la banalità del male
Scritto da oggianni il 21 gennaio 2009 in Resistenza umana

Qualche giorno fa leggevo che un programma radiofonico di successo è stato sospeso perché incitava alla violenza sugli animali.

Coserosse fa notare che mesi addietro nessuno ha protestato quando il medesimo programma ha incitato al lancio di molotov sui campi rom per fermare i furti d’appartamento.



Vedi anche:

La coda di paglia
Scritto da oggianni il 5 ottobre 2008 in Resistenza umana

Alimentare il fuoco della diffidenza verso lo straniero ha, indubbiamente, dato i suoi frutti elettorali: non pochi l’hanno pensata così al momento di tracciare la “X” nella cabina elettorale.
Ci sarebbe poi quell’effetto collaterale chiamato stigmatizzazione secondo cui tutti gli esponenti di una determinata etnia o categoria sociale vengono automaticamente additati come responsabili della propria infelicità o inquietudine.: abbiamo cominciato coi rom e abbiamo, temporaneamente, finito con l’italiano Abdul.
I piromani di cui sopra, con la consueta maturità, rifiutano ogni responsabilità e gridano alla strumentalizzazione.

Così per capire quel che succede mostriamo l’immagine di qualchepersona recentemente strumentalizzata in Italia:

Mostriamo anche il video di un recente discorso di un noto esponente leghista che sicuramente non intende incitare al razzismo.



Vedi anche:

Rom Bastardo [3/3]
Scritto da oggianni il 25 agosto 2008 in Segnalazioni, multimedia



Vedi anche:

Rom Bastardo [2/3]
Scritto da oggianni il 23 agosto 2008 in Segnalazioni, multimedia



Vedi anche:

Rom Bastardo [1/3]
Scritto da oggianni il 21 agosto 2008 in Segnalazioni, multimedia

Schedatura dei minori attraverso le impronte digitali, aggressioni collettive simili a progrom, continua alimentazione dello stigma da parte delle autorità al fine di distrarre l’opinione pubblica dalla crisi economica in atto, manifestazioni di panico da suggestione che portano alla denuncia di reati mai avvenuti. Sono tutti prodotti di un’intolleranza mai sopita nei confronti dei nomadi di qualsiasi etnia essi siano. Sintomi di un clima ostile che riporta alla mente certe tragedie della storia. In pochi sono quelli che, sfidando l’impopolarità, se ne chiamano fuori: Gad Lerner, attraverso il suo blog del Bastardo, Luca Sofri, don Sciortino di Famiglia Cristiana. Sicuramente non l’armata degli editorialisti del Corriere (Panebianco, Ostellino, Magdi Allam & c.) sempre pronti ad agitare l’accusa di antisemitismo a chi osa muovere critiche (fondate o meno non importa) allo stato di Israele.
Oggi un’altra voce si aggiunge a chi un domani potrà dire: “io non sono stato loro complice”. È la voce di Carolina Borella, Franco Capone e Andrea Minoglio, giornalisti e collaboratori di Focus che hanno realizzato un documentario dal titolo “Rom Bastardo” che cerca di analizzare e smontare alcuni dei luoghi comuni sui rom.
Centrosinistra Taggia lo pubblica in tre puntate offrendo il proprio modesto contributo a questa grande causa. Buona visione!

Un documentario racconta il razzismo verso i rom

Sporchi, ladri, farabutti, scansafatiche e contrari a ogni integrazione? Oppure cittadini normali con una loro cultura, usanze e stili di vita? Chi sono i rom?
Da queste domande parte un documentario realizzato dai giornalisti e collaboratori di Focus Carolina Borella, Franco Capone e Andrea Minoglio che cerca di analizzare e smontare alcuni dei luoghi comuni sui rom, oggi oggetto di una campagna discriminatoria e razzista. Il titolo è volutamente provocatorio “Rom bastardo”. Perché lo si è scelto? “Romeni bastardi” è la scritta che campeggia su un muro di fianco a un gruppo di case a Pavia, dove vivono alcune famiglie di rom. Segno evidente di un doppio luogo comune e, soprattutto, del un nuovo clima di razzismo dilagante, oggi, in Italia. Quello che vuole tutti i romeni inevitabilmente rom. E quello che vuole tutti i rom inevitabilmente “bastardi”. Non a caso “ve ne dovete andare bastardi” era anche la frase più urlata dalla gente a Napoli mentre venivano bruciate le baracche di un campo rom. Imparare dalla storia? “Stirpe di Caino” avrebbero invece detto i notabili dei governi autoritari europei di quattro secoli fa, quando iniziarono a porre quel marchio razziale che indusse i nazisti a sterminare, assieme agli ebrei, mezzo milione di rom. Ma i rom sono davvero “sporchi, nomadi, ladri”? Sono loro a produrre “sporcizia” o alcuni italiani, invece, li usano come alibi per le proprie discariche esistenti proprio vicino ai loro campi? È vero che rifiutano l’integrazione, la scuola, il lavoro, la casa? E perché se un italiano ruba è un ladro, ma se un rom ruba tutti i rom sono ladri o, ancora peggio, assassini?



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