Rifiuti: no al commissariamento delle Province di Genova e La Spezia
Si è tenuta questa mattina la discussione sulle comunicazioni del presidente della Giunta Claudio Burlando in merito al commissariamento della Provincia di Imperia per inadempienze rispetto al piano dei rifiuti. La scelta è stata criticata dalle opposizioni che la hanno definita un atto prettamente politico non giustificato sul piano tecnico. A favore della scelta la maggioranza di centro sinistra. Il presidente Burlando ha rigettato le accuse e ironicamente ha detto che la nomina di un commissario ai rifiuti «toglie le castagne dal fuoco» al centrodestra che governa la Provincia dell’estremo Ponente. In quanto alla sospensione della delibera sull’ampliamento di Scarpino, Burlando ha detto che quest’ultimo va legato alla previsione di un nuovo impianto per i rifiuti a Genova. Al termine della discussione è stato respinto un ordine del giorno (primo firmatario Vincenzo Gianni Plinio, An) che chiedeva alla Giunta di commissariare per inadempienza nella gestione di rifiuti anche le Province di Genova e della Spezia.
Il DIBATTITO
Ad aprire gli interventi è stato Gabriele Saldo (FI) il quale ha individuato nel commissariamento di Imperia nel settore rifiuti «una chiara motivazione politica che prova ad incidere politicamente su una provincia che ha colore diverso rispetto a Giunta regionale. Lo dimostra il fatto che al commissario, il prefetto Romano, non vengono dati poteri eccezionali, ma ordinari. Quindi il commissario avrebbe potuto essere lo stesso presidente della Provincia. E poi la gara per la discarica è finalmente partita. Semmai il commissariamento andava attuato prima». Il capogruppo Forza Italia ha poi aggiunto:
«Burlando ha parlato di instabilità della discarica di Ponticelli, di rischi di sfaldamento: questa ipotesi non esiste, non ci sono stati movimenti del piede come evidenzia un rilevo satellitare di tre giorni fa. Ha parlato di inquinamenti prodotti dal percolato. E’ una impostazione allarmistica senza fondamento».
Luigi Morgillo (FI) ha detto che Burlando sulla questione dei rifiuti ha adottato due pesi, due misure: ha commissariato Imperia e non ha fatto nulla a Genova dove la differenziata è ai livelli più bassi del Nord Italia e non ha fatto nulla alla Spezia, dove l’impianto per il Cdr, costato milioni di euro ancora non funziona a pieno regime e dove il prodotto dell’impianto continua a finire in discarica.
Vincenzo Gianni Plinio (An) ha aggiunto che solo solo la Campania, al pari della Liguria, non ha un termovalorizzatore: «Se Burlando si fosse mosso sulla base di riscontri oggettivi, avrebbe commissariao Genova e La Spezia. Per porre rimedio, il centrodestra ha presentato un apposito ordine del giorno.
Franco Bonello (Unione a sinistra) ha accusato il centrodestra di «strabismo politico» ricordando: «Nel 2000 la gara d’appalto per l’impianto di smaltimento ad Imperia, fu annullata con motivazione bizzarra: perché le ditte che avevano partecipato non si erano dette disponibili a firmare protocollo con la quale si impegnavano a non fare ricorso al tar, nel caso non avessero vinto. Negli anni successivi approvato in provincia di Imperia sono stati previsti tre o quattro impianti per i rifiuti, termovalorizzatori a Mentone e a Savona, ma nessun piano è mai stato realizzato. Non c’è volontà di punire Imperia con motivazioni politiche, anzi, prevedendo queste accuse, ci si è mossi con grande prudenza, altrimenti gli estremi per il commissariamento c’erano già tre anni fa». Bonello ha ricordato che l’Unione europea ha sancito alcuni principi: non è consentito portare rifiuti all’estero, le discariche sono soluzioni obsolete e che occorre trovare soluzioni efficaci e sostenibili dal punto di vista ambientale. Un’impostazione che la Provincia di Imperia ha mancato di attuare».
Alessio Saso (An) ha aggiunto che finché ci sono le discariche difficilmente si trovano soluzioni diverse. «Finora il problema dello smaltimentio dei rifiuti in Liguria non l’ha risolto nessuno. Savona e Genova hanno una raccolta differenziata ridicola. La Spezia fa peggio perché fa Cdr che viene smaltito in discarica. Ovviamente la decisone di Burlando è anche politica e difficilmente avrebbe commissariato una Provincia della stesso suo colore politico. Sicuramente l’elemento che ha fatto traboccare il vaso è la previsione di una discarica di servizio nel Vallone dei Morti, in una zona ancora incontaminata. Tuttavia la scelta di commissariare è stata non intelligente e poco lungimirante».
