IDV: Cascino richiama all’ordine il circolo di Imperia
Scritto da oggianni il 4 novembre 2009 in Segnalazioni

Il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori interviene duramente per mettere la sordina ad ogni polemica sui candidati alle regionali esternata sul blog del circolo di Imperia:

In riferimento all’oggetto, in nome e per conto del Partito IDV coordinamento Provinciale che mi pregio di rappresentare come coordinatore provinciale, devo evidenziare alcuni aspetti sul Tema elezioni regionali e logiche di partito.

Premesso quindi che rappresento il partito nella provincia, lo stesso non condivide quanto affermato dal Presidente del Circolo di Imperia.
Dette affermazioni infatti oltre a non competere alla sezione imperiese e provinciale sono prive di fondamento ritenendo i prossimi candidati alla Regione Liguria di tutte le province liguri ottimi candidati che condividono i principi dell’IDV e sopratutto che presentano certificati penali e casellario giudiziale privi della minima macchia.

Peraltro allo stato non ci sono certezze sulle candidature essendo allo stato state presentate soltanto proposte che verranno poi autorizzate direttamente dal Presidente Antonio di Pietro garante di tutti noi.
Pertanto, ribadendo la pacifica incompetenza del presente blog ad esprimere valutazioni politiche che spettano invece alla coordinemento provinciale, ribadisco la totale coincidenza di vedute con il Coordinemento proviciale di Genova a cui va la nostra stima e rispetto ed con il coordinamento regionale di cui la provincia di Imperia con i propri rappresentati fa parte collaborando lealmente.

Invito inoltre tutti gli iscritti di Imperia e i partecipanti a questo blog, anche di Genova, a non intervenire a temi volti solo ad insinuare dubbi e perplessità in partito che invece rappresenta pienamente il cambiamento e la legalità anche politica.

Diffido inoltre a utilizzare il blog a persone per lo più genovesi per loro battaglie personali per temi estranei alla politica e al dibattito provinciale ed imperiese.

Con i migliori saluti ed auguri di buon lavoro.

Avv. Gabriele Cascino
Coordiantore Provinciale

[qua l'originale]

Nel frattempo cresce in tutta Italia la fronda interna nel partito di Di Pietro:  1200 iscritti e militanti si sono riuniti a Bologna per chiedere a Di Pietro trasparenza e meritocrazia.

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Vedi anche:

I candidati IDV alle regionali del 2010: tanti riciclati e qualche mugugno
Scritto da oggianni il 2 novembre 2009 in Segnalazioni

Le regionali del 2010 sono vicine e all’interno dei partiti si fa intensa (quando non spietata) la lotta per ottenere un posto nelle liste. Anche l’Italia dei Valori non si sottrae a questa logica e qualche suo iscritto tiene a farlo sapere. La parole che seguono sono state tratte dal sito internet del circolo IDV di Imperia e portano la firma nientemeno che del coordinatore Alberto Napoli. Giudicate voi.

[...] è triste dover constatare come, alla luce dei recenti successi elettorali, logiche presenti in altri partiti abbiano attecchito così rapidamente in alcune delle nostre sedi locali.

Qui di seguito un breve sunto su alcuni dei candidati di IdV alle prossime Regionali 2010 in Liguria:

Marylin Fusco:
Fusco è la compagna di vita dell’attuale responsabile regionale di IdV On. Giovanni Paladini (ex Ppi, ex Margherita, ex Ulivo, migrato nel 2008 in IdV, appena in tempo per essere eletto Deputato alle Politiche di Aprile 2008).
Nel 2007 è stata eletta consigliere comunale a Genova nelle liste dell’Ulivo con 1.226 voti. Sempre nel 2007 viene eletta Presidente del Coordinamento Genovese del PD.
Nel 2008 aderisce ad Italia dei Valori e nel settembre dello stesso anno viene nominata Coordinatrice Regionale delle donne IdV.
Nel 2009 è candidata alle europee per IdV. Prende 8.274 preferenze ma non viene eletta.
Oggi corre per le Regionali 2010.
Senza voler entrare nel merito delle capacità personali del singolo individuo, candidarsi per un partito significa credere fortemente nelle idee che questo porta.
Cambiare partito dovrebbe essere un evento molto raro.
Cambiare partito una volta eletti non è moralmente accettabile: significa disconoscere i valori del partito che ti ha sostenuto e la fiducia che l’elettorato ti ha riposto sulla base di presupposti non più validi.
Candidarsi ad altri impegni quando non si è ancora terminata l’attività per cui si è stati inizialmente eletti, non è un segno di serietà ne di rispetto verso l’impegno preso.
A ragione di tutto ciò, stona molto la decisione di IdV di candidarla a ripetizione ad ogni tornata elettorale e proporle con tanta rapidità, cariche di prestigio all’interno del partito.
Dal punto di vista tecnico, se tali repentini cambi non dovessero intaccare l’affetto del suo elettorato, Fusco potrebbe raccimolare nel solo comune genovese quasi il quadruplo dei consensi di Muratore alle Regionali 2005.

