Parliamo (seriamente) di PUC
Scritto da oggianni il 18 settembre 2008 in Edilizia, Partito Democratico, Rassegna stampa, Taggia

Ai più non saranno sfuggite le dichiarazioni rilasciate dall’assessore all’urbanistica riguardo alle linee guida del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Dichiarazioni accompagnate dallo slogan “Stop al cemento”.

Il Partito Democratico interviene a proposito:

«Sarà un’urbanizzazione selvaggia della piana tradendone così la vocazione agro-floricola». Questo il senso dell’intervento sul Piano urbanistico comunale di Taggia (per il quale sono stati stabiliti gli indirizzi e a giorni sarà pubblicato il bando per l’incarico) da parte del Partito democratico.
A scendere in campo è il coordinatore di Taggia, Gianni Oggiana, che nella vita di tutti i giorni esercita la professione di architetto.
«L’avvio delle pratiche – afferma – avrebbe dovuto attivarsi, stando alle promesse elettorali, almeno un anno fa. Il bando europeo è un’ottima scelta per reperire le migliori professionalità ma ha i suoi tempi di esecuzione. Se tutto va bene ci troveremo a discutere di cose più concrete tra 12-18 mesi. Nel frattempo largo agli ultimi scampoli di lottizzazione che rispondono a quel “giovanotto” di 23 anni chiamato Prg».
Nel mirino finiscono le linee guida. «Non soddisfano – afferma Oggiana – le reali esigenze. Una è l’emergenza casa. Cosa si farà per contrastare il caro-mattone e il caro-affitti? Certo la Regione ha cercato di porre rimedio rilanciando l’edilizia sociale ma il recente aumento delle domande di sostegno alla locazione, che qualche tempo fa denunciò l’assessore Garofalo, la dice lunga sulle dimensioni del problema che andrebbe affrontato in sede di programmazione dello sviluppo urbano».
Ma la grande partita si giocherebbe intorno all’ospedale unico. «Preoccupa – insiste il portavoce del Pd – la vera linea guida del Puc scaturita, il 9 settembre, dalla conferenza sull’ospedale unico: l’urbanizzazione della piana». Secondo il Pd le osservazioni della Regione sono sempre state accolte con «irritazione e chiusura». E ancora: «Costruire un’opera così imponente in un’area (forse l’ultima) vocata alla produzione floricola significa stravolgerne la futura destinazione. Il senso delle osservazioni regionali era questo». L’ospedale necessiterà di infrastrutture e servizi che verrebbero realizzati intorno a esso. Secondo Oggiana neppure la porzione di piana a sud della stazione ne sarà immune. Conclusione: «Ora non è possibile valutare se ci saranno o meno aumenti volumetrici ma, alla luce di queste considerazioni, possiamo davvero parlare di stop al cemento?».

[MARCO CORRADI su LA STAMPA del 17 settembre]



Vedi anche:

L’Ospedale Unico sorgerà a Nord della Stazione
Scritto da oggianni il 10 settembre 2008 in Ospedale unico, Rassegna stampa, Taggia

Esito prevedibile (e previsto) quello della riunione sull’Ospedale Unico: la sua collocazione sarà nell’area a monte della nuova stazione FS. Ha prevalso la linea dell’Amministrazione Genduso (ossia dell’assessore Manni) che in diversi incontri pubblici ne aveva già propagandato criteri e pregi. La Regione Liguria aveva espresso dei dubbi (urbanizzazione dell’ultimo scampolo di piana a destinazione agraria-floricola) ma l’assenza dalla riunione da parte dell’Assessore all’Urbanistica Ruggeri e del funzionario Lorenzani ha fatto capire che la priorità era quella di realizzare l’Ospedale per tamponare il deficit sanitario. Certo l’Ospedale Unico provinciale è un’ottima occasione per Taggia ma ci venga consentito di fare nostri i dubbi espressi da giarevel in questo bellissimo post:

Ultimo capitolo di questo fenomeno [NDR la "beirutizzazione"] è proprio l’Ospedale unico del Ponente ligure. [...] L’area in cui si è appena deciso di realizzare l’Ospedale è tradizionalmente occupata da orti, serre e mandarini, destinata ad un’economia di tipo agricolo con costruzioni non più alte di tre metri e scarsissimo impatto ambientale. Un casermone di diversi piani come è ipotizzabile e di cui abbiamo visto la suggestione sui giornali sarebbe il definitivo tramonto paesaggistico di una valle conosciuta in tutto il mondo per essere patria della Taggiasca. Chi verrebbe a Taggia credendo di trovare soltanto uliveti, come in Puglia, come in Sardegna e in Spagna, troverebbe invece soltanto cemento. Tanto più che un’area già pronta all’uso c’era: quella delle Ex Caserme Revelli, un grande complesso militare in disuso per il quale da anni si attende una destinazione ma che nemmeno le potenti amministrazioni precedenti sono riuscite ad intaccare. La giunta avrebbe in mente per le Ex caserme Revelli un progetto che ancora non ha deciso di pubblicare. Speriamo sia davvero qualcosa di eccezionale, almeno tanto da compensare la perdita del verde e l’imponente mole del nuovo ospedale.

