Il comune di Taggia ricorre al TAR contro la discarica di servizio
Scritto da oggianni il 7 novembre 2009 in Rifiuti, Segnalazioni, Taggia

Partirà entro fine mese il ricorso del Comune di Taggia contro la decisione della Regione di realizzare nel suo territorio la discarica di servizio che si aggiungerà al nuovo centro provinciale di smaltimento rifiuti.
Taggia, poiché si era già accollata la seconda struttura, ora non intende fare altrettanto per l’altra.
“A questo punto – afferma l’assessore all’ambiente e vicesindaco Ivan Lombardi – intendiamo evitare che si realizzi anche la discarica di servizio così come ci siamo impegnati a fare anche in Consiglio comunale”.
Secondo logica sarebbe giusto che la discarica trovi collocazione il più vicino possibile al centro di smaltimento.
“Un discorso responsabile – sostiene Lombardi – è quello di accettare l’impianto di smaltimento per offrire una soluzione alla provincia di Imperia. Un impianto comunque sostenibile. Non realizzare alcun tipo di impianto significherebbe continuare a mantenere discariche che costituiscono il vero problema ambientale. Anche la futura discarica di servizio sarebbe tutt’altra
cosa rispetto alle discariche odierne. Con un prodotto completamente diverso da quello che si mette oggi in discarica”.
Ma perché tanta avversione al progetto?
“Siamo contrari perché da un lato abbiamo già dato e dall’altro perché uno dei siti individuati, sulla Costa dei Frati, è di grande importanza ambientale e non va deturpato.

[Fonte: Riviera24]



Vedi anche:

Ricorso anti-discarica: quali sono le parti in causa
Scritto da oggianni il 12 febbraio 2009 in Documentazione, Rifiuti, Taggia

Leggo le seguenti cose nelle premesse alla delibera di giunta provinciale sul ricorso al TAR del comune di Badalucco:

Premesso che in data 14/1/2009 è stato notificato ricorso nanti il TAR della Liguria promosso dal comune di Badalucco e dalla Sig.ra Giovanna ROLANDO contro l’Ambito Territoriale Ottimale Imperiese r.s.u. (A.T.O.), questa Provincia e nei confronti dei Comuni di Taggia e di Imperia, per l’annullamento, previa sospensione, della deliberazione dell’Assemblea dei Rappresentanti A.T.O. Rifiuti n. 18 del 14/11/2007 nonché della deliberazione del Consiglio Provinciale di Imperia n. 109 del 25/11/2008 aventi ad oggetto:

  • “individuazione del sito (in Comune di Badalucco) idoneo ad ospitare la discarica di servizio dell’impianto unico di trattamento dei rifiuti urbani e speciali assimilati (localizzato in Comune di Taggia, Loc. Colli);
  • approvazione del progetto preliminare della discarica di servizio e presa d’atto (da parte del Consiglio provinciale) con modificazione della deliberazione del Consiglio Provinciale 26/10/2007 n. 78, di tale localizzazione”;

nonché per l’annullamento di tutti gli atti del procedimento nessuno escluso, ed in particolare di quelli successivi relativi all’indizione e svolgimento della procedura di appalto per la progettazione definitiva ed esecutiva, realizzazione e gestione delle opere;

Mi chiedevo perché il comune di Taggia non si fosse associato al ricorso del comune di Badalucco e adesso conosco il perché: il comune di Taggia (e il comune di Imperia) siede dalla parte opposta ai ricorrenti.

Ammetto di essere disorientato. Spero che la cosa sia dovuta alle prassi della giustizia amministrativa ma non riesco a coglierne la logica.

Qualcuno riesce a spiegarlo?

Scarica il testo della delibera



Vedi anche:

Un’altra puntata della telenovela Bianchi-Vittoria
Scritto da oggianni il 11 febbraio 2009 in Edilizia, Taggia

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Vedi anche:

L’ultima disperata carta
Scritto da oggianni il 4 febbraio 2009 in Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia

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Vedi anche:

Badalucco ricorre al TAR contro la discarica
Scritto da oggianni il 29 gennaio 2009 in Rassegna stampa, Rifiuti, Taggia
  • La discarica in Valle Oxentina avrebbe un’alta “accettabilità sociale”;
  • la mancata realizzazione dello svincolo autostradale di Cipressa ha impedito la scelta di Ponticelli (in realtà non è mai stato nei piani di Autofiori);
  • l’adeguamento della mulattiera che conduce al Vallone dei Morti costerebbe solo 3 milioni di euro;

Queste ed altre sono le fantasiose motivazioni che hanno portato l’ATO rifiuti a scegliere il Vallone dei Morti come sede della futura discarica di servizio.

