Il ricorso al TAR contro la discarica di servizio non basta – lo sostiene Massimo Bolla, capogruppo del Centrosinistra nel consiglio comunale di Taggia – E’ giunto il momento di revocare anche la delibera con la quale la maggioranza ha dato l’assenso alla realizzazione dell’impianto provinciale di trattamento dei rifiuti nel nostro territorio comunale. E’ la delibera n. 132 del 24.04.2008, per la revoca della quale ho presentato una mozione da sottoporre al consiglio comunale.
Non solo le condizioni alle quali l’assenso era stata subordinato sono state bellamente disattese dalla provincia prima e dal commissario poi, ma, come è emerso nel corso dell’ultimo consiglio comunale, pur essendo i “padroni di casa”, siamo stati semplicemente ignorati su tutto. Che è peggio che essere scavalcati nelle decisioni. La logica del “io ve l’avevo detto” non mi appartiene e, francamente, oggi non serve a nulla.
Ci siamo accaniti per mesi in discussioni prima sull’opportunità di concedere l’assenso, successivamente sul posizionamento della discarica di servizio, nonché sulla scelta della tipologia di impianto. Personalmente ho presentato mozioni contro la soluzione CDR, ho richiesto l’istituzione di una commissione consigliare “ad hoc”, approvate dalla stessa maggioranza, ho presentato interrogazioni, nel corso delle quali si è evidenziato da parte di tutti gli attori del nostro consiglio senso di responsabilità e reale volontà di contribuire alla razionale soluzione di un problema provinciale.
Visto come stanno andando le cose, però, oggi, è arrivato di battere forte i pugni ed anche le scarpe, se è il caso, su tutti i tavoli competenti.
Si sta imponendo a Taggia di sacrificarsi per ospitare non solo la discarica di servizio, ma, ormai pare certo anche questo, anche un impianto che sta tra l’inutile ed il dannoso. La scelta del CDR (combustibile da rifiuti), infatti, come ho più volte cercato di fare capire in consiglio comunale, rende vana la raccolta differenziata, rappresenta la potenziale anticamera di un inceneritore, espone i cittadini a costi maggiori per il trasporto e lo smaltimento finale, dal momento che non chiude il ciclo dei rifiuti.
Si aggiunga che nello statuto del nuovo AATO acqua – rifiuti (che dovrebbe, tra l’altro governare la situazione impiantistica nel futuro), approvato anche da Taggia (con il mio voto contrario, ci tengo a sottolinearlo) non prevede neppure l’istituzione di un comitato tecnico di controllo sugli impianti, che rappresentava una delle precise condizioni alle quali l’amministrazione Genduso aveva subordinato il rilascio dell’assenso. Non solo, dunque, malgrado il senso di responsabilità dimostrato, ci viene negata la facoltà di scelta, ma anche quella di controllo. Direi che la misura è colma.
Come già sostenuto nel corso del consiglio di aprile scorso, ritengo che si debba ripartire dalla revoca di quella delibera. E’ un atto politico, è evidente, forse prima ancora che giuridicamente rilevante, ma renderebbe chiaro a tutti che il comune di Taggia non ci sta ad essere ignorato, non ci sta ad abdicare alla sua parte di sacrosanta sovranità, non ci sta ad appoggiare una politica dei rifiuti miope e sorda all’esigenze della cittadinanza.
Revocare la delibera non significherebbe avallare le posizioni di chi è pregiudizialmente contrario a qualsiasi tipo di soluzione, ma restituire ai cittadini la possibilità di una scelta consapevole da un lato e, dall’altro, porre le condizioni per avviare un confronto tecnico sul ciclo dei rifiuti provinciale nel suo insieme, che si concentri di più sugli aspetti di tutela, di funzionalità, di razionalità e modernità dell’intero processo.
[Massimo Bolla sulla revoca della Delibera]
Scarica il testo della mozione
Cosa diceva la Delibera di cui si propone la revoca?
