Fenomenologia della ricerca del consenso [1/5]
Scritto da oggianni il 14 novembre 2008 in Taggia

Richiamo delle radici – “Stringiamoci a coorte”.

Il primo dei punti che analizziamo per lo studio della fenomenologia della ricerca del consenso è il cosidetto “Richiamo alle radici”.
Il segno è il tavolino foderato dei colori del gonfalone della città (il giallo e il rosso). La bandiera è ancestralmente una chiamata alle armi. I colori della città possono ricordare la battaglia contro i saraceni o l’ultima partita di campionato della squadra locale. Poco importa la differenza, l’importante è comunicare che siamo di questa città e dobbiamo stare tutti dalla stessa parte. Da questo deriva lo “stringiamoci a coorte“: le distinte posizioni in consiglio comunale non fanno che ostacolare questo proposito unitario.



Vedi anche:

Fenomenologia della ricerca del consenso
Scritto da oggianni il 13 novembre 2008 in Rassegna stampa, Taggia

La politica da prima repubblica con tutte le sue ingessature e difetti è sempre stata accusata di lontananza dall’elettorato. Era una politica fatta da e per i partiti.
Per capire come funzionava la formazione delle giunte comunali e l’elezione di un sindaco – il cui nome veniva fatto dopo le elezioni (sembra medioevo no?)- basta guardare “Le mani sulla città” di Francesco Rosi.
Il terremoto degli anni ’90 ha spazzato via questa palude proporzionalista e ci ha consegnato un altro modello: il maggioritario diretto. È un modello che si avvicina ai sistemi democratici più collaudati (quelli anglosassoni) e che, onestamente, funziona meglio.
Tuttavia il maggioritario si accompagna ad un fenomeno che mira ad un solo obiettivo: il mantenimento, quando non l’espansione, del consenso. Tale obiettivo, nell’ipotesi virtuosa, si raggiunge col mantenimento dei propositi contenuti nel programma elettorale. Nell’ipotesi viziosa il programma elettorale è un libro dei sogni ed il mantenimento degli impegni assunti diventa impossibile: esempio il candidato verde promette in campagna elettorale la costruzione di uno stadio nuovo di pacca per le squadre locali; nel 90% dei casi non ci sono soldi in cassa per mantenere la promessa.
Mantenere gli impegni è impossibile ma l’eletto ha bisogno come il pane del consenso. La memoria degli elettori sembra labile ma non è poi così vero e il fallimento di un obiettivo diventa presto un’arma a disposizione dell’opposizione.
Ecco che nell’ipotesi viziosa entrano in gioco altri stratagemmi per mantenere o espandere il consenso: il personalismo, la propaganda, il populismo, il richiamo alle radici.
La notizia, corredata da foto, apparsa sul Secolo XIX di martedì scorso può essere indicata come caso di studio della fenomenologia della ricerca del consenso. Ne elenchiamo gli aspetti salienti:

  1. Richiamo delle radici – “Stringiamoci a coorte”.
  2. Retorica del bene – “Noi ci fidiamo di voi”.
  3. Dal diritto alla concessione – “Il matrimonio di Connie”.
  4. La messinscena – “L’investitura”
  5. La scenografia – “La città ideale”

Nei prossimi giorni pubblicheremo a puntate la disamina di tutti questi punti.



Vedi anche:

Assessorato alla propaganda [3]
Scritto da oggianni il 6 ottobre 2008 in Rassegna stampa

