La politica da prima repubblica con tutte le sue ingessature e difetti è sempre stata accusata di lontananza dall’elettorato. Era una politica fatta da e per i partiti.
Per capire come funzionava la formazione delle giunte comunali e l’elezione di un sindaco – il cui nome veniva fatto dopo le elezioni (sembra medioevo no?)- basta guardare “Le mani sulla città” di Francesco Rosi.
Il terremoto degli anni ’90 ha spazzato via questa palude proporzionalista e ci ha consegnato un altro modello: il maggioritario diretto. È un modello che si avvicina ai sistemi democratici più collaudati (quelli anglosassoni) e che, onestamente, funziona meglio.
Tuttavia il maggioritario si accompagna ad un fenomeno che mira ad un solo obiettivo: il mantenimento, quando non l’espansione, del consenso. Tale obiettivo, nell’ipotesi virtuosa, si raggiunge col mantenimento dei propositi contenuti nel programma elettorale. Nell’ipotesi viziosa il programma elettorale è un libro dei sogni ed il mantenimento degli impegni assunti diventa impossibile: esempio il candidato verde promette in campagna elettorale la costruzione di uno stadio nuovo di pacca per le squadre locali; nel 90% dei casi non ci sono soldi in cassa per mantenere la promessa.
Mantenere gli impegni è impossibile ma l’eletto ha bisogno come il pane del consenso. La memoria degli elettori sembra labile ma non è poi così vero e il fallimento di un obiettivo diventa presto un’arma a disposizione dell’opposizione.
Ecco che nell’ipotesi viziosa entrano in gioco altri stratagemmi per mantenere o espandere il consenso: il personalismo, la propaganda, il populismo, il richiamo alle radici.
La notizia, corredata da foto, apparsa sul Secolo XIX di martedì scorso può essere indicata come caso di studio della fenomenologia della ricerca del consenso. Ne elenchiamo gli aspetti salienti:
- Richiamo delle radici – “Stringiamoci a coorte”.
- Retorica del bene – “Noi ci fidiamo di voi”.
- Dal diritto alla concessione – “Il matrimonio di Connie”.
- La messinscena – “L’investitura”
- La scenografia – “La città ideale”
Nei prossimi giorni pubblicheremo a puntate la disamina di tutti questi punti.

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