26 Febbraio: Incontro dibattito sul federalismo fiscale
Scritto da admin il 17 febbraio 2011 in Partito Democratico, Taggia

Segnaliamo un importante incontro-dibattito che si svolgerà a Sanremo il prossimo Sabato 26 Febbraio ore 10 presso l’Hotel Londra (in allegato trovi il manifesto dell’evento).
I temi del federalismo fiscale e delle sue possibili applicazioni negli enti locali e gli effetti sulla vita di ogni giorno, la posizione del Partito Democratico, sono di stringente attualità.
Tramite il Gruppo Regionale del PD, Giancarlo Manti ha organizzato questo evento pubblico, invitando in modo particolare a partecipare Amministratori e Consiglieri dei vari schieramenti, nonché forze produttive, sindacali, sociali.
La presenza come relatori di due persone esperte, come il Sen. Lusi che sta seguendo l’iter del provvedimento in comm.bilancio e come l’Assessore Reg. Rossetti che dovrà preparare la programmazione del federalismo e delle sue ricadute su territori e persone, fanno dell’incontro un importante momento di analisi e confronto.

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pd.taggia@gmail.com

Fonte: PD Taggia e Arma



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Una lettera dal segretario regionale Basso
Scritto da admin il 15 febbraio 2011 in Partito Democratico, Taggia

Genova, 14 febbraio 2011

Care democratiche, cari democratici,
l’Italia si sta risvegliando. Crescono il desiderio e la forza di accelerare il tramonto di una brutta stagione per il nostro Paese. Aumentano in ogni momento i liberi cittadini che si organizzano e mobilitano in una riscossa collettiva dell’orgoglio civico. Eravamo con loro nella manifestazione di sabato 5 febbraio al Palasharp di Milano, scandita dalle parole di Zagrebelsky e Saviano, e poi nelle tante piazze della manifestazione “se non ora quando?”, dove ieri abbiamo invocato, insieme a centinaia di migliaia di donne e uomini, le dimissioni del Governo e voluto promuovere un modello femminile diverso da quello imposto e simboleggiato dal berlusconismo.
Una richiesta di cambiamento che constatiamo anche  nelle  migliaia di presidi del PD in cui stiamo raccogliendo le firme per le dimissioni di Berlusconi. Una fila costante e sopra ogni attesa di persone pronte a mettere il proprio nome sulla lettera di licenziamento del premier.
È l’Italia che ha rotto il silenzio. Quella che vive sulla sua pelle la crisi economica e sociale. L’Italia che studia e che lavora. L’Italia dove mettere al mondo un bambino è un desiderio che troppo spesso rimane tale. L’Italia del volontariato e della cultura, della scienza e dei paesaggi.
Il PD è in prima linea per raccogliere queste voci. Pur senza nasconderci le nostre difficoltà, dobbiamo essere orgogliosi nell’affermare che noi siamo l’unico Partito sfuggito alla logica del leaderismo. L’unico capace di elaborare in modo partecipato programmi e soluzioni per il Paese. L’unico che ancora testimoni la passione di fare politica insieme.
Al termine di un percorso lungo e condiviso – preceduto dalle Assemblee nazionali di Roma e Varese – il PD ha approvato, nell’Assemblea nazionale dei primi di febbraio, gli ultimi tasselli della propria proposta programmatica. Una proposta declinata attraverso cinque parole, simbolo dell’alternativa al centrodestra: onestà, serietà, sobrietà, civismo, solidarietà.
Il lavoro, lo studio, lo stato sociale e solidale, la difesa dell’ambiente e della cultura, l’integrazione degli immigrati. Su ognuno di essi il Partito Democratico ha detto la sua, con proposte scritte a chiare lettere nei documenti ufficiali del Partito, dei quali trovate in fondo un elenco con i link alle pagine web corrispondenti. Sono la base di quel “Progetto per l’Italia”, fortemente voluto da Bersani, con cui ci candidiamo a realizzare un cambiamento che non si può più rinviare.
Adesso tocca a noi, ad ognuno di noi. Noi portiamo la responsabilità di far conoscere le proposte del  PD per il rilancio del Paese. La forza e la passione con cui siamo scesi nelle piazze, dobbiamo adesso metterle nello studio e nella diffusione delle soluzioni ai problemi che quelle manifestazioni hanno denunciato.
Dobbiamo essere in prima linea nel bloccare l’opinione – infondata ma diffusa dai media – per la quale il Partito Democratico non ha idee per il futuro. Per farlo siamo chiamati a informarci, studiare e diffondere le posizioni del PD nei luoghi di lavoro e fra le persone che quotidianamente frequentiamo, attraverso una propaganda fatta anche casa per casa, ufficio per ufficio e in ogni nostro presidio.
Mi auguro che tutti voi vogliate accettare un impegno che sarà tanto più facile da compiere quanto più numerosi saranno i volenterosi che lo realizzeranno.