Nicolò Scialfa
Scialfa è stato eletto consigliere comunale a Genova nelle liste di Rifondazione Comunista con 506 voti. Analogamente a Fusco, ha recentemente deciso di aderire ad IdV ed è oggi candidato per le Regionali 2010.
Anche per lui valgono i discorsi sulla volatilità dei valori, sul rispetto nei confronti del proprio elettorato, e sul poco attaccamento verso gli impegni presi.
Dal punto di vista tecnico, Scialfa potrebbe raccimolare nel solo comune genovese il 50% in più dei consensi di Muratore alle Regionali 2005.

Franco De Benedictis
De Benedictis è stato eletto consigliere comunale a Genova nella Lista Biasotti con 683 voti. Indovinate un po’? Ha recentemente deciso di aderire ad IdV ed è oggi candidato per le Regionali 2010.
Ho capito che il cambio di casacca sembra essere diventato una moda ma passare da una lista civica vicina a Forza Italia ad IdV è un cambiamento notevole. Intervistato sull’argomento De Benedictis dichiara: “Io, di centrodestra, con Di Pietro per non restare all’opposizione”. Beh, almeno lui non si nasconde dietro ad un dito. Sempre De Benedictis afferma: “Mi ha contattato l’assessore allo sport Stefano Anzaloni. È un amico, mi ha chiesto di dargli una mano”.
Chi è Stefano Anzaloni? E’ stato eletto alle Amministrative 2007 del Comune di Genova tra le file dell’Ulivo con 545 voti. E’ poi migrato anche lui in IdV ed, avendo le idee chiare, è quasi subito stato eletto capogruppo consigliare. Oggi è assessore grazie al rimpasto di maggioranza avvenuto per ristabilire i rapporti di forza tra i partiti che sostengono il Sindaco Vincenzi a seguito del successo di IdV alle scorse europee. Cosa centrano le europee con il numero di assessori di IdV nel Comune di Genova? Me lo sono chiesto anch’io ma non trovo risposta.
Dal punto di vista tecnico, De Benedictis potrebbe raccimolare nel solo comune genovese il doppio dei consensi di Muratore alle Regionali 2005.

Armando Giuseppe Ezio Capurro
Capurro è stato sindaco di Rapallo grazie al sostegno di una coalizione di centrosinistra. L’avventura è poi naufragata a causa di una maggioranza che ha perso pezzi fino a ritrovarsi all’opposizione. Oggi è candidato IdV per la Regionali 2010.
Lui è molto chiaro sui limiti del suo impegno perché durante un discorso pubblico alla presenza di Paladini e Fusco ha dichiarato: “In Regione ci voglio stare poco perchè l’obiettivo è scalzare questa maggioranza che governa il comune di Rapallo per tornare alla guida della città”. Un buon presupposto di rispetto verso gli elettori di IdV nell’ottica di un possibile impegno politico in Regione. Perché allora non attendere semplicemente le prossime Amministrative a Rapallo?
Dal punto di vista tecnico, Capurro potrebbe raccimolare nella sola Rapallo 3.415 preferenze, ovvero circa 10 volte quelle ricevute da Muratore alle Regionali 2005.

