La situazione del Piano Provinciale dei Rifiuti
Scritto da oggianni il 28 aprile 2008 in Dati, Documentazione, Gruppo consiliare, Rifiuti, Taggia

A gennaio scorso fu approvato dalla Regione il Piano Provinciale dei rifiuti dell’ATO imperiese. L’approvazione fu però accompagnata da una serie di prescrizioni a cui la Provincia stessa avrebbe dovuto attenersi per portare a compimento la definitiva adozione del Piano.
Facciamo il punto della situazione:

  1. entro il 28 febbraio 2008 dovrà essere reso disponibile alla Regione Liguria un rilievo topografico dettagliato, aggiornato al gennaio 2008, delle discariche di Ponticelli e Collette Ozzotto. Il rilievo, unitamente al confronto tra stato autorizzato e lo stato attuale, dovrà essere realizzato sotto il controllo dell’ARPAL e da quest’ultima validato;
    Il rilievo topografico è stato compiuto e ha rivelato che il gestore della discarica di Collette-Ozotto aveva già approntato lo scavo (senza le necessarie autorizzazioni) per la imminente proroga della concessione.
  2. entro il 30 marzo 2008, il Consiglio Provinciale, sentito l’ATO, dovrà individuare il sito destinato all’ubicazione dell’impianto di trattamento della frazione umida e, conseguentemente, dovrà essere avviata la procedura di acquisizione dell’area. Il sito sarà selezionato tra le aree destinate ad impianti dal piano approvato;
    Il sito per il trattamento della frazione umida è stato inizialmente individuato in una località del comune di Chiusanico. A seguito della protesta dei cittadini e soprattutto a seguito dell’offerta da parte del comune di Taggia di affiancare l’impianto CDR con un digestore della frazione umida, questa ubicazione è tramontata.
  3. la predisposizione e l’approvazione del bando, l’espletamento delle procedure di acquisizione dell’area Colli e l’avvio della gara europea dovranno avvenire entro e non oltre il 30 aprile 2008;
    La provincia ha già deliberato l’incarico per la predisposizione del bando di gara di costruzione e gestione dell’impianto CDR e allo stesso tempo il comune di Taggia ha deliberato di affidare un incarico di consulenza a un tecnico di fiducia da affiancare a quelli della Provincia.

Il comune di Taggia nella riunione dell’ATO del 24 aprile ha votato con gli altri 66 comuni della provincia a favore dell’impianto di separazione (CDR) da realizzare nel proprio territorio (in località Colli) a patto che:

  • l’impianto sia affiancato da un digestore anaerobico per la frazione organica;
  • siano concesse adeguate royalties (almeno 1 milione di euro l’anno) al comune di Taggia;
  • siano rispettate le quote di raccolta differenziata imposte per legge (65% nel 2010);

A proposito di quest’ultima posizione ricordiamo che il programma elettorale della lista “è tempo” riportava testualmente: “Assoluta contrarietà che il nostro territorio comunale venga individuato per qualsiasi nuova soluzione di trattamento, pre-trattamento, smaltimento, stoccaggio, trasformazione, incenerimento e qualsiasi altra forma di lavorazione e/o soluzione inerente il ciclo dei rifiuti solidi urbani e non, a valenza sovracomunale.
Bolla prende posizione e dalle pagine della Riviera dichiarando che l’assenso a creare un impianto CDR affiancato al digestore (e non il digestore da solo) non metta in moto quel circolo virtuoso che porti alla raccolta differenziata dei rifiuti e quindi al loro completo riciclo: l’esistenza di un impianto di separazione ammette comunque, a regime, una frazione di raccolta indifferenziata da avviare a incenerimento.



Vedi anche:

Munnezza e Molotov
Scritto da oggianni il 27 febbraio 2008 in Resistenza umana

Il 23 febbraio a Napoli si è consumato l’ennesimo episodio di demolizione delle strutture di garanzia della democrazia italiana.
Dal pulpito napoletano Grillo ha dichiarato testualmente:

  • le elezioni sono illegali.
  • chiedo scusa ai napoletani a nome dello stato.
  • non voto perché tanto i programmi delle liste sono tutti uguali.

A scanso di equivoci dirò subito come la penso: Grillo è stato un buon comico ma quando fa comizi non fa altro che sparare da un microfono le banalità che si possono sentire in un qualsiasi bar ogni domenica mattina. Correrò il rischio di risultare pedante ma esporrò una critica puntuale alle affermazioni grillesche per giustificare la mia posizione.

Le elezioni sono illegali
E perché di grazia? Grillo dica qual è la legge che è stata violata e presenti un esposto alla magistratura.

Chiedo scusa ai napoletani a nome dello stato.
Sfiorerò l’impertinenza chiedendomi perché le popolazioni campane siano scese in piazza a prendersi le manganellate per evitare l’apertura di una discarica legale e non abbiano mosso un dito – salvo casi isolati che rischiano la pelle – contro le discariche abusive sparse un po’ ovunque.
Perché tra i nomi di chi dovrebbe chiedere scusa Grillo non ha citato quello del presidente della provincia di Napoli che, da esponente dei Verdi, si è opposto agli inceneritori e, da presidente provinciale, ha destinato solo 150.000 euro di bilancio, divisi per 91 comuni, alla promozione della raccolta differenziata (per puro termine di paragone alla promozione delle sagre locali sono stati destinati 7.500.000 di euro).

Non voto perché i programmi delle liste sono tutti uguali.
Ohibò! Anche quelli di Storace e della Sinistra Arcobaleno? mah…

Il successo di Grillo è inquadrabile nell’intercettazione della naturale diffidenza popolare verso la complessità e le contraddizioni della modernità lette come inefficienza (vedi pag. 44 del rapporto etnografico predisposto dalla SWG). Diffidenza che da due secoli viene vissuta con disagio spesso tramutata in avversione e nostalgia verso i bei tempi che furono.

Da qui partono un ventaglio di fenomeni:

Qualche anno fa vidi uno spettacolo (allora si chiamavano così e non comizi) di Grillo: entrava in scena vestito con un saio alla Savonarola e distruggeva un computer poiché a suo dire era un oggetto inutile almeno quanto la rete internet. Noi spettatori tutti ad applaudire e a ridere poi, finito lo spettacolo, a casa a scaricare le email col modem a 56 kbps.

Dopo qualche anno cambiò idea e capì le potenzialità della rete ma non cambiò il suo modo di essere apodittico e apocalittico.

La popolarità di Grillo, amplificata dal nuovo mezzo, lo trasforma in pifferaio magico: la distruzione, iperbole comica dei suoi spettacoli, diventa ora proposta politica. L’effetto è perfettamente descritto dalla metafora finale del Caimano di Moretti in cui si distrugge a colpi di molotov il palazzo di Giustizia.
Quando il Palazzo (inteso non come contenitore ma come contenuto) verrà giù il domani sarà veramente felice?



Vedi anche: