“Rifiuti da emergenza a opportunità” – il video [6/6]
Scritto da oggianni il 8 luglio 2009 in Resistenza umana

Intervento del dott. Vincenzo Genduso, sindaco di Taggia (IM).

Genduso parla del tradimento di un punto del proprio programma elettorale: il no assoluto alla realizzazione di un qualsiasi impianto di trattamento nel proprio territorio.

Parla quindi della volontà a realizzare un impianto di separazione e digestione. Su questo punto si è aperta un’accesa discussione: da una parte il sindaco Genduso atto a difendere la scelta del tipo d’impianto e dall’altra Carla Poli, Anna Stramigioli (Rete Rifiuti Zero) e la dott.ssa Pavan che cercavano di dissuaderlo perché, dall’alto della loro esperienza, hanno potuto affermare che l’impianto di separazione avrebbe portato alla costruzione di un termovalorizzatore e al fallimento della Raccolta Differenziata.

Questo punto di discussione, tra l’altro, è uno degli argomenti che sono stati sollevati più volte in consiglio comunale dal nostro gruppo. Ricordate la provocazione delle “Eco-Balle”? L’argomento era questo: “state travestendo da impianto virtuoso la stessa tipologia d’impianto proposta dieci anni fa e che porterà al fallimento (per incompatibilità) della Raccolta Differenziata e all’aumento dei costi di smaltimento (vedasi l’esperienza della provincia de La Spezia)”.



Vedi anche:

Silvio Gendusconi e Barack Bollama
Scritto da Mosquito il 18 novembre 2008 in Resistenza umana

Nei giorni scorsi ha tenuto banco l’ennesima gaffe del nostro Silvio nazionale. Durante un discorso, il nostro ha pensato bene di dare dell’abbronzato a Barack Obama, primo presidente afroamericano del paese più razzista del mondo. Per inciso, questa avrebbe dovuto essere la notizia da commentare, ma quel mattatore del Silvio sa sempre come rubare la scena. Chiuso l’inciso.

Le critiche ci sono state e sono state anche veementi, anche se la stampa autorizzata ha cercato di sminuire, di rintuzzare, di ridimensionare, rendere carino, dando anche questa volta una mano a Silvio. Del resto è pur sempre il presidente del Milan!!!

In questo frangente le accuse sono state nell’ordine:

razzismo: 10% ;
ignoranza delle diplomazia minima: 5%;
ironia di dubbio gusto: 8%;
becero guittismo: 75%;
altro: 2%.

Nonostante la scientificità dei sondaggi condotti, io non credo che si sia trattato di niente di tutto ciò. Purtroppo.
Dobbiamo, infatti, a mio avviso, prendere coscienza del fatto che davvero il nostro presidente del consiglio non si é accorto che nelle vene di Barack scorre del sangue nero. Davvero il nostro tristemente primo ministro credeva, prima che il paziente Letta gli spiegasse come stanno le cose, che Obama fosse abbronzato.

Prima di tutto perché Silvio non sa cosa sia l’Africa. Per lui il colore delle pelle lo determinano le lampade dei centri estetici. Che altro sennò?
In secondo luogo Lui non vive su questa terra e quindi non è al corrente delle cose che capitano qui da noi. E’ un po’, mutatis mutandis (fatte, cioè, le debite proporzioni), come la nostra Junta di Taggia.

Il comune è in cerca di risposte, alla dicitura “città turistica” sono stati aggiunti almeno tre eloquenti punti interrogativi, un asettico burocratismo regge i rapporti fra gli attori politici, i cittadini si sentono non solo messi da parte, ma anche presi in giro. In campagna elettorale erano state promesse loro “Partecipazione” e “Comunicazione”. Oggi scoprono che si tratta di due amici del sindaco e che costano alla collettività 12000 euro all’anno. Un ticket da pagare per vincere un incontro a tu per tu con il primo cittadino: quasi come fare sei al superenalotto.
Non ci sono programmi, né idee per il futuro. Né buone, né cattive. Tutto questo, però, non sembra riguardare il sindaco ed i suoi Giunteros, che vivono, evidentemente, altrove. Come Berlusconi, appunto.

