
Il cosiddetto “Piano casa” è quel mostro urbanistico/edificatorio partorito lo scorso anno dalla mente di Berlusconi per rimettere in moto l’economia. Ancora una volta a spese del già martoriato paesaggio. Il “Piano” si inserisce in un modo di edificare che nega il concetto di pianificazione allo stesso modo della Legge Regionale di Recupero dei Sottotetti o la Legge Regionale di Recupero dei centri storici. Cioè stabilisco che si possa costruire e quindi insediare nuovi abitanti indipendentemente dalla zona (agricola, centro storico?), dal paesaggio (vincolato?), dai rischi (geologici, idrici, sismici ?) e così via; cioè indipendentemente da tutte quelle premesse proprie di una buona pianificazione.
Abbiamo detto che il “Piano Casa” parte da un input statale ma aggiungiamo che sono le Regioni ad avere la competenza in materia di Urbanistica e Territorio per cui l’ultima parola spetta a loro.
Questi giorni rimbalza su molti blog e sulla carta stampata l’allarme sul piano casa che la Regione Liguria si appresta ad approvare. Si parla di ampliamenti in deroga agli strumenti urbanistici che possono arrivare al 60%. Si parla di nuova colata di cemento. Si parla di colpo di grazia ad un territorio già provato da diverse scorrerie speculative.
Bene. Abbiamo letto la bozza del Piano Casa approvata dalla VI Commissione regionale e che verrà presto votata in consiglio, e possiamo offrire una sintesi lucida sotto forma di FAQ (Frequently Asked Questions).
FAQ Piano Casa Liguria
- Sono l’erede di una famiglia di speculatori degli anni ‘60. Possiedo una palazzina di appartamenti ad Arma di Taggia. È vero che posso ampliarla sino al 60%?
No. L’articolo 3 dell’approvanda legge limita l’applicazione ai soli edifici a destinazione residenziale (almeno prevelente) “non eccedenti la volumetria massima di 1000 mc“. Vale a dire al massimo una villa da 300 mq. - Ah.. Ora che ricordo possiedo anche una villa di 200 mq, circa 600 mc. Quella allora posso ampliarla del 60%?
No. L’ampliamento si applica a scaglioni progressivi. 30% per i primi 200 mc, 20% dai 200 ai 500 mc, 10% per la restante parte. Nel suo caso l’ampliamento risulta dalla seguente operazione 0.30×200mc + 0.20×300mc + 0.10×100mc = 130 mc di ampliamento. Circa 40 mq.
Come vede in urbanistica 30%+20%+10% non fa 60%. - Anche se la villa è sul mare?
Beh in questo caso bisogna vedere se la villa sorge su un terreno demaniale, in una zona ANI-MA a meno di 300 mt dal mare, in una zona SU o CE del Piano Pesaggistico, in un Parco. In nessuno di questi casi può ampliare la sua villa. - E se la villa è vincolata?
Neanche in questo caso. E non può ampliarla neppure se si trova in una zona dichiarata inedificabile anche successivamente. - Uff… I soliti comunisti. Beh ho una casa in centro storico a Taggia. Almeno quella…
Gli edifici inclusi nelle zone di piano definite Centro Storico sono escluse dall’applicazione del Piano Casa. Le anticipo la risposta successiva: anche gli edifici abusivi, ancorché condonati, possono essere ampliati. - Sono un cittadino sensibile alle problematiche ambientali. Tempo fa mi trasferii qui dal Piemonte, attratto dalla bellezza delle coste liguri. Sono stanco delle continue violenze perpetrate al paesaggio da parte di speculatori senza scrupoli. È vero che il Piano Casa ligure è il peggiore d’Italia? Se è così mi trasferisco in Giamaica.
Il Piano Casa della Regione Liguria recepisce parte delle direttive nazionali. Limita gli ampliamenti a edifici residenziali di massimo 1000 mc con ampliamenti scaglionati in decrescenza. Altre regioni consentono questi ampliamenti agli edifici non residenziali e agli edifici oggetto di condoni passati. La Liguria no. Altre regioni consentono gli ampliamenti in centro storico e in zone ad inedificabilità totale. La Liguria no. - Sì ma l’ambiente cosa ne guadagna?
Chi vorrà usufruire del Piano Casa dovrà contemporaneamente realizzare degli adeguamenti volti a migliorare la coibentazione della propria casa e a garantire un risparmio energetico. Un edificio che fosse definito incongruo rispetto al paesaggio potrebbe essere demolito e ricostruito altrove. Da non dimenticare il timido riferimento alla qualità architettonica. Inoltre viene concesso un ulteriore premio volumetrico a chi realizza degli adeguamenti antisismici. - Ho letto sul blog di Beppe Grillo che qui è il solito “aumma aumma” tra destra e sinistra.
Il decreto parte da un’iniziativa del governo Berlusconi e le diverse regioni lo applicano approntando le apposite Leggi Regionali. In Liguria è la maggioranza dal Centrosinistra a doverlo fare. Ciò non ha impedito all’opposizione regionale di Centrodestra di presentare una propria legge alternativa a quella di maggioranza e molti emendamenti che ne cercano di cambiarne la sostanza. Ad esempio il PDL propone ampliamenti sino al 40% e liberi cambi die destinazione d’uso. Propone che gli ampliamenti possano essere applicati a tutti i tipi di edifici anche quelli non residenziali. Propone libertà di frazionamento.
Inoltre alcuni emendamenti alla legge di maggioranza propongono di innalzare il limite di applicabilità da 1000 a 5000 mc, di includere anche le destinazioni non residenziali o di aumentare la possibilità di frazionamento.
Non proprio gli stessi obiettivi. - Ma su diversi organi di stampa ho letto di scandalo della cementificazione in Liguria. È possibile che si sbaglino tutti?
Guardi: qua c’è un documento ufficiale dove può verificare quanto le ho detto. A tutt’oggi mi è ancora ignota la fonte di chi ha parlato di ampliamenti sino al 60%.