«Ho sempre definito l’Ufficio di staff del sindaco un potenziale assessorato alla propaganda. E per questo sono stato criticato. Invece nel primo resoconto su un Consiglio comunale ne ho avuto la piena conferma». Massimo Bolla, capogruppo del Centrosinistra, è inviperito e va anche giù pesante con chi ha redatto un comunicato stampa che riporterebbe il falso.
«Nella parte relativa alle mozioni sull’Ufficio di staff comunque varato illegalmente – spiega – si dice che le stesse sono state bocciate per un “errato presupposto” in relazione al decreto 112 del 2008 al quale mi sarei riferito. In realtà avevo fatto riferimento al 267 del 2000. Insomma, è stato detto che mi sono riferito a una legge diversa da quella applicabile. E’ un falso! Basta disporre del livello più basso di alfabetizzazione per constatare che ciò che dico è il vero. E’ sufficiente leggere il testo delle mozioni presentate». Le mozioni chiedevano di revocare due delibere: una che comportava una modifica al regolamento comunale grazie alla quale è stato poi possibile adottare l’altra che permetteva l’assunzione dello staff del sindaco (due persone) secondo i termini attuati.
E se si trattasse di un semplice errore, come può capitare, soprattutto dovendo riportare elementi molto tecnici e fatti che si sono svolti in un concitato Consiglio comunale che si è protratto per quattro ore e mezza? «Non posso accettare – la risposta – che ci facciano fare la figura degli impreparati quando i veri impreparati, almeno in questo campo, sono loro, quelli dell’Ufficio di staff che hanno predisposto il comunicato».
Bolla spara altre bordate sull’Ufficio: «O si tratta di un’inadeguatezza a svolgere il ruolo o di un deliberato caso di mistificazione dell’informazione ai fini della propaganda». Conclude con una frecciata al sindaco Vincenzo Genduso: «Se il sindaco vuole farsi propaganda lo faccia con i soldi suoi e non con quelli dei contribuenti». «C’è stato un errore – dice il sindaco -. Nel comunicato è stato riportato un testo che si riferiva a uno scambio epistolare precedente con l’opposizione sullo stesso argomento. Comunque ribadisco con forza la regolarità e la legittimità relativa al provvedimento sull’Ufficio di staff, così come ho affermato, senza scricchiolii di sorta, durante il dibattito in Consiglio. Non è una scelta di propaganda ma una scelta a servizio dei cittadini».
[Marco Corradi su La Stampa del 5 Ottobre]



Vedi anche:

L’Assessorato alla Propaganda [2]
Scritto da oggianni il 3 ottobre 2008 in Gruppo consiliare, Rassegna stampa

Dibattito infuocato l’altra sera in Consiglio Comunale: prima il condono ICI e poi la mozione sull’ufficio Staff del sindaco.

Due pratiche che hanno fatto riempire la zona destinata al pubblico come non succedeva da tempo. Questo dovrebbe essere considerato un segnale dell’accelerata erosione del consenso da parte di questa maggioranza ad un solo anno dal suo insediamento.

Ma nessuna correzione di rotta è stata concessa a chi, dall’opposizione, segnalava l’inopportunità di istituire un ufficio staff con queste modalità: tanto meno da chi si è dotato di una carta etica.

Il giorno dopo, come a confermare quanto detto in aula, arriva alle redazioni di Riviera24 e di SanremoNews un comunicato, presumibilmente inviato dal suddetto ufficio, in cui si sintetizza in maniera del tutto fuorviante il Consiglio Comunale. Ecco alcuni passaggi:

Sono state date risposte alle interrogazioni presentate dai consiglieri Albanese (sulla sostituzione delle fioriere di Via Queirolo) [...] da parte del Vice Sindaco ed Assessore all’Ambiente Ivan Lombardi (che ha illustrato l’iter seguito dagli uffici nella gestione della pratica, evidenziando come il tutto si sia svolto in maniera corretta)

[...]

Le due mozioni presentate da tutti i gruppi di minoranza relative alla modifica del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi (delibera di Giunta n. 225/2008) e alla revoca dell’ufficio di staff del Sindaco (delibera di giunta n. 226/2008) sono state respinte dal Consiglio Comunale fornendo al riguardo ampie motivazioni sulla scelta operata da parte dell’Amministrazione Genduso. La richiesta di annullamento delle deliberazioni di costituzione dell’ufficio di staff del Sindaco e di nomina dei relativi componenti poggia sull’errato presupposto che le nomine siano state effettuate in contrasto con il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008. Contrariamente le norme previste dalla legge finanziaria 2008 e successivamente ampliate dal Decreto Legge 112 del 25 giugno disciplinano solamente le modalità per l’attribuzione a soggetti esterni di incarichi di collaborazione, consulenza e studio attribuiti dagli enti pubblici al fine di supportare l’attività degli uffici amministrativi; non si applicano a tali fattispecie le modalità di nomina dei componenti dell’ufficio di staff, la cui disciplina è invece prevista dall’art. 90 del D.lgs. 267/2000. La distinzione è ben illustrata dalle Linee Guida per la corretta applicazione delle disposizioni sugli incarichi esterni previsti dalla finanziaria 2008, emanate dalla Sezione Autonomie Locali della Corte del Conti, che distingue nettamente gli incarichi volti a supportare l’attività del sindaco e degli assessori da quelli volti ad integrare l’attività degli uffici amministrativi in cui sono articolati gli enti, precisando altresì che per quanto concerne la nomina degli uffici di staff è consentito ‘intuitu personae’, proprio in relazione al carattere fiduciario della nomina.
Pertanto appare corretta la conseguente e successiva scelta dell’Amministrazione Comunale di procedere alla modifica del regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e servizi adeguandolo alla norma di legge.