Il sole splende alto, petto in fuori e denti schierati, si può andare a fare un bel giro in bicicletta. Se é un giorno pari. Perché in quelli dispari il sindaco e l’assessore bloccano i lavori perché hanno deciso che sul tracciato delle ex ferrovie c’é forse l’amianto, oppure l’olio di creosoto, o forse il napalm e, perché no, il botulino, o addirittura l’ebola o il colera. Siamo diventati una città a contaminazioni alterne. A seconda della convenienza politica del momento.

Fortunatamente il centrosinistra locale può guardare fiducioso al futuro: Barack ha vinto negli Stati Uniti. E lo ha fatto mostrando il volto giovane, sorridente, deciso ed “abbronzato” del partito democratico. Un po’ come aveva fatto Bolla nella campagna del 2007 per la poltrona di sindaco di Taggia. Il risultato era stato un fragoroso vaccagare elettorale, ma quanta simpatia, quanta stima, quanto affetto. Ci aveva provato, poi, Veltroni, ad un anno circa di distanza, candidandosi a Palazzo Chigi. Energia, movimento ed ottimismo americano, ma niente: ancora un buco nell’acqua. Poi, buon ultimo, Barack. Che ha lavorato di fino sull’immagine, capitalizzando gli errori degli altri, ed affermandosi, infine, come presidente degli Stati Uniti. Sintetizzando: il motivo del successo di Barack? E’ stata l’onda lunga di Bolla da Taggia. Mutatis mutandis, ovviamente.

Mosquito.



Vedi anche:

Ufficio staff: “carta dei valori” disattesa
Scritto da oggianni il 24 settembre 2008 in Partito Democratico, Rassegna stampa, Taggia

Nella scorsa campagna elettorale vi ricorderete il “coupe de theatre” con cui l’allora candidato sindaco, Vincenzo Genduso, distribuì ai propri concorrenti la carta dei valori. Beh ogni tanto rileggere quella carta non fa male. Non farebbe male neppure a chi con tanta enfasi la sbandierò.

La carta contiene un esplicito riferimento al Codice europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali che ne costituisce integrazione. Evidentemente deve essere sfuggito qualcosa all’attuale sindaco. In particolare è sfuggito l’articolo 20 che recita:

L’eletto s’impegna ad impedire ogni reclutamento di personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e/o a scopi diversi dai bisogni del servizio.
In caso di reclutamento o di promozione del personale, l’eletto prende una decisione obiettiva,
motivata e diligente.

Nulla a che vedere con l’intuitu personae che si basa sull’arbitrarietà dell’amministratore e che, a tutt’oggi, è l’unico criterio previsto dal comune di Taggia per l’assegnazione di incarichi fiduciari della Giunta comunale. Unico criterio rimasto da luglio scorso quando il Regolamento comunale per l’assegnazione di incarichi fu modificato eliminando ogni criterio basato sul riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali.

La discussione su questo punto fa parte dei punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.



Vedi anche:

Polemiche a raffica sull’ufficio di staff del sindaco Genduso
Scritto da oggianni il 24 luglio 2008 in Rassegna stampa, Taggia

Varato l’ufficio di staff del sindaco di Taggia Vincenzo Genduso, con due componenti che si occuperanno di comunicazione. Ed è subito polemica. I prescelti sono Fabrizio Ruggiero, impiegato, e Sonia Carolì, sociolga. Percepiranno 6000 euro l’anno ciascuno. Il primo si occuperà della comunicazione ai cittadini dell’attività comunale mentre la seconda di un non meglio chiarito «supporto agli organismi rappresentativi della città».