Un caro augurio di buon lavoro,

LORENZO BASSO
segretario regionale PD Liguria

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Fonte: PD Taggia e Arma



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Liberalizzazioni: dal PD 41 norme ad effetto immediato
Scritto da admin il 15 febbraio 2011 in Partito Democratico, Taggia

Ecco la risposta Pd alla propaganda berlusconiana: 35 proposte, da discutere con gli italiani

Quarantuno norme ad effetto immediato e nessun altro show di propaganda. Questa è la risposta del Pd alla nuova mossa di Berlusconi che vuole modificare tre articoli della Costituzione per dare “una scossa per l’economia”. Per Bersani “qui non c’è nessuna scossa e nemmeno il solletico. Siamo davanti ad un insieme di norme astratte, calendari, rinvii a nuove norme. Insomma niente di concreto”.

L’azione del Pd è la prima risposta alla nuova campagna mediatica con cui, questa mattina, il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale recante modifiche agli articoli 41, 97 e 118, comma quarto, della Carta sulla libertà di impresa e ha approvato il decreto sugli incentivi.

Il governo pensa di risollevare l’economia con incentivi pari all’1,5 del Pil. “Se arrivano all’1,5% prendo il saio – ha continuato il leader del Pd – e vado ad Arcore a piedi. Con le manovre proposte non smuovono neanche l’0,15% del Pil”. C’è un profondo senso di amarezza perché mentre il governo fa propaganda, la situazione per il Paese si fa critica nella stagnazione economica, nei problemi di occupazione e nelle difficoltà del sistema impresa.

“La modifica dell’Articolo 41 della Costituzione è solo una misura di distrazione. Un po’ come buttare la palla in corner. Questo articolo non ha mai impedito misure di semplificazione, di liberalizzazione o manovre di controllo ex post. Molto meglio realizzare 41 norme ad effetto immediato. Oggi ne proponiamo 35 e chiediamo a chiunque abbia un’idea di interloquire con noi in rete per una mega lenzuolata di 41 norme in una sfida reciproca”.

“Gli incentivi? Sono norme ornamentali ovvero concetto che non provocano nulla e non aggiungono nulla alla legge Bassanini o alle liberalizzazioni introdotte dalla legge Bersani. Anche qui nessun rilievo pratico così come gli incentivi per il Sud: un calendario, un timing”.

“Quella di Berlusconi è solo un’operazione di distrazione fallita dove resta inevaso il tema delle politiche economiche. Senza processi di crescita si rinvia il problema della stabilità. Ha protratto propaganda oltre un segno minimo di credibilità”.

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Ecco le proposte del Pd

L’Italia ha bisogno di una nuova stagione di liberalizzazioni, intesa in senso ampio e molteplice. Ciò vuol dire: aprire alla concorrenza mercati chiusi o in regime di monopolio; dare più potere e libertà ai consumatori nei mercati caratterizzati dalla presenza di forti operatori; ridurre le barriere di accesso a categorie economiche e professioni; dotarsi di Autorità di regolazione realmente indipendenti dal potere politico, sia nei settori dove già operano, sia in quelli in cui si è sprovvisti; rivedere la regolamentazione di alcuni settori di grande impatto sociale, in cui la liberalizzazione ha funzionato poco e male, prevedendo anche forme di intervento pubblico al fine di assicurare la fruibilità dei servizi ai cittadini a costi accessibili.

GLI OBIETTIVI

  • SERVIZI E PROFESSIONI PIÙ CONCORRENZIALI
  • PIÙ TUTELE E MENO COSTI PER I CONSUMATORI
  • MIGLIORI OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI
  • IMPRESA PIÙ LIBERA
  • INVESTIMENTI E OCCUPAZIONE DA SBLOCCARE

AMBITI DI INTERVENTO E PROPOSTE

VUOI DIRE LA TUA? LASCIA UN COMMENTO E PROPONI DI INTERVENIRE ANCHE IN ALTRI SETTORI.

