarcazioni medio grandi, tra i 12 ed i 50 metri. Sei moli per barche medio grandi. Quattro palazzine a due piani, per un totale di 44 appartamenti da realizzarsi al Funtanin, un parcheggio interrato con ascensore-metrò di sette fermate. Una zona di verde (artificiale) con mini-golf e giochi per i bimbi, un giardino pensile.

Le cifre le ho tratte dall’articolo uscito sul Il Secolo XIX domenica 5 luglio, in cui, estasiata, la giornalista definisce il tutto come “un piccolo gioiellino”. Una sapiente ridondanza, uno dei tipici artifici retorici che un certo tipo di scrivani lacchè della politica e dell’imprenditoria nostrana sa usare benissimo per minimizzare gli effetti devastanti delle loro speculazioni.[...]”

[continua a leggere l'originale...]



Vedi anche:

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