Dal governo arriva l’aiutino per l’inceneritore di Vado
Scritto da oggianni il 21 luglio 2009 in Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

spinta

Si profila la via scajolana per lo smaltimento dei rifiuti (CDR di Imperia e Savona bruciati nella centrale di Vado). Il ministro dell’Ambiente (sic!) ha appena firmato un decreto che autorizza l’ampliamento della centrale di Vado con la possibilità di ricorrere a Energie rinnovabili (non fatevi ingannare: parte dei combustibili da rifiuto viene così classificata per legge).

Centrale, si può ampliare via libera del ministro

20 luglio 2009

Vado. È arrivata ieri pomeriggio, come un fulmine a ciel sereno, la firma da parte del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, del decreto relativo alla valutazione di impatto ambientale del progetto di potenziamento della centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano. È la firma che pesa e può fare la differenza.

La scorsa settimana il Ministro aveva firmato il decreto relativo alla “via” per convertire a carbone la centrale di Porto Tolle (sul delta del fiume Po). Ieri è arrivato l’”ok” per quella del progetto di potenziamento dell’impianto di Vado-Quiliano. Ora la parola passa al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la decisione definitiva.

Il testo del decreto (che in parole povere ratifica il parere della commissione tecnico-scientifica del Ministero sulla valutazione di impatto ambientale e di fatto fa partire l’iter autorizzativo) era “parcheggiato” sulla scrivania del Ministro da alcuni mesi, dopo che a novembre la commissione aveva espresso il parere favorevole al progetto, scatenando la reazione degli enti locali.

In particolare della Regione Liguria che aveva protestato poiché la commissione si sarebbe riunita senza convocare tecnici ed esponenti della Regione.

«Vedremo i documenti firmati dal Ministro – ha commentato ieri pomeriggio l’assessore regionale all’ambiente, Franco Zunino -. Il mio primo passo sarà proporre subito alla Giunta regionale di impugnare il decreto. È illegittimo sia nel metodo sia nel merito, e il ministro lo sapeva. Nel merito perché il progetto è in contrasto con le linee programmatiche regionali e con il piano di risanamento della qualità aria, nel metodo perché la Regione non era stata convocata».

Tra l’altro, in teoria, la firma del decreto bloccherebbe la possibilità per gli enti locali di inserire condizioni e richieste di ulteriori garanzie ambientali.

Il piano di Tirreno Power prevede un aumento della potenza dei gruppi di produzione, passando dagli attuali 1420 Mw totali (dei due gruppi a carbone e dell’unità a ciclo combinato alimentata a metano entrata di recente in funzione) ad una potenza superiore di altri 640 Mw con l’adozione di un nuovo supergeneratore a carbone da 460Mw e l’appoggio di altri 180Mw prodotti attraverso fonti rinnovabili. L’investimento preventivato dall’azienda ammonta ad oltre 625 milioni di euro per potenziare gli impianti e ristrutturare nel contempo la rete di impianti idroelettrici in tutta la Liguria, avviando due centrali a biomasse e 19 impianti eolici. Oltre all’aumento di produzione, Tirreno Power prevede che nel complesso, rispetto ad oggi, gli impianti emetteranno il 7,3% in meno degli ossidi di zolfo, l’1,1% degli ossidi di azoto e il 3,2% delle polveri.

«Il progetto prevede sensibili miglioramenti dal punto di vista ambientale rispetto ad oggi – aveva spiegato il direttore generale di Tirreno Power, Giovanni Gosio, presentando il progetto -. Il nostro gruppo ha adottato già nel 1998 i parametri che l’Europa renderà obbligatori solo dal gennaio prossimo. Per quanto riguarda il ciclo combinato, dal maggio 2005 presentiamo relazioni semestrali ai ministeri di Attività produttive, Ambiente e Salute, oltre a Regione Liguria, Provincia di Savona, Comuni di Vado e Quiliano. I ministeri competenti effettuano verifiche costanti sui dati presentati». L’azienda, che ha rilevato la centrale vadese dalla ex genco Interpower, a sua volta nata da una costola dell’Enel, è proprietaria di altri due impianti (Napoli e Torrevaldaliga) e del nucleo idroelettrico di Genova (che comprende nel Savonese anche le centrali di Cairo, Millesimo e Piana Crixia).