Domenico Garofalo
Garofalo è uno degli iscritti storici di IdV nel comprensorio taggiasco. Attualmente è assessore ai servizi alla persona e alla comunità del Comune di Taggia. Ciò non di meno è candidato alle prossime Regionali 2010.
Non siamo ai livelli dei candidati precedenti ma da un eletto IdV si deve pretendere maggiore rispetto per gli impegni presi.

[Leggi l'originale]



Vedi anche:

“C’è del marcio in Danimarca”: biopsia dell’Italia dei Valori
Scritto da oggianni il 27 settembre 2009 in Rassegna stampa, Segnalazioni

Micromega, la rivista diretta da Paolo Flores d’Arcais, pubblica un’inchiesta sulla discutibile gestione – regione per regione – del partito di Antonio Di Pietro. La rivista, giova ricordarlo, da qualche tempo è ritenuta molto vicina alle istanze “provenienti dal basso” prima ascritte ai “girotondi” e poi al movimento di Grillo/Travaglio/Di Pietro. Tuttavia l’articolo offre uno spaccato di un partito che pesca militanti senza badare troppo alle provenienze, che predilige dirigenze locali plenipotenziarie quando non le gestioni commissariali e che soffoca la democrazia interna.

Pubblichiamo uno stralcio della parte relativa alla Liguria:

Scuola di polizia.

Giovanni Paladini, lo si è già ricordato, è all’inizio del 2009 alla guida dell’Italia dei valori in Liguria. Ex Ppi, poi Margherita, poi Pd, è stato in passato commissario di polizia e segretario generale aggiunto del Sap, il sindacato «indipendente» (in realtà smaccatamente di destra) delle forze dell’ordine. Nelle settimane che hanno preceduto e in quelle che hanno seguito il G8 di Genova del luglio 2001 l’onorevole Paladini ha avuto un gran da fare. Tre mesi prima dei disordini, prevedeva con largo anticipo i disagi cui sarebbero andati incontro gli abitanti del capoluogo ligure proponendo in consiglio regionale l’istituzione di un fondo a favore dei cittadini danneggiati dai tumulti. Animatore, dopo il G8, della campagna di controinformazione «Chi difende i difensori?», votava convintamente contro la commissione regionale d’inchiesta sulle drammatiche giornate del luglio 2001 proposta da Rifondazione, dimostrando così in tempi non sospetti la sua consonanza ideale con quei deputati dipietristi (Carlo Costantini e Massimo Donadi) che qualche anno dopo avrebbero contribuito ad affossare l’istituzione di un’analoga commissione d’inchiesta parlamentare.

Febbrile è stata anche la sua attività di consigliere in sostegno della lobby dei cacciatori, volta ad estendere i limiti temporali della stagione venatoria, ad aumentare il numero di capi da uccidere e a consentire l’immissione nel territorio della selvaggina da allevamento, all’occorrenza votando insieme alla Casa delle libertà. Paladini è arrivato in Idv nel marzo 2008, alla testa di un drappello di 83 fedelissimi, tutti amministratori eletti in Liguria nelle fila della Margherita.

Alle ultime elezioni europee [...] la segreteria regionale del partito decideva che le candidate liguri alle europee del 6 e 7 giugno dovevano essere due: oltre a Bardi, veniva inserita in lista anche Marylin Fusco, giovane astro nascente dell’Idv genovese, consigliera comunale e, notoriamente, «fiamma» del Paladini. L’esordio dell’avvenente Marylin in qualità di candidata al parlamento di Strasburgo era però tutt’altro che brillante: nel corso di un dibattito elettorale andato in onda su Odeon Tv, in compagnia di Iva Zanicchi, la nostra ammise con straordinario candore, guadagnando si nei giorni successivi la prima pagina del quotidiano Libero, che sì, in effetti, «nei confronti di Silvio Berlusconi è in atto una persecuzione».

[...]

