Il Comitato pro Valle Oxentina segue da vicino il dibattito sull’emergenza rifiuti in provincia di Imperia. Concordiamo con quanto detto da Franco Bonello, Presidente del Gruppo Unione a Sinistra – Sinistra Europea, ma desideriamo sottolineare che la proposta di una “rete di incenerimento e di recupero energetico” è, oltre che anacronistica, al di fuori delle logiche con cui il nostro comitato vuole affrontare il problema.
Molti stati europei infatti, Francia e Germania incluse, stanno abbandonando progressivamente la politica dell’incenerimento dei rifiuti a favore della prevenzione, raccolta differenziata, recupero e Trattamento Biologico Meccanico. In questo modo la percentuale di materiale recuperato è così elevata da eliminare l’utilizzo di un inceneritore.
Alcuni dati tecnici possono essere utili a chiarire il quadro. Le tecnologie basate sulla combustione diretta dei rifiuti presentano numerosi inconvenienti intrinseci al processo:
- incompleta combustione dei residui solidi (negli inceneritori possono residuare incombusti da un minimo del 2 – 3 % delle scorie a valori del 10 %)
- grande produzione di scorie solide tossiche o non riutilizzabili (fra 250 e 300 kg di scorie sotto griglia per tonn di rifiuti in carica, o 150 – 200 kg dagli impianti a letto fluido, 30 – 50 kg di ceneri volatili da inertizzare, 20 – 50 kg di fanghi salini o altri scarti dalla linea di depurazione fumi)
- grandi volumi di fumi da trattare (fra 4000 e 5000 Nm3/ton per il letto fluido e 5000 – 8000 Nm3/tonn per il forno a griglia, contro 800 – 1500 Nm3/tonn di syn-gas nel caso della gassificazione e dei plasmi)
- emissioni pericolose in atmosfera anche quando siano a norma di Legge (per i grandi volumi di fumi); i migliori inceneritori monitorati con campionatori in continuo, appena il 5 % in Europa e nel mondo, danno medie di TCDDeq 25 – 30 pg/Nm3 (polveri sottili), gli altri sono fuori controllo per inattendibilità statistica delle rilevazioni.
Inoltre, la produzione di Combustibile da Rifiuti è rischiosa: per il basso valore di mercato che questo combustibile avrà sempre più in futuro e per il fatto che questo prodotto è tanto più calorico quanto contiene plastica e materiale riciclabile. Dunque orientare il piano rifiuti alla produzione di CDR significherebbe rendere inutili gli sforzi della raccolta differenziata.
Giacomo Revelli