[Fonte Sanremonews]

Non si è fatta attendere la replica di Mauro Albanese (Gruppo PDL):

Il lettore non avrà potuto comprendere nulla perché l’estensore del resoconto, spero non volutamente, facendo della disinformazione, non approfondisce l’argomento oggetto della discussione.
[fonte Sanremonews]

e di Massimo Bolla (Gruppo Centrosinistra):

Con sconcerto ho letto sulle vostre pagine il resoconto del consiglio comunale di Taggia di martedì scorso, redatto con molta probabilità del nuovo incaricato alla comunicazione del comune, ovvero uno dei tre membri dell’ufficio di staff. Lo sconcerto è determinato dal fatto che il resoconto nella parte relativa alle mozioni presentate dall’intera opposizione per revocare le delibere con le quali è stato istituito l’ufficio di staff del sindaco è totalmente falso. Non dico errato, ribadisco FALSO. Le mozioni non sono state ‘bocciate’ a causa di errati riferimenti di legge ed il sindaco non ha prodotto ampie motivazioni circa la legittimità del provvedimento. In realtà il ragionamento del sindaco ha scricchiolato per tutto il tempo del dibattito e le argomentazioni che ho portato a sostegno dell’illegittimità dei provvedimenti sono supportate dalle più recenti esternazioni della corte dei conti e del Ministero degli interni. Il decreto legislativo di riferimento, peraltro, parla talmente chiaro che non ci sarebbe neanche bisogno di tante interpretazioni. Ritornando alla falsità del resoconto, rappresenta, a mio avviso, un fatto grave. I casi sono due: o il redattore non ha capito nulla di quanto detto ed allora rivedrei i criteri di selezione e di valutazione delle capacità o ha deliberatamente mistificato i fatti ed allora non penso che sia tollerabile pagare con i soldi pubblici un assessore in più, quello alla propaganda che ha come compito esclusivo quello di glorificare l’operato del sindaco. Se lo vuole, se lo paghi! Rispetto alla pratica discussa in consiglio sono convinto della correttezza delle mie argomentazioni, cosa che non penso possa dire il sindaco. La questione, comunque, verrà ovviamente esaminata dagli organi competenti a valutarne la legittimità: sottoporrò la questione alla corte dei conti.

[fonte Sanremonews]



Vedi anche:

Ufficio staff: “carta dei valori” disattesa
Scritto da oggianni il 24 settembre 2008 in Partito Democratico, Rassegna stampa, Taggia

Nella scorsa campagna elettorale vi ricorderete il “coupe de theatre” con cui l’allora candidato sindaco, Vincenzo Genduso, distribuì ai propri concorrenti la carta dei valori. Beh ogni tanto rileggere quella carta non fa male. Non farebbe male neppure a chi con tanta enfasi la sbandierò.

La carta contiene un esplicito riferimento al Codice europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali che ne costituisce integrazione. Evidentemente deve essere sfuggito qualcosa all’attuale sindaco. In particolare è sfuggito l’articolo 20 che recita:

L’eletto s’impegna ad impedire ogni reclutamento di personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e/o a scopi diversi dai bisogni del servizio.
In caso di reclutamento o di promozione del personale, l’eletto prende una decisione obiettiva,
motivata e diligente.

Nulla a che vedere con l’intuitu personae che si basa sull’arbitrarietà dell’amministratore e che, a tutt’oggi, è l’unico criterio previsto dal comune di Taggia per l’assegnazione di incarichi fiduciari della Giunta comunale. Unico criterio rimasto da luglio scorso quando il Regolamento comunale per l’assegnazione di incarichi fu modificato eliminando ogni criterio basato sul riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali.

La discussione su questo punto fa parte dei punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.



Vedi anche:

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