Ai più non saranno sfuggite le dichiarazioni rilasciate dall’assessore all’urbanistica riguardo alle linee guida del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Dichiarazioni accompagnate dallo slogan “Stop al cemento”.
Il Partito Democratico interviene a proposito:
«Sarà un’urbanizzazione selvaggia della piana tradendone così la vocazione agro-floricola». Questo il senso dell’intervento sul Piano urbanistico comunale di Taggia (per il quale sono stati stabiliti gli indirizzi e a giorni sarà pubblicato il bando per l’incarico) da parte del Partito democratico.
A scendere in campo è il coordinatore di Taggia, Gianni Oggiana, che nella vita di tutti i giorni esercita la professione di architetto.
«L’avvio delle pratiche – afferma – avrebbe dovuto attivarsi, stando alle promesse elettorali, almeno un anno fa. Il bando europeo è un’ottima scelta per reperire le migliori professionalità ma ha i suoi tempi di esecuzione. Se tutto va bene ci troveremo a discutere di cose più concrete tra 12-18 mesi. Nel frattempo largo agli ultimi scampoli di lottizzazione che rispondono a quel “giovanotto” di 23 anni chiamato Prg».
Nel mirino finiscono le linee guida. «Non soddisfano – afferma Oggiana – le reali esigenze. Una è l’emergenza casa. Cosa si farà per contrastare il caro-mattone e il caro-affitti? Certo la Regione ha cercato di porre rimedio rilanciando l’edilizia sociale ma il recente aumento delle domande di sostegno alla locazione, che qualche tempo fa denunciò l’assessore Garofalo, la dice lunga sulle dimensioni del problema che andrebbe affrontato in sede di programmazione dello sviluppo urbano».
Ma la grande partita si giocherebbe intorno all’ospedale unico. «Preoccupa – insiste il portavoce del Pd – la vera linea guida del Puc scaturita, il 9 settembre, dalla conferenza sull’ospedale unico: l’urbanizzazione della piana». Secondo il Pd le osservazioni della Regione sono sempre state accolte con «irritazione e chiusura». E ancora: «Costruire un’opera così imponente in un’area (forse l’ultima) vocata alla produzione floricola significa stravolgerne la futura destinazione. Il senso delle osservazioni regionali era questo». L’ospedale necessiterà di infrastrutture e servizi che verrebbero realizzati intorno a esso. Secondo Oggiana neppure la porzione di piana a sud della stazione ne sarà immune. Conclusione: «Ora non è possibile valutare se ci saranno o meno aumenti volumetrici ma, alla luce di queste considerazioni, possiamo davvero parlare di stop al cemento?».[MARCO CORRADI su LA STAMPA del 17 settembre]