Fabrizio Ruggiero, ex esponente della Margherita, era stato consigliere nella passata legislatura e candidato consigliere (mancando l’elezione) nella lista a supporto del sindaco Genduso. Sonia Carolì è molto vicina alla Cgil e ha collaborato con L’Ancora. «Al di là della capacità dei singoli – dice Maurizio Negroni, capogruppo di Centrodestra – ci sono tanti uffici comunali che hanno delle priorità e andrebbero potenziati. Inoltre si tratta di risorse aggiuntive. Poche o tante che siano, le avrei impegnate, ad esempio, nell’assistenza domiciliare. Invece da una parte si spende malamente, dall’altra si cerca di recuperare denaro a ogni costo come la vicenda Ici insegna».
Massimo Bolla (Centrosinistra) e Mauro Albanese (Centrodestra) presenteranno una mozione bipartisan. «Che bisogno c’era – afferma il primo – di modificare i criteri per la scelta dei consulenti? Infatti con la delibera 225 è stato modificto l’articolo 8 del Regolamento, quello appunto relativo ai criteri di scelta e, subito dopo, con la delibera 226, si è proceduto all’istituzione dell’ufficio. Questo è un provvedimento “ad personam” anche se non stiamo discutere le capacità delle persone». Mauro Abanese conferma: «Invece di contenere i costi li aumentiamo. Non c’era necessità di questo provvedimento che ha tutti i crismi di un’assunzione clientelare». Così Piera Lupi (indipendente): «Il cittadino è gravato anche troppo dai costi della politica. Il sindaco aveva fatto una bandiera del suo personale rapporto con i cittadini. Dunque non aveva bisogno di intermediari. Questo denaro poteva e doveva essere impiegato ben diversamente».

[Articolo di Marco Corradi apparso su La Stampa del 23 Luglio]

La Stampa del 23 Luglio



Vedi anche:

“Sui collaboratori Genduso faccia dietro-front”
Scritto da oggianni il 21 luglio 2008 in Dati, Gruppo consiliare, Rassegna stampa, Taggia

Le nomine dei collaboratori del sindaco di Taggia, Vincenzo Genduso, continuano a far discutere. Massimo Bolla, consigliere di centrosinistra, e Mauro Albanese, consigliere di centrodestra, presenteranno una mozione per chiedere la revoca del provvedimento che ha portato alla scelta di Fabrizio Ruggiero e Sonia Carolì. «Si sono cambiati il regolamento due giorni prima – afferma Bolla si tratta di un provvedimento ad personam, sempre più spesso alla ribalta sulla scena politica italiana. Dalla valutazione delle competenze nella scelta dei propri collaboratori si è passati all’intuito personale, in altri parti d’Italia si direbbe a capocchia. E’ un fatto concettualmente grave, cambiano regolamenti che ora hanno come unico requisito la simpatia e la vicinanza con il sindaco».
Mauro Albanese è concorde: «E’ una legge ad personam,martedì è stato modificato il regolamento e giovedì è arrivata la decisione della Giunta comunale con cui sono stati scelti i collaboratori. Dal testo originario è stata tolta la necessità di fare un bando pubblico e quella di scegliere le persone idonee attraverso i requisiti della professionalità».
Il sindaco Genduso è sorpreso: «Non è una norma ad personam, abbiamo variato l’articolo del regolamento dei servizi per essere più fedeli al dettato della norma nazionale, che consente al sindaco di scegliere per il proprio staff delle persone di sua fiducia per lavorare su obiettivi particolari. Le due persone nominate, Fabrizio Ruggiero alla comunicazione e trasparenza con i cittadini e Sonia Carolì al coordinamento degli strumenti di partecipazione, sono riconosciute come assolutamente competenti e con un curriculum sostanzioso. Il requisito professionale non è stato tolto, viene sancito dalla norma nazionale sul Testo Unico. E’ stato fatto tutto in coerenza con la libertà che la norma nazionale concede».

[Articolo di Angelo Boselli sul SECOLO XIX del 20 Luglio]

Secolo XIX del 20 Luglio



Vedi anche:

« Precedenti