Se il progetto di potenziamento dovesse divenire realtà, i lavori durerebbero quattro anni ed occuperebbero da 900 a 1000 persone. A regime la nuova unità darebbe lavoro ad altre 50 persone, oltre a quelle già operanti nella centrale.

[fonte Il Secolo XIX]



Vedi anche:

Il Comitato pro Oxentina risponde a Bonello
Scritto da oggianni il 19 febbraio 2009 in Rifiuti, Taggia

Il Comitato pro Valle Oxentina segue da vicino il dibattito sull’emergenza rifiuti in provincia di Imperia. Concordiamo con quanto detto da Franco Bonello, Presidente del Gruppo Unione a Sinistra – Sinistra Europea, ma desideriamo sottolineare che la proposta di una “rete di incenerimento e di recupero energetico” è, oltre che anacronistica, al di fuori delle logiche con cui il nostro comitato vuole affrontare il problema.

Molti stati europei infatti, Francia e Germania incluse, stanno abbandonando progressivamente la politica dell’incenerimento dei rifiuti a favore della prevenzione, raccolta differenziata, recupero e Trattamento Biologico Meccanico. In questo modo la percentuale di materiale recuperato è così elevata da eliminare l’utilizzo di un inceneritore.

Alcuni dati tecnici possono essere utili a chiarire il quadro. Le tecnologie basate sulla combustione diretta dei rifiuti presentano numerosi inconvenienti intrinseci al processo:

  • incompleta combustione dei residui solidi (negli inceneritori possono residuare incombusti da un minimo del 2 – 3 % delle scorie a valori del 10 %)
  • grande produzione di scorie solide tossiche o non riutilizzabili (fra 250 e 300 kg di scorie sotto griglia per tonn di rifiuti in carica, o 150 – 200 kg dagli impianti a letto fluido, 30 – 50 kg di ceneri volatili da inertizzare, 20 – 50 kg di fanghi salini o altri scarti dalla linea di depurazione fumi)
  • grandi volumi di fumi da trattare (fra 4000 e 5000 Nm3/ton per il letto fluido e 5000 – 8000 Nm3/tonn per il forno a griglia, contro 800 – 1500 Nm3/tonn di syn-gas nel caso della gassificazione e dei plasmi)
  • emissioni pericolose in atmosfera anche quando siano a norma di Legge (per i grandi volumi di fumi); i migliori inceneritori monitorati con campionatori in continuo, appena il 5 % in Europa e nel mondo, danno medie di TCDDeq 25 – 30 pg/Nm3 (polveri sottili), gli altri sono fuori controllo per inattendibilità statistica delle rilevazioni.

Inoltre, la produzione di Combustibile da Rifiuti è rischiosa: per il basso valore di mercato che questo combustibile avrà sempre più in futuro e per il fatto che questo prodotto è tanto più calorico quanto contiene plastica e materiale riciclabile. Dunque orientare il piano rifiuti alla produzione di CDR significherebbe rendere inutili gli sforzi della raccolta differenziata.

Giacomo Revelli



Vedi anche:

Imperia non è Napoli?
Scritto da oggianni il 25 luglio 2008 in Documentazione, Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

Qualche giorno fa abbiamo parlato della mozione presentata da Giovanni Gandolfo all’Assemblea Provinciale del PD che si intitolava: “Imperia non è Napoli però…”. A tal proposito facciamo il punto della situazione sui rifiuti in provincia:

  • La variante al Piano Provinciale dei rifiuti è stata approvata dalla Regione con una serie di prescrizioni tra cui quella di concludere le trattative con il termovalorizzatore di Tolone per lo smaltimento finale del CDR, entro il 30 maggio 2008;
  • il comprensorio ventimigliese (uno dei tre della provincia insieme al sanremese e all’imperiese) dopo aver concluso una trattativa simile – attraverso l’ATO rifiuti – per smaltire i propri rifiuti in Francia, si vede negare l’autorizzazione al transito dalla prefettura francese.
  • L’ATO rifiuti rassicura, bontà sua, che farà il possibile;
  • il comune di Taggia ha accettato di ospitare l’impianto di produzione CDR contrapponendo una serie di condizioni: 1.000.000 di euro di royalties, un comitato di controllo e la presenza di un consulente di fiducia all’interno della commissione addetta alla stesura del bando di gara per l’impianto;
  • la discarica di Collette-Ozotto a Taggia che, insieme a quella di Ponticelli, dovrebbe fare da ponte sino alla realizzazione dell’impianto CDR, è da tempo funzionante in regime di stoccaggio provvisorio che scadrà il prossimo 8 agosto a meno che in 13 giorni (compresi i festivi) la Regione non riesca ad approvare la valutazione d’impatto ambientale, il consiglio provinciale approvi la proroga e il consiglio comunale di Taggia faccia altrettanto; [vedi articolo su SanremoNews]