[tratto da Baroni Rampanti di giarevel]



Vedi anche:

Il 9 settembre si deciderà la sede dell’Ospedale Unico
Scritto da oggianni il 27 agosto 2008 in Ospedale unico, Rassegna stampa, Taggia

La Stampa del 26 Agosto



Vedi anche:

Sì della Cisl-Medici all’Ospedale Unico
Scritto da oggianni il 14 agosto 2008 in Ospedale unico, Rassegna stampa, Taggia

Arriva dalla voce del dottor Gianluca Lisa, segretario regionale per la Liguria della CISL medici, la promozione all’Ospedale Unico: “Non è più pensabile, e crediamo sia responsabile dirlo, oggi l’ospedale sotto casa, dove comunque si rimane in attesa di essere inviati verso una struttura più attrezzata, perdendo tempo prezioso nelle urgenze”.
Una promozione inaspettata per la fonte da cui proviene: appunto la CISL, la stessa confederazione sindacale che, a livello provinciale, rappresenta la principale (se non unica) voce contraria al progetto di razionalizzazione del servizio sanitario.

La Stampa del 13 agosto



Vedi anche:

Dove fare l’Ospedale Unico?
Scritto da oggianni il 26 luglio 2008 in Ospedale unico, Rassegna stampa, Taggia

Questione di giorni. E il comune di Taggia, la Regione Liguria e l’Asl si ritroveranno attorno ad un tavolo per affrontare una questione spinosa: la scelta delle aree per il nuovo ospedale unico provinciale. «Ci dobbiamo incontrare a breve. Probabilmente qui a Taggia», dice il sindaco Vincenzo Genduso.
La questione è uno dei nodi strategici per il futuro della sanità provinciale. Ma è anche un problema con forti implicazioni urbanistiche. La scelta della piana di Taggia come sede del nuovo nosocomio non è in discussione. Piuttosto lo è la scelta delle aree: il consiglio comunale, dopo aver consultato i cittadini, scartata l’ipotesi originaria dell’area delle ex caserme Revelli, aveva indicato la zona a nord della nuova stazione ferroviaria ma la Regione ha espresso qualche riserva. La scelta di Taggia andrebbe ad incidere su una zona a vocazione agricola. Genova preferirebbe la zona a sud della nuova stazione anche per motivi urbanistici: si completerebbe un’area che ha cambiato volto negli ultimi anni con il nuovo scalo ferroviario, il parco commerciale e che sarà attraversata dal nuovo tratto dell’Aurelia bis in via di realizzazione. Ma è anche un’area dove ci sono altri problemi. Inserirvi il nuovo ospedale vorrebbe dire dover spostare un campo sportivo (lo «Sclavi») e, fatto più spinoso, espropriare e spostare alcuni edifici privati. «Sia chiaro – aggiunge Genduso – l’ultima parola spetta a Taggia. E noi la nostra indicazione l’abbiamo già espressa. Ci sembra anche quella più facile da realizzare. Quella indicata dalla Regione è sicuramente un’ipotesi più complicata. Comunque abbiamo ascoltato quello che ha detto la Regione, abbiamo anche effettuato uno studio di fattibilità e di valutazione economica per l’eventuale scelta a sud della stazione. Ci sarebbero, è ovvio, costi maggiori. La Regione dovrebbe intervenire economicamente. Se ha un senso si potrà pensare anche a questa nuova localizzazione, ma certo dovranno essere affrontati molti problemi. Spostare un impianto sportivo e, soprattutto, alcune abitazioni sarà un problema non da poco».
La Regione, nell’incontro dei prossimi giorni, probabilmente ribadirà il suo punto di vista e le ragioni che, secondo Genova, renderebbero più conveniente la scelta a sud della stazione. Taggia ribadirà che la scelta finale spetterà al comune anche se potrebbero emergere fatti nuovi – al di là delle indicazioni regionali – che potrebbero indurre ad ulteriori riflessioni. Fatti nuovi legati al piano di bacino, il piano che tiene conto degli aspetti idrogeologico del territorio. Aspetto che ha assunto importanza preminente dopo le ripetute alluvioni che, nell’ultimo decennio, hanno interessato il territorio dell’estremo ponente ligure. «Prima di qualunque decisione – sottolinea, ancora, Genduso – Occorrerà valutare i parametri del nuovo piano di bacino realizzato dalla Provincia i cui dati, però, non sono ancora stati approvati e formalizzati. A tutt’oggi non sappiamo ancora bene quali saranno i parametri e le indicazioni del nuovo piano di bacino. Ne dovremo, ovviamente, tenere conto e valutarne le indicazioni».
Nell’attesa del «vertice» Comune-Regione-Asl dei prossimi giorni, proprio ieri, c’è stato un sopralluogo tecnico sulle due aree, a nord e a sud della nuova stazione, candidate ad ospitare il nuovo ospedale unico. C’erano i tecnici della Regione (Poggi e Pavoni), dell’Asl (Sossi) e, per il Comune di Taggia lo stesso sindaco Genduso, il vicesindaco Lombardi e l’assessore Manni.

[Articolo di Monticone apparso su La Stampa del 24 Luglio]

La Stampa del 24 Luglio



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