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Fonte: PD Taggia e Arma



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Se non ora quando?
Scritto da admin il 9 febbraio 2011 in Partito Democratico, Taggia

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA: IMPERIA C’E’!
ORE 11 IN PIAZZA DE AMICIS PER DARE VOCE ALLE DONNE E AGLI UOMINI CHE DICONO NO A QUESTO MODELLO FEMMINILE E MASCHILE.
Ricordatevi di indossare la sciarpa bianca!!

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

P.S. La manifestazione è di tutti i cittadini, non ha colore politico! Non è gradita la presenza di simboli che riportino a partiti.

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pd.taggia@gmail.com

Fonte: PD Taggia e Arma



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Oltre Berlusconi con i nostri valori: onestà, serietà, civismo, solidarietà
Scritto da admin il 5 febbraio 2011 in Partito Democratico, Taggia

Bersani conclude l’Assemblea Nazionale e illustra i punti principali di quello che sarà il programma di governo del PD

“Non saranno parole di conclusioni ma un’introduzione all’ultima fase del nostro lavoro.Il progetto per l’Italia”. Così Pier Luigi Bersani ha introdotto la sue conclusioni dell’Assemblea Nazionale del Pd. “Abbiamo mostrato una strordinaria coralità nell’analisi e nella questione politica: il dibattito di questi due giorni ha mostrato grande emozione e tensione civile che non dobbiamo abbandonare. Noi siamo un partito di governo e lo dimostriamo sia nelle decisioni politiche sia quando diciamo parole non generiche sull’Italia che vogliano e che promettiamo di fare”

“Abbiamo arricchito le nostre proposte di contenuti che qui a Roma dovremo sintetizzare. I contenuti toccano a noi e non possiamo delegarli a nessuno:

L’Agenda del Paese. “Parliamo d’Italia. Berlusconi ha ribaltato l’agenda ponendo se stesso al centro. Noi non lo accettiamo. L’Italia al centro della nostra politica.

Il respiro del progetto. “Il nostro progetto e la sua lunghezza d’onda guarda il decennio appena finito ed il prossimo. Il decennio del berlusconismo ha aggravato i problemi economici e sociali. Abbiamo perso contatto con i paesi con cui stavamo volentieri in compagnia. Ormai siamo sotto la media dell’Europa dei 27 in molti aspetti fondamentali. In 2 anni ci siamo allontanati di 4 anni da Francia e Germania. La verità è stata occultata dal populismo berlusconiano. Noi dobbiamo dire la verità: questa è la chiave per rifiutare la chiave della rassegnazione, per costruire nuovi orizzonti e il futuro del paese. Nessuna favola ma una sfida positiva per il futuro.
L’arretramento del Paese è dovuto alla crisi democratica. L’inadeguatezza della politica del ghe pensi mi e del populismo ha deformato la visione del governo: un governo al servizio del breve termine, a servizio dell’interesse personale e non del generale”. Il distacco in Europa è altresì un distacco sociale e democratico. “Siamo arrivati alla politica dei trucchi. Organizziamo tutto il centrosinistra e affrontiamo il problema democratico e sociale.
Il tramonto berlusconiamo. “Ogni giorno si assiste ad un colpo contro i muri portanti della casa comune, contro il sistema delle regole. È giunto il momento per andare oltre. Guardiamo oltre Berlusconi. Rilanciamo il progetto europeo, sarà la finanza a pagare la crisi. I debiti non li devono pagare i giovani. Non lasciamo nessuna ipoteca sul loro futuro. Alleggeriamo il futuro e diamo nuove prospettive”.

Per Bersani i punti chiavi della ripresa sono la “riforma della Repubblica e un nuovo patto sociale per la crescita e lavoro”.