Minella Mosca (L’Ulivo) ha detto che la scelta di commissariare Imperia era ineludibile per i ritardi accumulati nella realizzazione del piano dei rifiuti, un piano stremante sofferto con una gara, varata nel 2008 che individua un sito per la discarica di servizio a Badalucco, che non ha la compatibilità ambientale. L’altro motivo riguarda le due discariche autorizzate fino al 2010 che sono di proprietà e di gestione privata, fatto che il decreto Ronchi non concede più dal 1996. In quanto alle altre province non si prospettano situazioni di emergenza: a Genova c’è una discarica Scarpino che poi ospiterà l’impianto e che ha disponibilità di smaltimento molto elevata, alla Spezia è stato approvato un piano che viene attuato passo per passo con la filosofia di fondo di sviluppare la differenziata. L’impianto per il Cdr è in funzione, la sentenza sul ricorso lo ha confermato, il Cdr viene portato in discarica perché la ditta che si assunta il compito di smaltirlo ha chiesto una revisione del prezzo fissato per lo smaltimento a causa del dimezzamento dei certificati verdi da parte del Governo».
Luigi Patrone (Udc – Unione di centro) ha aggiunto: «Il dibattito si è spostato su altre province che nulla hanno a che vedere con l’emergenza rifiuti mentre la situazione di Imperia oggettivamente necessitava l’intervento della Regione» .
Nicola Abbundo (Moderati per il Popolo delle Libertà) ha detto: «Il commissariamento non era un atto dovuto, si è voluto calcare la mano. Non penso sia facile fare una valutazione su elementi molto controversi, ma una cosa è certa: la Regione ha perso un’occasione in un momento di debolezza di una sua provincia di vedere sistema dei rifiuti nella sua interezza e si rischia di scatenare una guerra tra poveri sul territorio. In Liguria abbiamo la discarica seconda per grandezza d’Italia, ma non c’è dibattito e capacità di decidere cosa fare a Scarpino, non si parla su come superare le discariche, non si sa qual è la posizione della maggioranza. Qui sta la pochezza della politica di oggi».
Gino Garibaldi (FI) ha aggiunto: «La situazione dei rifiuti è di vera emergenza e Genova, senza interventi rapidi e concreti rischia di fare la fine di Napoli. Occorre un ruolo guida della Regione altrimenti ognuno andrà per la propria strada» .
«Occorre discutere di queste cose con meno superficialità – ha affermato Cristina Morelli (Verdi) – Avevamo l’obiettivo del 45% di differenziata entro 2008 ma da parte delle Province e delle Regioni il problema è stato affrontato in modo sbagliato e con grandi ritardi. Bisogna farsi promotori del “ciclo a rifiuti zero”, cercando soluzioni alternative allo spreco enorme attuale. Il recupero di energia solitamente è previsto dopo il riciclo mentre occorre porselo a monte della raccolta . Genova ha fatto passi avanti, ma è ancora in una fase sperimentale. Quello accaduto ad Imperia è un monito: non bisogna aspettare di arrivare a situazioni di emergenza prima di muoversi».
Il presidente Claudio Burlando ha ribattuto: «Dal dibattito non sono emersi argomenti contro il commissariamento, anzi qualcuno ha detto che forse bisognava intervenire prima. Ipotesi giusta. Non lo abbiamo fatto per dare tutte le possibilità alla provincia di fare quello che c’era da fare, altro che punizione politica! Secondo il centrodestra in Liguria ci sono situazioni analoghe o peggiori. Non è vero: in altre province non ci sono discariche di proprietà e a gestione privata, e che restano tali, nonostante le leggi lo vietino, da dodici anni. In altre province non ci sono discariche difformi rispetto alle prescrizioni degli enti. Scarpino è una discarica pubblica che può andare avanti ancora per diversi anni. Abbiamo sospeso la delibera per il suo allargamento perché con il Comune di Genova stiamo definendo di collegare quest’ultimo alla realizzazione di un impianto di altro genere. Alla Spezia l’impianto è stato fatto. Ciò che non va bene è che vengano confluiti in discarica i prodotti dell’impianto. Ben diversa è la situazione di Imperia. E sarà interessante vedere se si farà ricorso al Tar contro il commissariamento e se si se verrà richiesta sospensiva. Perché se non c’è sospensiva è come dire: commissario fai tu. E credo anche che la scelta del presidente della Regione abbia tolto molte castagne dal fuoco al centrodestra e che non faccia così dispiacere».