In provincia, invece, l’Italia dei valori rimaneva a bocca asciutta anche se, durante il braccio di ferro con gli altri partiti di maggioranza seguito alle elezioni di giugno, Paladini aveva fatto circolare insistentemente il nome di Salvatore Ottavio Cosma come nuovo assessore provinciale «di peso» in aggiunta (o in alternativa) all’odiata Manuela Cappello. Cosma, da poco rientrato in Idv, è attualmente responsabile enti locali della sezione ligure del partito. Di origini calabresi, da anni risiede a Genova, dove ha peregrinato a lungo in diverse formazioni politiche: ex Pci, poi Pds, ex assessore nella giunta comunale di Adriano Sansa, transitato già in precedenza in Idv, era infine approdato nell’Udeur di Clemente Mastella, da cui è uscito pochi mesi fa. Il suo «peso» sembra derivare soprattutto dalle buone relazioni che mantiene nel capoluogo ligure con i suoi conterranei in quanto presidente dell’associazione di immigrati calabresi «La città del sole».

Il 23 maggio2008, in un articolo del Secolo XIX relativo a un’indagine condotta dal pm genovese Francesco Pinto venivano citati degli estratti di un rapporto della guardia di finanza dai quali emergevano i rapporti fra Cosma e la famiglia calabrese dei Mamone, imprenditori edili operanti in Liguria a lungo beneficiati con diversi appalti dalle amministrazioni di centro-sinistra. I Mamone, sempre secondo la finanza, sarebbero stati segnalati dalla Dia per i loro legami con la cosca calabrese dei Mammoliti.

Continua la lettura su trucioli savonesi.

Consigliamo comunque l’acquisto di MICROMEGA per leggere interamente l’nchiesta.



Vedi anche:

Quel che si dice “apertura”
Scritto da oggianni il 25 luglio 2009 in Segnalazioni

Così, solo per ricordarsi che De Gregorio non era e non è un caso isolato.

La conferenza stampa del ministro Gelmini è stata interrotta per l’irruzione del senatore Stefano Pedica, esponente dell’Idv, che ha protestato contro il mancato scioglimento del consiglio comunale di Fondi, sospettato di infiltrazioni mafiose. Un’azione in linea con la linea grillesca/travaglista dell’Idv. Curioso il cursus honorum del senatore neo grillino. Pedica, dice Wikipedia, è stato il portaborse di Francesco D’Onofrio nella Dc, e con lui ha fondato il primo partito di Casini, il CCD. Nel 1998 passa all’UDR, il partito fondato da Cossiga con i fuorisciti centristi dell’allora Polo delle Libertà e qualche scheggia dell’Ulivo. Allo scioglimento dell’UDR, scissosi in CDU e Udeur, Pedica ha fondato il movimento Cristiano Democratici Europei, che nel 2004 entra nel Patto Segni/Scognamiglio. Dopo essersi avvicinato alla Dc di Rotondi, riesce a ritornare in Parlamento con l’IDV nel 2006 dopo una circumnavigazione degna di Magellano.

[fonte: Andrea Mollica]



Vedi anche:

La trave nell’occhio altrui
Scritto da oggianni il 21 luglio 2009 in Resistenza umana

pagliuzza

Una bella candidatura che metterà alla prova lo spirito riformista e democratico di un partito, oppure porterà alla luce, attraverso il ricorso a mille scuse e cavilli statutari dei suoi governanti, l’atteggiamento di chiusura di una casta dirigenziale.

Con queste parole Antonio Di Pietro salutava favorevolmente la candidatura di Beppe Grillo all’imminente congresso PD e alle relative primarie.

Visto che il partito di Di Pietro è sprovvisto di questa “casta dirigenziale” che chiude ogni porta d’accesso alla dirigenza, un piccolo (in confronto a Grillo s’intende) blogger romano si candida alla carica di presidenza.

Tuttavia sinora (sicuramente per motivi non imputabili alla presenza di una casta dirigenziale) non ha ricevuto risposta.

Questo il testo della lettera inviata da “Roma 2011″ alla dirigenza dell’aperta e illuminata Italia dei Valori:

Gentile signore,

Le scrivo per comunicarLe la mia volontà di concorrere alla presidenza dell’IDV, come ho già annunciato ai lettori del mio blog http://roma2011.blogosfere.it . Per questo, Le chiedo la cortesia di comunicarmi i tempi e le procedure per poter presentare, in via ufficiale, la mia candidatura.

In attesa di un gentile riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.

In fede,

Claudio Alberti



Vedi anche:

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