Quando si parla di riforma repubblicana si intende proteggere la nostra Costituzione, che è la più bella del mondo, attraverso la sua innovazione. Questo significa ridurre il numero dei parlamentari, superare il bicameralismo perfetto tra Camera e Senato, una riforma elettorale, la cancellazione delle leggi fatte per la cricca e della sicurezza fai da te. A questo rispondiamo: “lo si farà!”
Significa riformare la Pubblica Amministrazione a partire dall’incompatibilità degli incarichi, la trasparenza, la riduzione dei ministeri, del numero delle Province, l’accorpamento dei piccoli comuni, la riduzione dei raggiri e delle falsità…”lo si farà altro che brunetta!”.
Significa un nuovo sistema di diritti a cui dare la massima importanza: “un figlio di immigrati nato in Italia è italiano, le donne devono contare di più. Mettiamo le mani nella politica con il calore di una risposta civica e morale che non può essere tenuto in astratto”.

Il Patto per la crescita e il lavoro. “Produttività e competitività devono essere recuperate a livello di sistema. Se siamo il Paese che cresce meno, con i prezzi che crescono di più, chi ci sta marciando?
Stabilità e crescita devono darsi la mano. Basta con il tremontismo! Le diseguaglianze e ricchezza solo in mano dei pochi inibisce la crescita: occorre stringere la forbice di questa disuguaglianza. Meno stato e più società non è la ricetta. Devono darsi una mano”.

“Abbandoniamo l’idea dei tagli lineari, mettiamo il cacciavite nel sistema. Noi sappiamo come farlo. Oltre al controllo della spesa, il Pd rilancia sulla riforma fiscale dove abbiamo presentato il nostro progetto 20-20-20 legato ad una nuova fedeltà fiscale: una Maastricht del fisco che varrebbe almeno 50 miliardi di euro. Buone norme, tracciabilità, lotta al nero, atteggiamento vigoroso nei confronti dello stato e delle sue agenzie, il blocco totale e tombale di ogni condono.

“Parlaimo di lavoro. Lavoro unito nei diritti e nella sua rappresentanza. Un lavoro vulnerabile da proteggere con politiche positive per la crescita del welfare. Nessuna chiacchiera ma riforme liberali per lavoro, imprese, famiglia, giovani. Ma ricordiamo che nessun mercato può gestire la scuola e salute”.

“Riattiviamo gli investimenti mettendo le poche risorse a disposizione nel modo giusto. Così otterremo nuove risorse da investire. Nelle per le politiche industriali si deve fare maggiore chiarezza. Caro Marchionne vogliamo parlare solo di pause nei turni o per i 150 anni dell’Italia fai in tempo a spiegarci come intendi investire? Per noi le risposte sono economia verde, nuovi processi tecnologici e qualità. Non si fa politica industriale non con generici incentivi che fanno spuntare solo capannoni”.

“Il Nord si allontana dall’Europa e il Sud si allontana dal Nord. La novità deve venire proprio dal Sud: si parte da lì per dare credibilità ad una convincente ricostruzione dell’unità del Paese. Il Sud chiede riforme utili per sé stesso e per il Nord. Pieni diritti di cittadinanza, standard di servizi perché dove sta bene un cittadino, sta bene un’impresa. Il federalismo può essere una chiave importante, il federalismo non sono quelle 4 robette che ha scritto la Lega. Obiettivi di servizio, meccanismi perequativi, costi standard, sono cose che dovrebbero capire bene anche i leghisti. La lega con Bersluconi non può farlo il federalismo! Al Sud non è tutto da buttare: non lasciamo soli i giovani amministratori lo dobbiamo a Salvatore Vassallo. Dobbiamo fare una guerra micidiale all’analfabetismo di ritorno, investire su scuole tecniche, professori, contratto unico di ricerca, stop alle riforme dell’università fantasma!”

“La nostra è una sfida della modernità per tenere assieme diritti sociali e diritti civili, così ho sempre letto l’articolo 3 della Costituzione”.

“L’Italia non può essere più vecchia della sua democrazia, non può essere più vecchi degli italiani. Deve essere più giovane! Pronunciamo le parole essenziali, radicalmente alternative a Berlusconi: onestà, serietà, sobrietà, civismo, solidarietà.

“Riprendiamo queste parole e le mettiamo davanti al nostro mondo. Noi siamo un partito con valori civici, che sono il cuore del nostro progetto. C’è sottotraccia una forte esigenza di valori. Oltre l’umiliazione di questo periodo c’è l’Italia di domani e il Pd si mette con tutte le sue forze e tutta la sua unità si mette a servizio di questa Italia”.

[A. Dra da partitodemocratico.it]

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pd.taggia@gmail.com

Fonte: PD Taggia e Arma



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