La delibera n. 132 del 24.04.2008 è l’atto con cui la giunta Genduso decise di accettare la costruzione dell’impianto provinciale dei rifiuti sul proprio territorio. La costruzione, tuttavia, doveva essere subordinata al rispetto dei seguenti punti:
- 1. Che la Provincia di Imperia e tutti i Comuni della provincia componenti dell’ATO Rifiuti si impegnino formalmente e fattivamente per una politica determinata e forte orientata alla PREVENZIONE e RIDUZIONE dei rifiuti così come indicano le direttive nazionali ed europee. In modo tale da ridurre la quantità complessiva dei rifiuti prodotti e di conseguenza dei rifiuti da trattare e smaltire sia nell’ impianto dei Colli sia nella prevista discarica di servizio di Ponticelli. Al riguardo si devono stabilire obiettivi temporali e quantitativi opportunamente tarati realisticamente. Ad esempio una percentuale di riduzione da raggiungere entro il 2009, 2010, 2011 e così via fino ad una aspettativa coerente e sostenibile dai cittadini. Devono essere assunti impegni precisi e concreti per opportune misure e protocolli di sensibilizzazione delle realtà produttive e commerciali della nostra provincia e delle diverse componenti sociali della popolazione.
- Che la Provincia e tutti i Comuni dell’ ATO si impegnino formalmente e fattivamente per un forte INCREMENTO della RACCOLTA DIFFERENZIATA dei rifiuti secondo gli obiettivi fissati dalla 152/2006 e le cadenze temporali e quantitative indicate dalla stessa legge (così come ribadito dalla DGR della Regione Liguria del 17/1/08): 45% entro il 2008, 50% entro il 2009, 60% entro il 2011 e 65% entro il 2012. Occorrono misure chiare che prevedano in modo severo sanzioni per i Comuni che non rispetteranno le percentuali stabilite e che indirettamente potrebbero far sì che aumenti la quantità di rifiuti indifferenziati da trattare e da smaltire. All’uopo è necessario costituire una apposita commissione dell’ATO Rifiuti per la pianificazione di dettaglio ed il successivo monitoraggio a livello provinciale.
- Che nella commissione dell’ ATO rifiuti che dovrà predisporre il Bando di gara per la costruzione e la successiva gestione dell’impianto, venga inserito un CONSULENTE TECNICO indicato dal Comune di Taggia affinché venga verificata e rivista la tipologia di impianto di trattamento da realizzare ed il suo rapporto con le altre componenti della strategia generale di raccolta dei rifiuti.
- Che venga individuata una DIVERSA TIPOLOGIA DI IMPIANTO rispetto a quella prevista dal Piano Provinciale nel sito di Colli. Si ritiene infatti che l’ impianto di separazione secco/umido per la produzione di CDR possa essere integrato da un impianto di trattamento della frazione organica della RD per un opportuno recupero energetico (digestore anaerobico). A parte la necessaria tecnologia meccanica di separazione della parte secca da quella umida della quota di RSU indifferenziata, si considera necessario lo studio della possibilità di un trattamento della parte umida che possa permettere un recupero energetico e quindi un eventuale abbattimento dei costi finali per i cittadini. Nel caso del digestore anaerobico questo potrebbe concretizzarsi nel recupero di gas metano per la produzione di energia elettrica e di calore. Ciò a vantaggio dei cittadini della provincia e della comunità locale di Taggia. Inoltre si considera prioritario definire una tecnologia di trattamento che possa essere il più possibile integrata e completa e che possa ‘condizionare’ positivamente e virtuosamente i sistemi di produzione e di raccolta sul territorio e di tutti i Comuni della Provincia (ad esempio che possa motivare i cittadini ad aumentare la raccolta differenziata e a diminuire conseguentemente la parte indifferenziata).
- Che per il Comune di Taggia vengano previste ADEGUATE ROYALTIES di indennizzo per l’ onere ambientale (ricadute ambientali dirette e indirette, incremento del traffico veicolare, penalizzazione dell’ immagine e del flusso turistico, inquinamento atmosferico dovuto al maggior traffico, manutenzione viaria, ecc..).
- Che venga costituito un COMITATO TECNICO PROVINCIALE DI CONTROLLO, del quale anche il Comune di Taggia faccia parte, per le costanti verifiche sui parametri di impatto ambientale dell’impianto sulla zona e sul territorio circostante. Che vengano inoltre garantite misure di costante monitoraggio del funzionamento dell’impianto e dei suoi parametri di efficienza tecnologica, ambientale ed economica.
[Leggi la Delibera]
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