Questi ed altri sono i punti che saranno rimessi in discussione nel ricorso al TAR che è stato presentato dal comune di Badalucco.

IL CAMBIAMENTO di rotta della Provincia, che ha portato in extremis alla scelta del Vallone dei Morti (in valle Oxentina, nel territorio di Badalucco) come sede della futura discarica di servizio per i rifiuti – per tutto il territorio provinciale –, è frutto di «una procedura illegittima, viziata da eccesso di potere e illogicità», non sostenuta da «seri motivi tecnici», ma basata solo su «un calcolo di convenienza politica», in cui Badalucco e la valle Argentina fanno la fine del «vaso di coccio tra quelli di ferro».
E’ durissimo verso l’amministrazione provinciale, e in particolare il suo presidente Gianni Giuliano (Forza Italia), il ricorso al Tar elaborato dall’avvocato Giovanni Gerbi di Genova – per conto del Comune di Badalucco, nella persona del sindaco Augusto Giovanni Boeri – per ottenere l’annullamento delle delibere con cui l’Ato (l’assemblea dei Comuni della provincia) dei rifiuti e il Consiglio provinciale hanno individuato il Vallone dei Morti.
Di conseguenza, viene chiesto anche l’annullamento della gara d’appalto per la progettazione realizzazione della discarica e dell’impianto principale di separazione dei rifiuti (localizzato a Colli, nel territorio di Taggia). Un’operazione da 277 milioni di euro, per vent’anni.
L’avvocato Gerbi ricostruisce tutto il percorso del Piano provinciale dei rifiuti, rilevando che nella prima versione per la discarica di servizio erano stati ritenuti idonei sei siti (tra cui il Vallone dei Morti), salvo poi optare, nel 2007, per quello di Ponticelli, prima non ricompreso. E rileva che già l’iniziale inserimento del Vallone dei Morti non appare «giustificato»: per il valore ambientale della zona e la presenza delle vicine sorgenti dell’acquedotto e soprattutto perché «è stato fantasiosamente assegnato al sito il punteggio più alto alla voce “accettabilità sociale”», rilevando cioé che quella collocazione non avrebbe sollevato eccessive proteste.
L’avvocato Gerbi cita un intervento di Giuliano, in una riunione dell’Ato del 2007, in cui di fronte al dissenso di Imperia su Ponticelli sottolineava che «la scelta è stata dettata da aspetti puramente tecnici». E da lì parte per contestare il modo in cui si è arrivati invece a cambiare rotta e a scegliere la valle Oxentina. Sostiene il ricorso: «La politica ha avuto il sopravvento sulla tecnica e sul principio di legalità». Viene contestato il fatto che il presidente della Provincia si sia richiamato a motivi di viabilità, perché «l’Autofiori ha rinviato “sine die” l’apertura del casello di Cipressa», per cui il traffico dei camion della spazzatura verso Ponticelli si sarebbe riversato sull’Aurelia.
Obietta l’avvocato Gerbi: «Non è mai esistito alcun atto dell’Autofiori sulla realizzazione della svincolo; e la scelta di Ponticelli non è stata mai legata a una simile condizione!».
Ancora, il ricorso rileva che la scelta del Vallone dei Morti è stata compiuta nel novembre scorso «in tutta fretta, con una convocazione illegittima (nell’ordine del giorno) dell’Ato, senza un confronto con le amministrazioni comunali interessate, «alla faccia della trasparenza, della partecipazione e
delle regole!».
Per Gerbi sarebbero «pretestuose» le giustificazioni con cui è stato infine scartato il sito di Ponticelli: «E’ stato detto che interessava una vicina cava di pietra, che sarebbe stato appena sufficiente, e che investiva “il campo visivo” di alcune abitazioni…». Infine, il ricorso evidenzia che la scelta dell’Ato è stata molto controversa, visto che «23 Comuni hanno votato a favore, 11 contro e 10 si sono astenuti, mentre 22 erano assenti»; e che appare «poco credibile» la spesa di 3 milioni stimata per rifare i 6 chilometri della strada provinciale Badalucco Vignai, per renderla percorribile dai camion della spazzatura.

[Claudio Donzella sul Secolo XIX del 28 gennaio]

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Vedi anche:

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