Arrivati a questo punto i nodi da sciogliere sono diversi:

  • che fine ha fatto il Bando di Gara per l’impianto CDR che doveva essere approntato per il 30 di Aprile?
  • Le trattative con Tolone – che dovevano essere concluse entro il 30 Maggio – a che punto sono?
  • che ne sarà del CDR che verrà prodotto nel realizzando impianto di Taggia?
  • Le elezioni regionali (qualcuno dice anche quelle provinciali) sono vicine (2010): chi governa e aspira alla rielezione vuole trovarsi sul groppone tonnellate di rifiuti da smaltire?
  • L’ombra del commissariamento e della gestione emergenziale cosa riserverà al territorio di Taggia imprudentemente – e forse troppo blandamente – reso disponibile dall’attuale amministrazione comunale?
  • che ne sarà dei rifiuti della provincia per i prossimi 3 anni?

Imperia non sarà Napoli ma poco ci manca.



Vedi anche:

Il No francese rischia di vanificare il Piano dei Rifiuti di Imperia
Scritto da oggianni il 19 luglio 2008 in Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

La Francia chiude la porta ai rifiuti ventimigliesi. [...]
La cosa più grave è che il no francese, che comunque si sarebbe dovuto mettere in conto, rischia di mandare completamente a gambe all’aria anche il piano provinciale dei rifiuti, che si basava sul trasferimento a Tolone di 15mila tonnellate di spazzatura. [...] A far saltare ogni cosa, una lettera che i tecnici della Provincia hanno inviato solo nelle scorse ore al Comune, confermando che la Dynamic ha comunicato che la prefettura francese non è favorevole al transito dei rifiuti. Dice l’assessore Spinosi: «Lo scorso gennaio è stato approvato il piano regionale dei rifiuti che ha posto come condizione l’apertura di una trattativa con Tolone per il trasferimento dei rifiuti. Ancora prima in Provincia, alla presenza dell’ex sindaco Valfrè, si era deliberato il trasferimento in Francia di 15mila tonnellate di rifiuti. Infine, l’Ato provinciale ci sollecitava a stipulare un accordo. Noi, abbiamo eseguito. Ed il 5 maggio, alla presenza dei responsabili provinciali, abbiamo sottoscritto il contratto con la società francese. Ora, dopo aver ottemperato diligentemente alle direttive provinciali e regionali scopriamo che la Francia non autorizza il passaggio dei rifiuti. Assurdo».

[Dal Secolo XIX del 18 Luglio]

Il Secolo XIX del 18 Luglio

Dalle pagine di SanremoNews l’assessore provinciale all’ambiente Bellotti si esprime così:

Il contratto ha come parti contraenti principali il Comune di Ventimiglia e la società francese di trasporto interessata, la Dynamic Environnement. L’Ato provinciale dei rifiuti ha apposto la sua firma al contratto solo per quanto di propria competenza, e cioè a garanzia per il Comune di Ventimiglia di poter tornare a conferire i propri rifiuti come fatto sino a ora nel caso di eventuale interruzione del servizio o di rialzo della tariffa pattuita. Vorrei inoltre sottolineare che lo stesso contratto decorre dal primo giorno utile successivo all’autorizzazione concessa dalla Prefettura francese alla società Dynamic Environnement.

Ora, visto che quest’ultima autorizzazione non è stata per il momento rilasciata, ci stiamo adoprando per conoscere tutti gli aspetti della vicenda, anche perché l’Ato rifiuti, in seguito alle comunicazioni della Regione, sta cercando di trovare soluzioni alternative al conferimento dei rifiuti della Provincia nelle due discariche esistenti sul nostro territorio.



Vedi anche: